“Appello ad Introna, serve un Consiglio monotematico su lavoro e crisi occupazione”
BARI - Fin dal 14 giugno dell’anno scorso chiedo, purtroppo invano, al presidente Introna di convocare un Consiglio monotematico su “lavoro e crisi occupazionale”. La mia richiesta aveva ottenuto l’apprezzamento dei colleghi capigruppo e dello stesso presidente il quale volle acquisire preliminarmente una relazione della task force regionale sul lavoro. Ottenuto questo resoconto però non ha avuto seguito, la discussione in aula non c’è mai statta
Eppure, non passa giorno che gli Istituti e le Agenzie di rilevazione e osservazione statistica dei fenomeni, non mancano di riportare dati allarmanti sul mercato del lavoro condizionato da crisi occupazionali della grande impresa e dalla sofferenza della piccola e media impresa nel privato e dalla necessità di tagli alla spesa pubblica nel settore pubblico che spesso si perde in mille rivoli di sprechi.
Molto dipende dalla scarsa competitività che sconta la grande impresa nel mercato globale per un più alto costo della manodopera tanto da indurre la delocalizzazione delle fabbriche in Paesi emergenti ma molto ancora dipende dalla flessione dei consumi interni per minore possibilità di spesa delle famiglie condizionate da una sempre più crescente tassazione e sempre più decrescente redditività, dai ritardi negli investimenti, dall’incertezza applicativa delle leggi che frena iniziative ed investimenti, da una burocrazia pubblica di stile borbonico, dall’inadeguatezza del sistema scolastico e della formazione professionale, dall’incongruente ripartizione del Fondo Sanitario Regionale nel settore sanitario che sta inginocchiando imprese del settore, dai ritardi dei pagamenti della P.A., dall’impossibilità di accesso al credito e dal costo dei rapporti con le banche.
Il tema del lavoro è in questi mesi al centro della discussione politica nel nostro Paese ed in Europa e non possiamo perdere l’occasione di fornire il nostro contributo di idee e di proposizione che può emergere solo nel confronto istituzionale dell’Aula Consiliare.
Quel poco che possiamo fare direttamente per accrescere la competitività della grande impresa nel mercato globale, può essere molto in termini di stimolo per il circuito parte datoriale, lavoratori, organizzazioni sindacali e per il Parlamento.
In ogni caso, molto possiamo fare per comprendere quanto la tassazione regionale e locale in Puglia incide sulla depressione dei consumi o per comprendere quanto incide la burocrazia e l’incertezza applicativa delle leggi della nostra Regione nel rallentamento degli investimenti, anche attraverso il crescente ricorso giurisdizionale o per acquisire cognizioni sull’inadeguatezza di programmi di formazione professionale rispetto alle esigenze del mercato del lavoro, sul venir meno della funzione sociale delle banche, sull’utilità e costi di iscrizione agli Albi o agli Enti Camerali o agli Ordini Professionali o sulla definizione dei capitolati delle gare di appalto conformati in modo da restringere piuttosto che allargare l’area della competitività per favorire colossi imprenditoriali a discapito della piccola e della media impresa locale, sugli strumenti che regolano il rapporto di lavoro nella stabilità e nella precarietà, sull’utilità di rivedere l’impianto degli ammortizzatori sociali.
Il Consiglio regionale non può continuare a restare silente ed indifferente di fronte a tutto quello che sta avvenendo in Puglia come in Italia. Deve fare la sua parte, essere presente e attento sul tema. Farà poco? Farà molto? Chissà! Quello che importa in questo momento è battere un colpo per dire ci siamo!
A nome del Gruppo che rappresento, torno ancora una volta, nella speranza che sia l’ultima, a fare appello al presidente Introna e ai colleghi capigruppo affinché si celebri a stretto giro di tempo un Consiglio monotematico sul tema del lavoro e della crisi occupazionale. A riferirlo in una nota Ignazio Zullo, capogruppo del Pdl/FI.
Eppure, non passa giorno che gli Istituti e le Agenzie di rilevazione e osservazione statistica dei fenomeni, non mancano di riportare dati allarmanti sul mercato del lavoro condizionato da crisi occupazionali della grande impresa e dalla sofferenza della piccola e media impresa nel privato e dalla necessità di tagli alla spesa pubblica nel settore pubblico che spesso si perde in mille rivoli di sprechi.
Molto dipende dalla scarsa competitività che sconta la grande impresa nel mercato globale per un più alto costo della manodopera tanto da indurre la delocalizzazione delle fabbriche in Paesi emergenti ma molto ancora dipende dalla flessione dei consumi interni per minore possibilità di spesa delle famiglie condizionate da una sempre più crescente tassazione e sempre più decrescente redditività, dai ritardi negli investimenti, dall’incertezza applicativa delle leggi che frena iniziative ed investimenti, da una burocrazia pubblica di stile borbonico, dall’inadeguatezza del sistema scolastico e della formazione professionale, dall’incongruente ripartizione del Fondo Sanitario Regionale nel settore sanitario che sta inginocchiando imprese del settore, dai ritardi dei pagamenti della P.A., dall’impossibilità di accesso al credito e dal costo dei rapporti con le banche.
Il tema del lavoro è in questi mesi al centro della discussione politica nel nostro Paese ed in Europa e non possiamo perdere l’occasione di fornire il nostro contributo di idee e di proposizione che può emergere solo nel confronto istituzionale dell’Aula Consiliare.
Quel poco che possiamo fare direttamente per accrescere la competitività della grande impresa nel mercato globale, può essere molto in termini di stimolo per il circuito parte datoriale, lavoratori, organizzazioni sindacali e per il Parlamento.
In ogni caso, molto possiamo fare per comprendere quanto la tassazione regionale e locale in Puglia incide sulla depressione dei consumi o per comprendere quanto incide la burocrazia e l’incertezza applicativa delle leggi della nostra Regione nel rallentamento degli investimenti, anche attraverso il crescente ricorso giurisdizionale o per acquisire cognizioni sull’inadeguatezza di programmi di formazione professionale rispetto alle esigenze del mercato del lavoro, sul venir meno della funzione sociale delle banche, sull’utilità e costi di iscrizione agli Albi o agli Enti Camerali o agli Ordini Professionali o sulla definizione dei capitolati delle gare di appalto conformati in modo da restringere piuttosto che allargare l’area della competitività per favorire colossi imprenditoriali a discapito della piccola e della media impresa locale, sugli strumenti che regolano il rapporto di lavoro nella stabilità e nella precarietà, sull’utilità di rivedere l’impianto degli ammortizzatori sociali.
Il Consiglio regionale non può continuare a restare silente ed indifferente di fronte a tutto quello che sta avvenendo in Puglia come in Italia. Deve fare la sua parte, essere presente e attento sul tema. Farà poco? Farà molto? Chissà! Quello che importa in questo momento è battere un colpo per dire ci siamo!
A nome del Gruppo che rappresento, torno ancora una volta, nella speranza che sia l’ultima, a fare appello al presidente Introna e ai colleghi capigruppo affinché si celebri a stretto giro di tempo un Consiglio monotematico sul tema del lavoro e della crisi occupazionale. A riferirlo in una nota Ignazio Zullo, capogruppo del Pdl/FI.
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