Mondiali: ottavi da urlo, Julio Cesar si esalta ai rigori. Il Brasile spedisce il Cile fuori dai Mondiali
di Andrea Stano - Allo stadio Mineirao di Belo Horizonte, Brasile e Cile si sfidano nella partita più bella di questa edizione dei Campionati mondiali di calcio. I verdeoro si assicurano il passaggio ai quarti dopo un’interminabile partita giunta ai calci di rigore (1 a 1 dtr). Julio Cesar ne para due e si tramuta nell’eroe del giorno.
Fernandinho spodesta Paulinho a centrocampo per garantire maggiore rapidità in mezzo al rettangolo di gioco.
Tridente velenoso nella Roja con Vidal alle spalle di Sanchez e Vargas.
Quarto confronto in un Mondiale per le due selezioni. Le precedenti tre volte (una semifinale nel 62’ e due ottavi nel 98’ e nel 2002) hanno sempre visto trionfare i pentacampeones.
Arbitra l’inglese Webb. Sarà uno dei migliori in campo.
Prima della gara, momento inni strappalacrime, ad alto tasso emozionale.
La prima fiammata è di Marcelo che sugli sviluppi di un corner controlla di tacco e conclude dal limite col sinistro. Palla fuori di poco.
Al 19esimo i carioca trovano il gol del vantaggio. Angolo di Neymar, Thiago Silva la spizza come può e Jara, scomposto nell’anticipare David Luiz, segna nella porta sbagliata. E’ impercettibile il tocco dell’ex difensore del Chelsea. Il gol, tuttavia, va attribuito proprio a lui.
Il Brasile nelle prime battute di gioco imposta la gara sugli errori degli avversari sfruttando le rapide incursioni in velocità di Neymar, Oscar e un insolitamente vivace Hulk.
Proprio il sosia di Lou Ferrigno, però, la combina grossa al 32esimo occasionando la rete del pari. Disimpegno osceno dell’attaccante dello Zenit che regala palla a Edu Vargas che in un battito di ciglia offre la sfera a Sanchez; l’ex Udinese col sinistro scarica nell’angolino basso trafiggendo Julio Cesar.
Il Brasile risponde a tono trascinato dal solito Neymar che propizia due ghiotte occasioni, prima per sé stesso poi per il compagno Fred.
Allo scadere del primo tempo Aranguiz si divora il gol del 2 a 1 sotto porta. Lo mura in scivolata Fernandinho che compie un intervento tanto pregevole quanto provvidenziale.
Primo tempo vivace sotto gli occhi dei 20mila supporters cileni a fronte dei 40mila tifosi di casa.
A inizio ripresa l’arbitro Webb annulla la bella rete del riscatto di Hulk per un presunto controllo con l’avambraccio del possente centravanti che verrà anche ammonito.
Azione da brividi cilena al minuto 64: triangolo spettacolare Vidal-Isla-Aranguiz e sulla conclusione a botta sicura di quest’ultimo si supera Julio Cesar.
Il Cile è nettamente migliore dei propri avversari in questo secondo tempo. Copre tutto il campo magnificamente, senza alcuna sbavatura. Vidal, acciaccato, anche giocando da fermo resta un fenomeno mentre Aranguiz, vicinissimo all’Udinese lo scorso gennaio, è una furia indemoniata. La difesa, inoltre, sempre vigile, concede pochissimo.
Nel Brasile si spegne gradatamente Neymar mentre la voglia di rivalsa di Hulk è palpabile. Prima offre un invitante traversone a Jo che in ritardo non arriva sul pallone, poi fa tutto da solo e spara in porta trovando l’eccellente Bravo che onora il suo cognome sventando la rete qualificazione per i carioca. Finisce 1 a 1, si va agli extra time.
Nei primi 15 minuti supplementari il Cile accusa visibilmente un po’ di stanchezza, del resto si è spremuto fisicamente e mentalmente per tutta la ripresa. Hulk, ormai il migliore in campo per la selecao, si esibisce in un’altra serpentina prima di sfoderare un poderoso destro dal limite, ancora una volta disinnescato dal portiere cileno.
Nell’ultimo quarto d’ora i meno stremati sono i brasiliani che premono forsennatamente senza cavare alcun ragno dal buco. E per poco non ci scappa la beffa clamorosa quando al 120esimo Pinella calcia una fucilata che si stampa sopra la traversa.
Non c’è più tempo, si va ai calci di rigore. E saranno da infarto.
Segna Luiz, poi Julio Cesar mura su Pinilla. Willian calcia fuori ma il portiere ex Inter ipnotizza anche Sanchez. Marcelo e Aranguiz non sbagliano. Hulk viene fermato da Bravo, successivamente spiazzano il portiere sia Diaz che Neymar.
Jara, che male aveva cominciato il match con l’autogol, peggio lo finisce colpendo il palo e consegnando la qualificazione ai quarti di finale al Brasile padrone di casa.
I carioca, a dire la verità, non hanno meritato il passaggio del turno. Non brilla mai la squadra di Scolari, oggi tremendamente fortunata. Ai quarti se la dovrà vedere con la vincente tra Colombia e Uruguay.
Il Cile esce a testa alta. Ha giocato un Mondiale straordinario, in un girone di ferro, assieme a Spagna e Olanda, complicatissimo. Ha giocato meglio del Brasile favorito, arrendendosi solo alla lotteria dei calci di rigore.
Fernandinho spodesta Paulinho a centrocampo per garantire maggiore rapidità in mezzo al rettangolo di gioco.
Tridente velenoso nella Roja con Vidal alle spalle di Sanchez e Vargas.
Quarto confronto in un Mondiale per le due selezioni. Le precedenti tre volte (una semifinale nel 62’ e due ottavi nel 98’ e nel 2002) hanno sempre visto trionfare i pentacampeones.
Arbitra l’inglese Webb. Sarà uno dei migliori in campo.
Prima della gara, momento inni strappalacrime, ad alto tasso emozionale.
La prima fiammata è di Marcelo che sugli sviluppi di un corner controlla di tacco e conclude dal limite col sinistro. Palla fuori di poco.
Al 19esimo i carioca trovano il gol del vantaggio. Angolo di Neymar, Thiago Silva la spizza come può e Jara, scomposto nell’anticipare David Luiz, segna nella porta sbagliata. E’ impercettibile il tocco dell’ex difensore del Chelsea. Il gol, tuttavia, va attribuito proprio a lui.
Il Brasile nelle prime battute di gioco imposta la gara sugli errori degli avversari sfruttando le rapide incursioni in velocità di Neymar, Oscar e un insolitamente vivace Hulk.
Proprio il sosia di Lou Ferrigno, però, la combina grossa al 32esimo occasionando la rete del pari. Disimpegno osceno dell’attaccante dello Zenit che regala palla a Edu Vargas che in un battito di ciglia offre la sfera a Sanchez; l’ex Udinese col sinistro scarica nell’angolino basso trafiggendo Julio Cesar.
Il Brasile risponde a tono trascinato dal solito Neymar che propizia due ghiotte occasioni, prima per sé stesso poi per il compagno Fred.
Allo scadere del primo tempo Aranguiz si divora il gol del 2 a 1 sotto porta. Lo mura in scivolata Fernandinho che compie un intervento tanto pregevole quanto provvidenziale.
Primo tempo vivace sotto gli occhi dei 20mila supporters cileni a fronte dei 40mila tifosi di casa.
A inizio ripresa l’arbitro Webb annulla la bella rete del riscatto di Hulk per un presunto controllo con l’avambraccio del possente centravanti che verrà anche ammonito.
Azione da brividi cilena al minuto 64: triangolo spettacolare Vidal-Isla-Aranguiz e sulla conclusione a botta sicura di quest’ultimo si supera Julio Cesar.
Il Cile è nettamente migliore dei propri avversari in questo secondo tempo. Copre tutto il campo magnificamente, senza alcuna sbavatura. Vidal, acciaccato, anche giocando da fermo resta un fenomeno mentre Aranguiz, vicinissimo all’Udinese lo scorso gennaio, è una furia indemoniata. La difesa, inoltre, sempre vigile, concede pochissimo.
Nel Brasile si spegne gradatamente Neymar mentre la voglia di rivalsa di Hulk è palpabile. Prima offre un invitante traversone a Jo che in ritardo non arriva sul pallone, poi fa tutto da solo e spara in porta trovando l’eccellente Bravo che onora il suo cognome sventando la rete qualificazione per i carioca. Finisce 1 a 1, si va agli extra time.
Nei primi 15 minuti supplementari il Cile accusa visibilmente un po’ di stanchezza, del resto si è spremuto fisicamente e mentalmente per tutta la ripresa. Hulk, ormai il migliore in campo per la selecao, si esibisce in un’altra serpentina prima di sfoderare un poderoso destro dal limite, ancora una volta disinnescato dal portiere cileno.
Nell’ultimo quarto d’ora i meno stremati sono i brasiliani che premono forsennatamente senza cavare alcun ragno dal buco. E per poco non ci scappa la beffa clamorosa quando al 120esimo Pinella calcia una fucilata che si stampa sopra la traversa.
Non c’è più tempo, si va ai calci di rigore. E saranno da infarto.
Segna Luiz, poi Julio Cesar mura su Pinilla. Willian calcia fuori ma il portiere ex Inter ipnotizza anche Sanchez. Marcelo e Aranguiz non sbagliano. Hulk viene fermato da Bravo, successivamente spiazzano il portiere sia Diaz che Neymar.
Jara, che male aveva cominciato il match con l’autogol, peggio lo finisce colpendo il palo e consegnando la qualificazione ai quarti di finale al Brasile padrone di casa.
I carioca, a dire la verità, non hanno meritato il passaggio del turno. Non brilla mai la squadra di Scolari, oggi tremendamente fortunata. Ai quarti se la dovrà vedere con la vincente tra Colombia e Uruguay.
Il Cile esce a testa alta. Ha giocato un Mondiale straordinario, in un girone di ferro, assieme a Spagna e Olanda, complicatissimo. Ha giocato meglio del Brasile favorito, arrendendosi solo alla lotteria dei calci di rigore.
MIGLIORE IN CAMPO:
JULIO CESAR (7.5)
A dire la verità
sarebbe Sanchez il nostro migliore in campo. L’oggetto dei desideri di Antonio
Conte corre dall’inizio alla fine della gara senza mai fermarsi. Il portiere
brasiliano, però, non impeccabile sulla rete del nino maravilla, para due calci
di rigore consentendo ai suoi compagni di continuare l’avventura mondiale.
Inoltre, l’intervento su Aranguiz nel corso del secondo tempo è di pregevole
fattura.
