Marzo, l’artista che cattura le emozioni della natura
di Francesco Greco - Osserva la natura, le sue infinite facce. Con lo sguardo curioso e infantile coglie i suoi aspetti più intimi. L’emozione che resta sulla pelle, lo stupore che gli riscalda il cuore diventa così un’opera d’arte. E ormai i suoi dipinti e sculture sono sparse in varie parti d’Italia.
Francesco Marzo propone le sue ultime opere il 21 agosto a Salve (Lecce), alla “Sagra della Taranta e della Pizzica” (zona Piazza Concordia, in foto “Natura inquieta”, 2013, olio su tela). Il suo pubblico lo attende: le precedenti personali sono state un successo. Intriga un sacco questo suo metabolizzare squarci del paesaggio, aspetti particolari del mondo che lo circonda e restituirlo poi con i colori intensi della terra, il mare, la vegetazione.
Cominciò da ragazzo, genio precoce: alle medie, gli altri facevano i temi scritti, lui sviluppava la traccia proposta dal professore con i pennelli. Dalla soffitta ha appena recuperato i primi due quadri della carriera, che campeggiano nel suo atelier: una fattoria nascosta nei campi, con una madre col bimbo in braccio, animali da cortile intorno, un asino e una mucca all’abbeveratoio: “Il sogno della mia vita…Vivere a contatto con la natura”, confida sorridendo. E una scena nel bosco: un cacciatore si è addentrato fra la fitta vegetazione, ha incontrato un lupo e lo ha ucciso, poi qualcuno ha ammazzato lui: terribile nèmesi…
Marzo ha poi affinato la sua inclinazione all’Istituto d’Arte a Lecce, dove si è diplomato e poi specializzato in decorazione plastica. Mostre in tutto il mondo (in Svizzera è molto noto e amato) sin da quando aveva 15 anni, in collettive alla Pro-Loco di Leuca, a Lecce (Galleria Mazzini), a Galatina, all’Hotel “Terminal” di Leuca, ecc.
E’ del 1977 la prima personale, al cinema “San Nicola” di Salve. La ricorda ancora con grande emozione. "I colori molto intensi, forti, fanno pensare all’Espressionismo”, osserva lo scultore Antonio Pizzolante. Aggiunge Vito Russo: “Marzo dovrebbe tornare alle origini: dopo il figurativo, l’astrattismo dei suoi inizi…”. Testimoniato da un bel catalogo.
L’artista ha ripreso i pennelli dopo una sosta di circa 30 anni, in cui la sua vita ha conosciuto alti e bassi, gioie e dolori. Ha dovuto imparare di nuovo tutto, “ritrovare la mano”, ma ora si sente pronto a mutare i codici espressivi della sua arte e seguire il consiglio dell’amico Russo, scultore famoso, che gli è vicino.
Per adesso continua a dipingere la natura intorno, il mare della sua infanzia, la campagna selvaggia, la terra rossa arata, i suoi frutti dolcissimi. Ultime opere: un tramonto sul mare di Pescoluse dove il cielo rosso si confonde col mare dello stesso colore dando vita a una suggestione unica, che mette i brividi addosso. E le sorgenti con un ponticello marrone scuro: “Dall’acqua - osserva - nasce la vita, nasce tutto…”.
Conclude: “Osservo la natura e attraverso di essa intuisco forme e volumi che mi danno emozioni del tutto soggettive. Guardarla intensamente mi dà serenità, pace interiore…Se il suo spettacolo non ti lascia niente dentro, se non ti emoziona, se non ti suscita sentimenti, equilibri, se non evoca colori… L’artista è solo uno strumento attraverso cui si esprime la natura”.
Francesco Marzo propone le sue ultime opere il 21 agosto a Salve (Lecce), alla “Sagra della Taranta e della Pizzica” (zona Piazza Concordia, in foto “Natura inquieta”, 2013, olio su tela). Il suo pubblico lo attende: le precedenti personali sono state un successo. Intriga un sacco questo suo metabolizzare squarci del paesaggio, aspetti particolari del mondo che lo circonda e restituirlo poi con i colori intensi della terra, il mare, la vegetazione.
Cominciò da ragazzo, genio precoce: alle medie, gli altri facevano i temi scritti, lui sviluppava la traccia proposta dal professore con i pennelli. Dalla soffitta ha appena recuperato i primi due quadri della carriera, che campeggiano nel suo atelier: una fattoria nascosta nei campi, con una madre col bimbo in braccio, animali da cortile intorno, un asino e una mucca all’abbeveratoio: “Il sogno della mia vita…Vivere a contatto con la natura”, confida sorridendo. E una scena nel bosco: un cacciatore si è addentrato fra la fitta vegetazione, ha incontrato un lupo e lo ha ucciso, poi qualcuno ha ammazzato lui: terribile nèmesi…
Marzo ha poi affinato la sua inclinazione all’Istituto d’Arte a Lecce, dove si è diplomato e poi specializzato in decorazione plastica. Mostre in tutto il mondo (in Svizzera è molto noto e amato) sin da quando aveva 15 anni, in collettive alla Pro-Loco di Leuca, a Lecce (Galleria Mazzini), a Galatina, all’Hotel “Terminal” di Leuca, ecc.
E’ del 1977 la prima personale, al cinema “San Nicola” di Salve. La ricorda ancora con grande emozione. "I colori molto intensi, forti, fanno pensare all’Espressionismo”, osserva lo scultore Antonio Pizzolante. Aggiunge Vito Russo: “Marzo dovrebbe tornare alle origini: dopo il figurativo, l’astrattismo dei suoi inizi…”. Testimoniato da un bel catalogo.
L’artista ha ripreso i pennelli dopo una sosta di circa 30 anni, in cui la sua vita ha conosciuto alti e bassi, gioie e dolori. Ha dovuto imparare di nuovo tutto, “ritrovare la mano”, ma ora si sente pronto a mutare i codici espressivi della sua arte e seguire il consiglio dell’amico Russo, scultore famoso, che gli è vicino.
Per adesso continua a dipingere la natura intorno, il mare della sua infanzia, la campagna selvaggia, la terra rossa arata, i suoi frutti dolcissimi. Ultime opere: un tramonto sul mare di Pescoluse dove il cielo rosso si confonde col mare dello stesso colore dando vita a una suggestione unica, che mette i brividi addosso. E le sorgenti con un ponticello marrone scuro: “Dall’acqua - osserva - nasce la vita, nasce tutto…”.
Conclude: “Osservo la natura e attraverso di essa intuisco forme e volumi che mi danno emozioni del tutto soggettive. Guardarla intensamente mi dà serenità, pace interiore…Se il suo spettacolo non ti lascia niente dentro, se non ti emoziona, se non ti suscita sentimenti, equilibri, se non evoca colori… L’artista è solo uno strumento attraverso cui si esprime la natura”.
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