Medici e cittadini insieme nella corsa 'Race for the cure'
di Luigi Laguaragnella - Domenica 25 maggio Bari si tingerà di rosa per l’ottava edizione di “Race for the cure” la manifestazione sportiva e benefica che da tanti anni sensibilizza e informa sulla lotta al tumore del seno. L’evento che racchiude in sé salute, benessere e prevenzione è organizzata dalla Susan Komen, associazione, che senza lucro dagli Stati Uniti e fino in Italia, riesce ad avvicinare medici e professionisti che dedicano parte del loro tempo a disposizione dei cittadini nella battaglia contro il tumore. A volere la maratona di beneficenza è stato il dotto Lattanzio che l’ha portata anche nel capoluogo e ormai giunta all’ottavo anno ha un notevole seguito soprattutto per la delicatezza dell’obiettivo della raccolta fondi. Oltre a Roma e Bologna la “Race for the Cure” di Bari ha migliaia di gente che partecipa e collabora. Otto anni fa, infatti erano partiti grazie a questa valorosa iniziativa i primi screening; oggi considerati i risultati ottenuti per l’impegno gratuito di molti professionisti e la partecipazione numerosa di tanta gente, è arrivato il momento ci sviluppare un punto di riflessione per diagnostica in Puglia e capire come poter migliorare le tecniche di prevenzione al seno. E’ questo l’obiettivo che il dottor Lattanzio ha comunicato nel corso della conferenza di presentazione della corsa di domenica.
Insieme a lui dottor Dattoli, direttore generale del Policlinico di Bari, conferma l’impegno di questa fase di riorganizzazione per favorire una metodologia nuova di prevenzione. L’apporto che “Race for the cure” sostiene per quanto riguarda la conoscenza e l’approccio ai temi del cancro, coinvolgendo in prima persona proprio quelle donne che sono riuscite a combatterlo è senza dubbio importante per dare speranza. In questo weekend, partito da ieri in piazza Diaz, tra le numerose attività proposte, presso il Villaggio della salute, medici specialisti sono a disposizione per consulenze, per rispondere a domande su diagnosi, chirurgia. Inoltre due Unità Mobili concesse dal Saris-Policlinico di Bari e dalla Susan Komen Italia potranno permettere l’accesso a controlli a donne selezionate dai servizi sociali.
Iniziative benefiche come queste, servono creare un connubio tra medici e pazienti che troppo spesso sono separati come realtà distinte. Invece il dottor Anelli, dell’Ordine dei Medici, crede che vada rivista la figura del medico che ha un ruolo di tutela verso il cittadino, è a servizio della persona. I medici devono essere quella categoria che si pone al fianco dei problemi del cittadino.
Il medesimo spirito di collaborazione vuole trasmettere “Race for the cure”: è proprio il sostegno di questa iniziativa a dare la forza a tante donne che insieme hanno vinto la battaglia al tumore. E la corsa in rosa, come dice la testimonial Rosanna Banfi è un momento di aggregazione immancabile che contribuisce a dar forza oltre la sofferenza.
Per Bari “Race for the cure” è un appuntamento consolidato: il sindaco Emiliano ha espresso soddisfazione perché l’evolversi della corsa, lungo gli anni è sinonimo di “costruzione della comunità” e soprattutto rappresenta per le donne un motivo per sognare.
Insieme a lui dottor Dattoli, direttore generale del Policlinico di Bari, conferma l’impegno di questa fase di riorganizzazione per favorire una metodologia nuova di prevenzione. L’apporto che “Race for the cure” sostiene per quanto riguarda la conoscenza e l’approccio ai temi del cancro, coinvolgendo in prima persona proprio quelle donne che sono riuscite a combatterlo è senza dubbio importante per dare speranza. In questo weekend, partito da ieri in piazza Diaz, tra le numerose attività proposte, presso il Villaggio della salute, medici specialisti sono a disposizione per consulenze, per rispondere a domande su diagnosi, chirurgia. Inoltre due Unità Mobili concesse dal Saris-Policlinico di Bari e dalla Susan Komen Italia potranno permettere l’accesso a controlli a donne selezionate dai servizi sociali.
Iniziative benefiche come queste, servono creare un connubio tra medici e pazienti che troppo spesso sono separati come realtà distinte. Invece il dottor Anelli, dell’Ordine dei Medici, crede che vada rivista la figura del medico che ha un ruolo di tutela verso il cittadino, è a servizio della persona. I medici devono essere quella categoria che si pone al fianco dei problemi del cittadino.
Il medesimo spirito di collaborazione vuole trasmettere “Race for the cure”: è proprio il sostegno di questa iniziativa a dare la forza a tante donne che insieme hanno vinto la battaglia al tumore. E la corsa in rosa, come dice la testimonial Rosanna Banfi è un momento di aggregazione immancabile che contribuisce a dar forza oltre la sofferenza.
Per Bari “Race for the cure” è un appuntamento consolidato: il sindaco Emiliano ha espresso soddisfazione perché l’evolversi della corsa, lungo gli anni è sinonimo di “costruzione della comunità” e soprattutto rappresenta per le donne un motivo per sognare.
Tags:
Sport
