Brindisi a sostegno di Lecce capitale della cultura: via libera del consiglio

Lo ha deliberato il consiglio comunale: Brindisi appoggerà la candidatura di Lecce a capitale europea della cultura nel 2019. Il Comune di Brindisi contribuirà alla candidatura leccese con un esborso di almeno 30mila euro. Il sindaco Mimmo Consales ha affermato che vi sarà un tornaconto economico anche per Brindisi. Certo desta perplessità che nello statuto del comitato promotore sia menzionata solo la candidatura di Lecce, senza alcun riferimento al tandem con Brindisi.

Per questo, come concordato dalla conferenza dei capigruppo, il vicesindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, entrerà nel comitato insieme al primo cittadino (o a uno suo delegato) con l'obiettivo di cambiare la dicitura dello statuto da Lecce capitale a Lecce e Salento capitale (anche se va detto che nell'immaginario collettivo il territorio di Brindisi non rientra nella regione del Salento), nel caso in cui Lecce riuscirà a fregiarsi di questo titolo. Si tratta di un percorso avviato dalla precedente amministrazione di centrodestra, per volontà del sindaco dell'epoca, Mimmo Mennitti. In origine, Brindisi si sarebbe dovuta candidare da sola. Ma l'assenza di un'adeguata progettazione, sulla base di quanto riferito da Consales in consiglio comunale, ha costretto l'attuale governo cittadino ad appoggiare la candidatura del capoluogo salentino.

Il centrodestra, come detto, si è astenuto, per poi votare insieme alla maggioranza un ordine del giorno (promosso dal capogruppo dell'opposizione, Mauro D'Attis) che impegna il presidente del consiglio comunale, Luciano Loiacono, ad "istituire una commissione consiliare speciale che abbia il compito di seguire tutto l'iter successivo in stretta collaborazione con il sindaco".