"Costruire insieme un grande progetto-lavoro"
LECCE - Nei giorni scorsi un autorevole docente di Economia politica dell’Università Statale di Torino ha duramente accusato la classe politica italiana di incompetenza nell’attuale gestione dell’economia. Diversi, infatti, sono stati i fattori psicologici e sociali che hanno colpito il nostro Paese. Tutti gli errori commessi nel passato hanno prodotto l’attuale crisi del sistema economico oramai al collasso.
La bella Europa tiene sempre a precisare il PSI (Patto di Stabilità interno) che rappresenta il parametro principale da controllare circa l’indebitamento netto della Pubblica Amministrazione, comune a tutti gli Stati membri della UE, deve essere inferiore al 3 per cento.
No tiene però presente, l’Europa, che la crisi ha causato timore negli investimenti di nuovi capitali per le produzioni.
Oggi siamo al paradosso dell’eliminazione totale dell’Imu rispetto all’aumento di un punto percentuale dell’Iva.
Forse il professor torinese intendeva dire: assumetevi la responsabilità di indicare con coraggio e determinazione la strada giusta programmando le linee-guida del governo.
Il lavoro sancito dall’articolo 1 della Costituzione è alla base della convivenza sociale di una comunità civile.
E’ facile intuire che di fronte al cumulo delle pensioni e alle pensioni d’oro, la gente, non solo quella che non arriva alla fine del mese, ma soprattutto quella che non sa come sbarcare il lunario, reagisce sottraendosi alla vita.
Cooperare, aiutare, consigliare chi oggi possiede ancora una grande energia fisica e mentale, nella costruzione di un progetto-lavoro, potrà garantire la dignità del lavoro di ognuno.
Se non si inizia a rinunciare al superfluo, al di più, in favore di chi vive nell’estremo disagio, non si avvierà mai quella strategia che può essere l’arma vincente per uscire dalla crisi.
E sono convinto che, a differenza di quanto asserito dal professore, parte della nostra classe politica può ancora aiutare questa Italia ristabilendo un rapporto di fiducia con la collettività.
La bella Europa tiene sempre a precisare il PSI (Patto di Stabilità interno) che rappresenta il parametro principale da controllare circa l’indebitamento netto della Pubblica Amministrazione, comune a tutti gli Stati membri della UE, deve essere inferiore al 3 per cento.
No tiene però presente, l’Europa, che la crisi ha causato timore negli investimenti di nuovi capitali per le produzioni.
Oggi siamo al paradosso dell’eliminazione totale dell’Imu rispetto all’aumento di un punto percentuale dell’Iva.
Forse il professor torinese intendeva dire: assumetevi la responsabilità di indicare con coraggio e determinazione la strada giusta programmando le linee-guida del governo.
Il lavoro sancito dall’articolo 1 della Costituzione è alla base della convivenza sociale di una comunità civile.
E’ facile intuire che di fronte al cumulo delle pensioni e alle pensioni d’oro, la gente, non solo quella che non arriva alla fine del mese, ma soprattutto quella che non sa come sbarcare il lunario, reagisce sottraendosi alla vita.
Cooperare, aiutare, consigliare chi oggi possiede ancora una grande energia fisica e mentale, nella costruzione di un progetto-lavoro, potrà garantire la dignità del lavoro di ognuno.
Se non si inizia a rinunciare al superfluo, al di più, in favore di chi vive nell’estremo disagio, non si avvierà mai quella strategia che può essere l’arma vincente per uscire dalla crisi.
E sono convinto che, a differenza di quanto asserito dal professore, parte della nostra classe politica può ancora aiutare questa Italia ristabilendo un rapporto di fiducia con la collettività.
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