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Arif, Borraccino: “Continuare a garantire sicurezza attraverso l’opera dei 300 operai stagionali”


BARI - “In piena stagione estiva, che in Puglia per il clima caldo va ben oltre il 21 settembre, crescono le nostre preoccupazioni per il timore che servizi utili alla comunità possano estinguersi anzitempo.
Ci riferiamo alle attività gestite, con fondi regionali, dall'Arif, relative ad interventi forestali e irrigui a sostegno dell'agricoltura e della tutela del patrimonio boschivo. 

Dopo la bocciatura, per un solo voto, in sede di riequilibrio di bilancio, del luglio scorso, del nostro emendamento per finanziare di un ulteriore milione di euro questi interventi stagionali, desta preoccupazione l'ipotesi che tali attività, iniziate il 15 giugno, a causa della disponibilità finanziaria dell'agenzia, possano essere interrotte a settembre. Sarebbe una grave mancanza, poiché si lascerebbe così scoperto un servizio importante per il patrimonio agricolo e boschivo e si metterebbero contestualmente in difficoltà oltre 300 lavoratori stagionali che in tal modo, pur prestando con professionalità ed esperienza il loro lavoro, non riuscirebbero a raggiungere le 156 giornate lavorative utili per usufruire in pieno degli ammortizzatori sociali. 

Pertanto SI/LeU punta nuovamente i riflettori su questa vicenda, ed invita il presidente Emiliano, l’assessore al l’agricoltura Di Gioia e il direttore dell’ARIF Mimmo Ragno, ad attenzionare questo importante servizio per il territorio, perché in una regione come la nostra non bisogna abbassare la guardia in settori delicati come quello della tutela del patrimonio paesaggistico e quindi della sicurezza dei cittadini. Recentemente in Regione è stato anche firmato un nuovo protocollo d'intesa per sviluppare un sistema coordinato integrato per la valorizzazione e la tutela delle aree naturali protette volto a prevenire gli incendi, che prevedrà il coinvolgimento del personale dell'Arif per attività di sorveglianza, manutenzione e la rinaturalizzazione, ma tutto ancora non decolla, mentre la nostra regione resta tra le più esposte al rischio incendi”.

Bitonto (Ba), progetto impianto rifiuti ferrosi. M5S: “Sentenza del Consiglio di Stato fondamentale per impedirne la realizzazione




“La sentenza del Consiglio di Stato è fondamentale per impedire la realizzazione dell’impianto per il trattamento e il recupero di rifiuti ferrosi proposto dall società Fer.Live a Bitonto. Un’attività industriale che contaminerebbe il territorio e metterebbe a repentaglio la salute dei cittadini”. Lo dichiarano la deputata del M5S Francesca Anna Ruggiero e i consiglieri regionali Antonella Laricchia e Antonio Trevisi, in seguito alla sentenza con cui il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso proposto dalla società Fer.Live.

Nel 2011 l’allora amministrazione Provinciale di Bari, aveva espresso parere favorevole al provvedimento di VIA per il progetto presentato dalla società Fer.Live, tuttavia nel 2013 la stessa Provincia ha negato l’istanza di AIA, in quanto l’area destinata alla realizzazione era classificata come zona agricola e quindi incompatibile come sede di localizzazione dell’impianto, in forza del Piano regionale per la gestione di rifiuti speciali. Tesi sostenuta nel 2016 anche dal TAR di Bari in seguito al ricorso promosso dalla società contro il diniego dell’AIA e confermata dalla sentenza del Consiglio di Stato.

“Un risultato - continua la Ruggiero - per il quale dobbiamo ringraziare l’avvocato Rossella Chieffi e il comitato Ambiente è Vita, il cui operato assieme quello di tutti i volontari è stato fondamentale per informare e sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze che l’impianto avrebbe avuto e per smuovere l’amministrazione comunale. Il cammino è ancora lungo affinché Bitonto diventi un luogo davvero sano e questo è solo il primo passo per una conversione di tutto il tessuto industriale limitrofo, che metta al primo posto la salvaguardia del territorio e la salute dei cittadini e non i profitti. Il ciclo dei rifiuti va gestito pensando al bene della collettività, non agli interessi di qualcuno. Ora aspettiamo il responso del ricorso al Capo dello Stato, in cui sarà fondamentale il parere del ministero con cui stiamo lavorando affinché questo ecomostro non venga impiantato. Non molleremo un centimetro dei nostri terreni agricoli e continueremo a difenderli, a differenza di quanto fatto dalla vecchia politica che li ha svenduti negli scorsi anni”.

Carovigno: Regione autorizza la cessione di un’area di Punta Penna Grossa all’Aeronautica Militare, Bozzetti (M5S) chiede chiarimentii



BRINDISI - Il consigliere del M5S Gianluca Bozzetti ha presentato un’interrogazione indirizzata agli assessori Di Gioia e Piemontese per ricevere chiarimenti sulla delibera di Giunta con cui è stata autorizzata la cessione di una porzione di area di proprietà regionale ex Riforma Fondiaria, situata in località Punta Penna Grossa nel Comune di Carovigno, nell’ambito del procedimento di espropriazione per pubblica utilità della suddetta area da parte del Ministero della Difesa.

“Nei pressi dell’area oggetto di esproprio – spiega Bozzetti – insiste solo lo stabilimento balneare dell’Aeronautica Militare, per questo non si comprendono le ragioni dell’esproprio per pubblica utilità che fanno riferimento alla messa in sicurezza e all’ampliamento dell’84° Centro S.A.R., per ampliare l’area addestrativa necessaria per i compiti di istituto del Centro”.

L’Aeronautica militare, con istanza del 31 marzo 2014, manifestò formalmente l’esigenza di acquisire a titolo espropriativo una porzione dell’area del comune di Carovigno (Br), adiacente l’84° Centro S.A.R. in località “Punta Penna Grossa”, per la messa in sicurezza e l’ampliamento del Centro. Con decreto interdirettoriale n. 1/DIV6/2016 del 2 dicembre 2016 il Ministero della Difesa ha dichiarato la pubblica utilità del bene da espropriare e nell’ottobre 2017 è stata individuata la porzione di area da frazionare e da espropriare. Con la delibera n.1234 del 10 luglio la Regione ha preso atto del decreto interdirettoriale e ha autorizzato la cessione a favore dell’Aeronautica Militare della suddetta area di proprietà regionale ex Riforma Fondiaria.

“Tra l’altro, l’84° Centro SAR che aveva sede nell’Aeroporto di Brindisi-Casale, – incalza Bozzetti – a seguito del processo di riordino dei Reparti dell’Aeronautica Militare, nel 2012 è stato trasferito presso l’Aeroporto di Gioia del Colle. Al momento quindi ci risultano poco chiari i motivi che hanno portato sia il vecchio Governo nazionale che l’attuale Governo regionale entrambi PD a muoversi in direzione dell’esproprio. Per questo motivo ho interpellato il nostro deputato della commissione difesa Giovanni Luca Aresta che ha già provveduto in maniera tempestiva ad inoltrare una richiesta di chiarimenti al Ministero della Difesa. Da parte mia, invece, ho presentato una interrogazione proprio per capire nel dettaglio le ragioni, contenute nei relativi atti, che hanno condotto il Ministero della Difesa ad avviare il procedimento di espropriazione per pubblica utilità dell’area di proprietà regionale e per conoscere le valutazioni che hanno portato la Regione a qualificare l’interesse pubblico dell’area oggetto di esproprio di rilievo superiore rispetto a quello soddisfatto con l’attuale destinazione. Vogliamo semplicemente fare chiarezza – prosegue – visto che in quell’area insiste solo lo stabilimento balneare dell’Aeronautica Militare a cui adesso si stanno concedendo ulteriori aree all’interno di in un sito che possiede una notevole valenza naturalistica e turistica fondamentale per il territorio della provincia di Brindisi”.

Borraccino: "Inaccettabili ulteriori perdite di tempo, le ASL procedano subito con la stabilizzazione del personale sanitario precario"


Sono ormai divenuti inaccettabili e del tutto immotivati i ritardi delle ASL pugliesi nell'avviare e concludere celermente le procedure di stabilizzazione del personale sanitario precario. Stiamo parlando di 1355 persone, tra medici, dirigenti, tecnici, ausiliari e infermieri che aspettando da mesi, ormai, che si concretizzi la prospettiva di un lavoro a tempo indeterminato. Il tutto però continua ad essere bloccato per i ripetuti rimpalli di responsabilità tra le amministrazioni sanitarie, la Regione e il Governo centrale. A questo punto, per poter arrivare alla doverosa conclusione di tutte le stabilizzazioni entro la fine dell'anno, è necessario e non più rinviabile un intervento concreto e deciso del Presidente Michele Emiliano, che non può limitarsi a semplici dichiarazioni di intenti o petizioni di principio. È inaccettabile che in Puglia non si sia ancora data piena attuazione (se non in rari casi) a quello che la legge prevede, dando corso alla stipula dei contratti di lavoro a tempo indeterminato per tutti coloro che hanno maturato i requisiti previsti dal cosiddetto “decreto Madia”. Per questo siamo convintamente al fianco delle organizzazioni sindacali che continuano  a lamentare la grande confusione che continua a regnare su questo argomento, con il rischio che dinnanzi a situazioni identiche si abbiano esiti diversi.

Pertanto è necessario che la Regione Puglia, anche esercitando i poteri sostitutivi nei confronti delle ASL, fissi un termine certo e non procrastinabile entro il quale procedere alla stabilizzazione di tutti gli aventi diritto, in tutte le ASL.

Non è più tempo di generiche rassicurazioni ma di impegni concreti che devono essere assunti per superare la piaga del precariato nella Sanità pugliese, una drammatica realtà che è stata recentemente censurata anche dal Parlamento Europeo.

Dopo mesi di rinvii e perdite di tempo è giunto per la Regione Puglia e per le ASL pugliesi il momento di applicare la legge e riconoscere finalmente il diritto ad un futuro sereno e a una occupazione stabile per oltre 1300 lavoratori senza dei quali il Sistema Sanitario regionale sarebbe collassato da tempo.

Noi di Sinistra Italiana/Liberi e Uguali continueremo con forza questa battaglia fino a quando i diritti di questi lavoratori non verranno pienamente attuati.

Bari: a Palazzo di Città presentato il progetto 'Civica', il volontariato a portata di click

BARI - È stato presentato questa mattina, a Palazzo di Città, il progetto “Civica” realizzato dalla coop. sociale Lavoriamo Insieme Onlus, in partenariato con Agesci Regione Puglia, Abusuan, Istituto Salesiano Redentore, SAID Coop. Soc. e Small, patrocinato dal Comune di Bari e finanziato dalla Fondazione con il Sud, nell’ambito del bando “Con il Sud che partecipa”. All’incontro con la stampa sono intervenuti l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, la vicepresidente della cooperativa Lavoriamo Insieme Lia Percoco e alcuni dei volontari che hanno aderito alle azioni progettuali.

Grazie a Civica da oggi fare volontariato è più semplice e a portata di click: Civica è un vero e proprio social network del volontariato che, attraverso una piattaforma multimediale, crea una rete tra cittadini dell’area metropolitana di Bari interessati a partecipare a eventi e attività socialmente utili e chi propone eventi e attività solidali - organizzazioni del Terzo Settore, istituzioni locali, agenzie culturali e sociali, imprese.

Francesca Bottalico ha spiegato che Civica è un progetto importante e particolarmente significativo perché “si inserisce in un obiettivo più ampio di cittadinanza attiva ed esperienze di welfare di comunità diffuse per tutta la città e l’area metropolitana, a partire dalla valorizzazione delle competenze professionali che vengono messe a disposizione di singoli cittadini e di molte realtà del volontariato. Già in passato i baresi hanno mostrato la propria generosità e hanno risposto positivamente alle emergenze in diverse occasioni. In tanti servizi promossi dall’assessorato al Welfare sono già coinvolti molti cittadini e famiglie che offrono il proprio tempo e il proprio sapere per animare le diverse esperienze nate. D’ora in poi l’incontro tra la domanda e l’offerta di solidarietà sarà più semplice con l’avvio di Civica, che presto diventerà patrimonio dell’intera comunità”.

Civica, infatti, è un portale in cui domanda e offerta si incrociano per scoprire come operare nella maniera più efficace sul territorio in sei diversi ambiti: socio- sanitario, solidarietà sociale (infanzia, anziani, migranti), educazione (dispersione scolastica), cultura (territorio, ambiente e patrimonio comune), diritti civili (tutela dei generi e delle diversità religiose) e protezione civile.

“Per noi di Lavoriamo Insieme - ha sottolineato Lia Percoco - questo progetto rappresenta un ponte con il passato perché siamo nati oltre trent’anni fa da esperienze di volontariato che hanno fortemente influito sul nostro modo di operare e di approcciarci al sociale. Con il progetto Civica abbiamo voluto riprendere queste nostre radici e, con il supporto della partnership, essere da stimolo per chi ha il desiderio di prodigarsi per gli altri e non sa da che parte iniziare. La nostra idea di volontariato si è semplicemente modernizzata utilizzando una piattaforma informatica, la rete internet e i social network”.

Grazie alla piattaforma, è possibile contribuire attivamente attraverso uno scambio che non è solo di idee, ma anche materiale, in termini di forza lavoro o di fondi che possono essere raccolti per il raggiungimento di obiettivi comuni, secondo il meccanismo del crowdfunding. Inoltre, tutte le esperienze realizzate con Civica sono disponibili in formato podcast e sempre consultabili, per consentire a tutti gli utenti, che siano privati, enti o aziende, di imparare tramite e-learning e scoprire come meglio strutturare o portare avanti il proprio obiettivo.

Partecipare alla community è facilissimo, sia come privato cittadino che mette a disposizione il proprio tempo, sia come organizzazione che cerca volontari per realizzare al meglio le proprie iniziative, collegando al sito www.progettocivica.it, su facebook, progetto civica.

Grazie ai form dedicati è infatti possibile iscriversi alla community di Civica, uploadare i contenuti, pubblicare un annuncio, scoprire quali progetti sono già in corso, reperire fondi per un progetto, prendere parte ad iniziative già avviate, commentare e scambiare opinioni, vedere i risultati di quanto già svolto tramite video e recensioni, ma anche imparare tramite e-learning strategie concrete per far sì che le proprie idee prendano una forma vincente.

Autonomia, Marmo: "Emiliano non segua sirene regioni del nord, se non vuole Puglia ricca di competenze e 'povera di soldi e servizi'"


BARI - “Sulla questione dell’autonomia regionale, Emiliano dovrebbe rimettere i piedi per terra e ridimensionarsi: se il presidente (e non governatore, come sogna!) insisterà su questo fronte, rischierà di finire contro un muro e gettare all’aria il futuro della Puglia perché è altamente pericoloso richiedere più competenze allo Stato quando sussiste un oggettivo e consistente squilibrio con le altre Regioni del Nord che hanno avviato l’iniziativa.

L’autonomia non è una barzelletta: come può la Puglia competere con la Lombardia, per esempio, quando non siamo nemmeno lontanamente vicini al suo livello di infrastrutture e qualità dei servizi? Come possiamo rinunciare alle risorse aggiuntive del fondo di perequazione nazionale e gestire più funzioni senza avere la forza economica per sostenerle? Anzi, ad Emiliano dico che sarebbe molto più saggio ‘asciugare’ il più possibile di competenze la nostra Regione: a partire dalla rete stradale. Abbiamo acquisito questa funzione ed oggi le strade divenute provinciali rasentano il terzo mondo perché non abbiamo i soldi per manutenerle. E’ solo uno dei tanti esempi ma è certamente il dato da cui partire per una valutazione seria della questione. Lo stesso Emiliano deve mettere un argine alla sua ambizione perché sta giocando col fuoco: non vorremmo trovarci nella situazione di una Regione ‘ricca’ di competenze ma ‘povera’ di soldi e di servizi erogati ai cittadini. Questi ultimi potrebbero prenderla molto, molto male”.

Borraccino: "Xylella, 'bufala' o dramma da risolvere col contributo della scienza?"


BARI - "Non stupisce più di tanto la reazione scomposta, con annessa messa in moto della macchina del fango, dei colleghi consiglieri del Movimento 5 Stelle dinnanzi all’approvazione bipartisan, da parte del Consiglio Regionale, della mozione (che anche il sottoscritto ha votato) con la quale si chiede al Presidente della Giunta, Michele Emiliano, di presentare un esposto presso la Procura della Repubblica per denunciare la diffusione di notizie false e potenzialmente in grado di turbare l’ordine pubblico, da parte del “garante” del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. Come noto, lo scorso 2 luglio il comico genovese ha dichiarato che “la xylella fastidiosa è una gigantesca bufala”, di fatto minimizzando e irridendo il dramma di un intero territorio e di tutta l’agricoltura pugliese che è stata sostanzialmente messa in ginocchio da questo batterio che sta producendo danni inimmaginabili". Così in una nota il consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali Mino Borraccino.

"E così - prosegue - , mentre la scienza si interroga su quale sia la migliore risposta da dare dinnanzi a questo fenomeno, e continua a cercare una soluzione a questo problema, Beppe Grillo si permette di prendersi gioco della sofferenza reale di tantissimi pugliesi e di tutta l’economia regionale, definendo la xylella “una bufala”, di fatto smentendo gli stessi consiglieri regionali pentastellati che sin dall’inizio della legislatura, quindi da almeno tre anni, hanno sempre presentato le loro proposte per affrontare un tema tanto delicato e sentito.

Allora chiedo ai colleghi consiglieri del “Movimento 5 Stelle”: la xylella è un problema da affrontare e risolvere grazie al contributo della scienza o è solo una “bufala” e cioè una invenzione di non si sa bene chi, come sostiene il loro “guru”? Questa domanda è rimasta del tutto inevasa nel corso del dibattito di ieri e i consiglieri pentastellati si sono limitati ad una sterile difesa d’ufficio del loro capo, arrivando al punto da diffondere sul web e sui social una ignobile scheda contenente le foto dei consiglieri regionali che hanno votato favorevolmente alla mozione. Un metodo inaccettabile finalizzato ad esporre le persone alla collaudata macchina del fango “a cinque stelle”, senza alcuna considerazione per l’esercizio della funzione istituzionale che noi consiglieri regionali svolgiamo. E’ questa, purtroppo, la deriva alla quale un certo populismo ha condannato la politica, un infimo livello di imbarbarimento nel quale le ragioni di merito non hanno più alcun valore ma conta solo chi urla più forte.

Anche per questo, per contrastare questo metodo di fare politica, ritengo sia stata positiva l’approvazione di quella mozione, ieri, che rappresenta un segnale istituzionale importante per contrastare le bugie e la disinformazione sulla quale certi movimenti populisti hanno costruito le loro fortune e che ora si trovano in grande imbarazzo rispetto a problemi giganteschi che non riescono ad affrontare, tipo la vicenda del finanziamento da parte della BERS della TAP oppure come la posizione del ministro Di Maio sulla vicenda Ilva. Ovviamente per noi la Xylella va affrontata con il contributo della scienza e stando al fianco degli agricoltori che hanno subito perdite", conclude Borraccino.

Fibrosi cistica, Ventola: "Dopo due anni le promesse sono solo belle parole ma inutili"

BARI - “A distanza di due anni ripresento un'interrogazione al presidente Emiliano perché i nodi restano irrisolti. L’8 luglio di due anni fa le premesse e le promesse c’erano tutte. Ero convinto che per i malati di fibrosi cistica eravamo riusciti a spuntare una buona notizia: l’allora direttore del Dipartimento Salute, Gorgoni, in Commissione Sanità, si era impegnato a riaprire il tavolo tecnico – istituito dalla Regione, ma che non si riuniva dall’aprile del 20015 -, un tavolo utile per approfondire e mettere in rete le tematiche relative a una malattia genetica rara, sicuramente la più diffusa che solo in Italia, che colpisce circa 1 neonato su 2.500 – 2.700". Così in una nota il consigliere e coordinatore regionale Direzione Italia/Noi con l’Italia, Francesco Ventola.

"La prevenzione in questo caso, forse, più che in altre patologie, è la parola magica, in cui è vitale lo screening neonatale, per questo con un’interrogazione risalente sempre a due anni fa chiesi al presidente Emiliano, anche in qualità di assessore alla Salute, di verificare a che punto fosse in Puglia la normativa nazionale per la fibrosi cistica risalente addirittura l 1993 e che trovava scarsissime applicazioni, viste le copiose e continue denunce della Lega italiana Fibrosi cistica Puglia. Nella stessa interrogazione sollecitavo lo screening neonatale obbligatorio ma soprattutto la convocazione del suddetto tavolo tecnico.

A distanza di due anni spiace davvero, perché dimostra la totale indifferenza verso chi soffre, dover constare che degli impegni presi sono rimaste solo belle parole. Salvo l’avviato, ma carente, screening neonatale, il resto è rimasto lettera morta e allora non mi resta che sollecitare nuovamente una risposta con un’altra interrogazione nella speranza di non ricevere di nuovo solo promesse”, conclude Ventola.

Ospedale di Galatina, M5S: “Il punto nascita senza l’UTIC mette a rischio la sicurezza del parto”


LECCE - “L’ospedale Santa Caterina Novella di Galatina non può perdere ortopedia, cardiologia e geriatria. Si tratta di reparti che non sono presenti all'interno di altri ospedali e un paziente in condizioni critiche, nell'ottica di una gestione plurispecialistica e integrata, sarebbe costretto ad essere trasportato in vari nosocomi con tutti i rischi connessi. Anche il mantenimento del punto nascita senza il reparto di cardiologia/UTIC e, di conseguenza, senza posti letto monitorati, metterebbe a repentaglio la sicurezza del parto stesso rendendo difficile o impossibile il trattamento delle problematiche cardiologiche del neonato e della madre”.

Lo dichiarano il consigliere regionale del M5S Antonio Trevisi e i parlamentari Cataldo Mininno e Leonardo Donno in merito alla riorganizzazione dell’ospedale di Galatina da parte della Giunta regionale, che prevederebbe il mantenimento del punto nascita che rischiava la chiusura e, contestualmente, la chiusura dei reparti di Ortopedia, Cardiologia e Geriatria, oltre a Chirurgia che manterrebbe solo quattro posti letto. 


“All'interno dell'UTIC - continuano i cinquestelle - vengono gestiti quotidianamente casi ad elevata complessità in sinergia con gli altri reparti specialistici presenti all'interno dell'ospedale. In particolare, grazie alla presenza del reparto di Nefrologia/Dialisi, è possibile offrire trattamento dialitico e di ultrafiltrazione ai pazienti che presentano insufficienza renale acuta o sindromi settiche con insufficienza multiorgano; grazie alla presenza del reparto di pneumologia, si possono gestire al meglio le problematiche respiratorie anche ricorrendo a sistemi di ventilazione non invasiva; grazie alla presenza del reparto di ‘malattie infettive’, invece, è possibile affrontare tempestivamente le problematiche infettive dei pazienti ricoverati ed allo stesso tempo offrire trattamento intensivo ai pazienti ricoverati per endocardite che vanno incontro a complicanze”. 


Il reparto di degenza di Cardiologia ed UTIC dell'Ospedale di Galatina, offre all'utenza 16 posti letto monitorati, di cui 8 dotati di monitoraggio dei parametri vitali, con configurazione da terapia intensiva, con apparecchiature moderne e in buono stato di efficienza. Al reparto afferiscono malati dal territorio (PS e 118) e dagli altri reparti di degenza, con patologie cardiovascolari acute, patologie cardiovascolari croniche riacutizzate o con necessità di monitoraggio continuo della traccia ECG e dei parametri vitali essendo la Cardiologia l'unico reparto dell'ospedale con questa dotazione.
“In oltre 40 anni - proseguono i pentastellati - le UTIC hanno reso e rendono un enorme servizio al territorio nazionale e anche al Sud hanno sempre dato un grande contributo. Negli ultimi anni si è assistito, grazie a sinergie efficaci tra operatori, Asl e Istituzioni, ad una crescita notevole della cardiologia anche nel nostro territorio; crescita che ha prodotto salute e ricerca scientifica, quest'ultima parte essenziale di un percorso di progresso. Tale patrimonio va difeso e fatto progredire, per il bene della comunità e per garantire un diritto fondamentale come quello della “tutela della salute”.

Zullo: "Consorzi di bonifica, non è questione di soppressione ma di buona organizzazione e buona gestione"


BARI - "Prima Vendola, poi due volte Emiliano, hanno provveduto a riformare i Consorzi di Bonifica. Ma sempre attenti a non riformare nulla. Anzi, preoccupati solo delle poltrone da assegnare ai propri portatori di consenso o a chi potrebbe allargare il consenso sulla sponda del centrodestra.

E intanto Pantalone paga a vuoto senza ottenere servizi. Nel nostro Consiglio regionale non prevale il buonsenso né le buone idee né tantomeno poco il senso di responsabilità. Prevalgono le mani alzate nell’espressione del voto concordato nelle riunioni di maggioranza.

Inutilmente sia con Vendola che con Emiliano abbiamo a più riprese proposto l’accorpamento in un consorzio regionale unico di tutti i consorzi pugliesi per ridistribuire su tutto il territorio risultati gestionali positivi tali da assorbire quelli negativi dei consorzi commissariati ma anche uomini, mezzi, esperienza e buone prassi direzionali.

Ovvio ritrovarsi oggi a piangere ma non è la prima e non sarà l'ultima volta e non se ne vengano con la chiamata in causa dei parlamentari con l'idea illusoria (e direi malsana) della soppressione perché richiede una riforma costituzionale ovvero..campa cavallo…

Si dia retta a noi di Direzione Italia-Noi con l’Italia: non si possono accorpare solo i consorzi commissariati quelli sono in difficoltà gestionali e finanziarie e se li metti insieme sempre in difficoltà resteranno. Occorre, come più volte sollecitato, accorpare tutti i consorzi perché quelli che stanno in salute potranno trainare in un equilibrio complessivo quelli commissariati.

Non ci vuole la scienza per capirlo ma il buonsenso e la voglia di non pensare alle poltrone su cui far sedere gli amici portatori di voti. Ma questa nostra proposta, ci rendiamo conto, può essere allettante per la buona politica e non per la politica di occupazione sistematica dei posti di potere!". Così in una nota il consigliere regionale Ignazio Zullo.

San Severo: ''Nessuna fiducia è stata espressa dal Consiglio comunale nei confronti del Sindaco Miglio''

SAN SEVERO(FG) - Nessuna fiducia è stata espressa dal Consiglio comunale di San Severo all’indirizzo del Sindaco Francesco Miglio, né sarebbe stato possibile accordarla.

Dai banchi della minoranza Rosa Carolina Caposiena (Forza Italia), Francesco Stefanetti (Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale), Giuseppe Manzaro (Lista Bocola) Maria Grazia Buca (La Svolta per San Severo) a stigmatizzare tutta l’impostazione del Consiglio, prima di uscire dall’Aula: “Non si è trattata di fiducia, ma semplicemente di una proposta di delibera prefirmata dai 12 consiglieri di maggioranza e dal sindaco stesso”.

È questa la linea di una parte di opposizione che martedì sera, dopo essere intervenuta in maniera fortemente critica sull’accapo e aver espresso il proprio disappunto sulla delibera “Fiducia al Progetto Bene Comune”, ridicola nei contenuti e nella forma, ha deciso di abbandonare, in segno di protesta, la seduta poco prima della votazione. “Miglio ha provato a fare sterile propaganda, prendendo in giro i cittadini e dimostrando di non riporre la minima fiducia nei suoi 12 consiglieri di maggioranza, facendo firmare prima. E addirittura Miglio ha votato l’assurda fiducia a se stesso, con l’astensione del presidente Marianna Bocola”.

IL TUEL NON PREVEDE IL RICORSO ALLA FIDUCIA AD UN SINDACO - “Abbiamo sentito parlare di fiducia che il sindaco avrebbe incassato, per proseguire il suo mandato: falso”, sentenziano i consiglieri di opposizione. “Questo – precisano – sarebbe stato possibile solo con una mozione di sfiducia e quella presentata da Miglio non lo era. Era una pagliacciata perfettamente in linea con il resto delle magre figure collezionate da questa amministrazione a cui più volte ha fatto visita Striscia la notizia”.

Il Testo unico degli Enti locali non prevede il ricorso all’istituto della fiducia, riservato invece per le Camere parlamentari: “Probabilmente Miglio che è sindaco a Palazzo Celestini si immagina premier a Palazzo Chigi – commentano i 4 consiglieri – . Quella di martedì è stata una farsa vera e propria, messa in piedi da chi sa di non avere più una maggioranza e non sa più come convincere opinione pubblica e stampa del contrario”.

Tutti i 10 consiglieri di minoranza presenti in Aula hanno preso la parola per attaccare aspramente Miglio.

L’undicesimo, Dino Marino (Pd), ha optato per un comunicato antecedente al Consiglio nel quale spiegava il rifiuto a partecipare alla discussione ritenendola ridicola.

San Severo, SS16: al via i lavori per 130 milioni di euro

SAN SEVERO (FG) - Si è tenuta nella Sala Consiliare Luigi Allegato di Palazzo di Città, l’attesa conferenza stampa per illustrare i lavori di adeguamento e messa in sicurezza della Strada Statale 16, nel tratto San Severo – Foggia.

All’incontro, moderato dal Portavoce dott. Michele Princigallo, hanno preso parte il Sindaco e Presidente della Provincia avv. Francesco Miglio, e, per quanto riguarda l’ANAS, l’ing. Matteo Castiglioni, Responsabile Coordinamento Territoriale, e l’ing. Carmine Marro, Responsabile del Procedimento.

Il corposo intervento è inserito nel Contratto di Programma 2016-2020 definito tra ANAS e MIT e richiamato nella Delibera CIPE n.54/2016 inerente il “Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 – Piano Operativo Infrastrutture”, per un importo complessivo di 130 milioni di euro.

“Lo strumento pianificatorio originario – dichiara il Sindaco Miglio – è costituito dalla Convenzione sottoscritta tra ANAS e Provincia di Foggia in data 24/06/2016, con la quale ANAS ha assunto l’onere delle attività di progettazione (Progetto di Fattibilità Tecnica Economica, Progetto Definitivo e Studio di Impatto Ambientale), con fondi derivanti da un finanziamento concesso dalla Regione Puglia alla stessa Provincia di Foggia con Determina Dirigenziale n.150 del 06/05/2015. Siamo estremamente soddisfatti di questo primo importantissimo passo, che sancisce l’inizio della programmazione dell’intervento e costituisce un momento particolarmente sentito da tanti, a causa dei tanti incidenti, a volte anche mortali, che si sono verificati per decenni in quel tratto di strada, assai frequentato dal traffico veicolare sia in direzione sud che nord”.

“L’intervento si sviluppa per circa 20,5km dal km 670+500 della S.S.16 – in corrispondenza dell’allaccio con la tangenziale di Foggia – fino al km 650+000 – in corrispondenza dell’allaccio con la tangenziale di San Severo. Attualmente – ha detto l’ing. Castiglioni – il tratto di strada, a careggiata unica, con una corsia per senso di marcia, è caratterizzato da numerose connessioni a raso con viabilità minori ed accessi a proprietà private. Il tratto della strada statale in esame, che notoriamente costituisce un’alternativa all’autostrada A14, è percorsa da un flusso di mezzi pesanti la cui percentuale rispetto al totale dei veicoli circolanti è del 35%. Il progetto prevede un adeguamento in sede, con la scelta di una sezione trasversale ad una corsia per senso di marcia (categoria C1 del D.M.05/11/2001). Inoltre al fine di migliorare gli standard di sicurezza è stata prevista la realizzazione di viabilità di servizio in affiancamento all’asse viario principale per consentire l’accesso ai fondi da parte dei privati che, pertanto, avranno piena autonomia negli spostamenti locali senza interferire con il traffico della S.S. 16.

Il contributo al miglioramento dei livelli di servizio, nonché degli standards di sicurezza della tratta in esame, viene fornito dalla realizzazione di un idoneo sistema di viabilità di servizio, che consentirà di alleggerire il traffico attuale dai volumi caratterizzati dagli spostamenti locali. Infatti, la funzione delle viabilità complanari è quella di conseguire una semplificazione ed una riorganizzazione del traffico, che garantisca la possibilità di accesso a tutte le proprietà private e dalle viabilità interpoderali, anche da parte dei mezzi pesanti e/o agricoli. Pertanto la realizzazione di un idoneo sistema di viabilità locali a doppio senso di marcia (categoria F del D.M.05/11/2001) consentirà di ridurre a cinque il numero di svincoli previsti nella tratta in esame, ubicati in corrispondenza dell’intersezione con le viabilità ritenute più importanti”.

Sottopasso ferrovia via Dieta da Bari-Capruzzi. "Tutto è rimasto così com'è!"

BARI - A distanza di un mese dal tentato stupro nel sottopasso ferroviario che collega via Dieta da Bari con via Capruzzi nulla è cambiato. Degrado, abbandono, sporcizia e insicurezza regnano sovrane in un importantissimo collegamento pedonale tra due zone della città. A denunciare lo stato di degrado è il coordinatore cittadino dei giovani di Forza Italia, Danilo Cancellaro.

"Il sottopasso pedonale è in completo stato di abbandono da parte dell'amministrazione comunale e municipale. È impossibile che nonostante le innumerevoli denunce nessuno mai sia intervenuto. Il sottopasso molto probabilmente non è stato mai pulito da quando è stato inaugurato e l'ascensore pur funzionante, necessita di mascherine antigas per permetterne l'utilizzo dati gli odori sgradevoli percepibili. A condire il tutto la situazione di insicurezza, la percezione di paura che è peggiore della paura stessa. I cittadini non possono affidarsi alla "fortuna" di qualche buon passante come è accaduto un mese fa circa. Il sindaco è tenuto a intervenire quanto prima con una riqualificazione dello stesso prevedendo altresì un meccanismo di videosorveglianza collegato con gli organi competenti", conclude.

Chiosa il commissario di Bari Città , on.le Francesco Paolo Sisto: " Quelle che sembrano piccole cose, in realtà sono il segnale-spia dei grandi inadempimenti di questa amministrazione comunale . Forza Italia, attraverso il suo agguerrito gruppo di giovani , non è nuova a questo tipo di denunce avendo intrapreso un percorso di vigilanza sui territori, non tralasciando le periferie (ad esempio, degrado dei giardini pubblici di viale Kennedy e viale Papa Pio XII, degrado delle acque della fontana monumentale di corso Cavour e via Nicola Dell'Andro a Poggiofranco, precario servizio di raccolta rifiuti e taglio sterpaglie in zone quali San Girolamo o San Pasquale) e, al fine di stimolare i rimedi, continuerà a vigilare , segnalare e, se occorrerà , denunciare. Il tutto nel mentre si pretende di governare la Città giocando a carte con i cittadini ... ".

San Severo, atti vandalici a monumenti e busti: le iniziative dell’amministrazione

SAN SEVERO (FG) - “E’ allo studio dell’Amministrazione Comunale la possibilità di trovare un nuovo luogo dove collocare alcuni busti marmorei che sono stati deturpati ed imbrattati da scritte”. Il Sindaco avv. Francesco Miglio e l’Assessore ai Lavori Pubblici rag. Michele Del Sordo intervengono sull’annosa problematica che riguarda piccoli, ma importanti e significativi atti vandalici, che deturpano i monumenti collocati in aree della città.

E’ il caso, ad esempio, del busto marmoreo dedicato al mineralogista Matteo Tondi, collocato all’ingresso del vialetto principale della Villa Comunale, imbrattato da scritte: “Tanti giovani si divertono ormai da anni a sporcare con scritte di ogni tipo e genere muri, case ed anche i nostri monumenti. A San Severo – proseguono Miglio e Del Sordo – come in tantissime città d’Italia. Tante opere artistiche fanno ormai parte della nostra vita quotidiana, sono collocati in determinati posti della città da decenni se non da secoli, si tratta di fare attente valutazioni e stiamo ipotizzando possibili interventi. Occorre pensare innanzitutto ad una opera di restauro per quei monumenti – busti che presentano danneggiamenti, in maniera tale da riportare all’originale bellezza i monumenti imbrattati. Poi a come preservarli. Certo, vi è la possibilità di spostarli in luoghi più sicuri e protetti, pensiamo, ad esempio, alla Biblioteca Minuziano, al MAT, alla stessa Residenza Municipale, ma è indubbio che uno degli elementi che meglio evidenzia attualmente tali monumenti è proprio la loro collocazione, diventata naturale con il trascorrere degli anni”.

San Severo, emergenza raccolta rifiuti: il Sindaco Miglio si appella alla cittadinanza

SAN SEVERO(FG) - L'Amministrazione Comunale, con notevoli difficoltà, è riuscita a stipulare un contratto con il Consorzio Intercomunale del Vastese per conferire parte dell’umido prodotto all’impianto di Cupello (CH). Purtroppo, sta accadendo, sempre con maggior frequenza, che nell’umido vengono a trovarsi frazioni di materiali non biodegradabili con la conseguenza che i carichi di FORSU portati a Cupello vengono respinti perché praticamente risultano rifiuti indifferenziati da conferire a discarica autorizzata.

Il blocco dei conferimenti della FORSU crea gravi problemi per il corretto svolgimento del Servizio di Igiene Urbana, sia per il blocco temporaneo dei mezzi di trasporto sia per i maggior oneri di conferimento a discarica dell’umido sporco di frazioni estranee che lo rendono intrattabile negli impianti di compostaggio. “Siamo in emergenza – dichiarano il Sindaco avv. Francesco Miglio e l’Assessore all’Igiene Urbana dr. Raffaele Fanelli – per cui occorre avviare immediatamente ogni possibile azione per il miglioramento della qualità dell’umido.

Nei prossimi giorni i responsabili comunali del servizio Igiene Urbana, di concerto con il comando della Polizia Locale, avvieranno controlli diffusi sul corretto conferimento dei rifiuti da parte delle utenze, ed in particolare della FORSU, con l’ausilio delle associazioni di volontariato. L’iniziativa è tesa alla sensibilizzazione dei cittadini per la corretta selezione ed il conferimento dei rifiuti ”. E’ utile ricordare che la raccolta differenziata dell’organico (detto anche umido) col sistema “porta a porta” avviene nei giorni di MARTEDI’, GIOVEDI’ e SABATO. L’umido prodotto dalle utenze, contenuto in sacchetti compostabili, verrà posto nelle apposite biopattumiere per le utenze domestiche singole, per i condomini nei contenitori da lt 360/1100, i quali verranno esposti davanti alla propria abitazione, per i condomini dotati di area privata interna o di pertinenza recintata dovranno essere esposti fuori dalla stessa, nelle giornate di ritiro. Il personale addetto del gestore del Servizio di Igiene Urbana provvederà al prelievo “porta a porta”.

Sono classificati RIFIUTI ORGANICI: avanzi di cibo, scarti di cucina, fondi di the e caffè, alimenti avariati, fazzoletti di carta unti, carta e cartoni contenenti cibi ed alimenti, cenere residua del camino spenta, scarti vegetali vari (fiori e piante), escrementi di piccoli animali domestici e materiali assimilabili caratterizzati da elevata umidità e putrescibilità. E’ vietato introdurre nei contenitori dedicati alla raccolta del materiale organico: alimenti liquidi, ossi di grandi dimensioni, mozziconi di sigarette, lettiere per animali, oli e grassi, legno trattato o verniciato, qualsiasi rifiuto di natura inorganica. E’ vietato utilizzare sacchetti in plastica o biodegradabili non compostabili.” Dai prossimi giorni il personale addetto alla raccolta dei rifiuti non ritirerà i sacchetti difformi e segnalerà agli organi di controllo la difformità per l’applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento di Igiene Urbana. Si invita la cittadinanza ad osservare puntualmente l’Ordinanza Sindacale n. 70/2012, consultabile sul sito istituzionale, di istituzione del servizio di raccolta differenziata col sistema “porta a porta”. Per qualsiasi chiarimento è possibile rivolgersi direttamente al Servizio Comunale di Igiene Ambientale, in via Martiri di Cefalonia, o chiamare direttamente il gestore dei Servizi di Igiene Urbana, ditta SIECO spa, al numero verde 800 999 531. A conclusione, l’Amministrazione Comunale, è certa di una proficua collaborazione di tutta la cittadinanza .

San Severo: più cestini e uno spazzino di zona per la pulizia della città

SAN SEVERO (FG) - “Le strade principali come P.zza Municipio, C.so Garibaldi, C.so Gramsci, Via T. Solis e Viale Matteotti sono contraddistinte da sporcizia lasciata sui marciapiedi, aiuole incolte e foglie che cadono dagli alberi senza che venga eseguito un intervento immediato di pulizia. Il solo passaggio mattutino svolto dalle macchine spazzatrici non basta per garantire la pulizia delle strade per l’intera giornata”. E’ quanto affermano dal comitato promotore Articolo Uno da cui propongono soluzioni all’amministrazione comunale.

“È necessario almeno per le zone centrali, cuore del commercio locale, un nuovo piano di interventi più snello e operativo diretto a tenere la Città pulita! Per tale necessità chiediamo, con urgenza, il potenziamento dei cestini, che permetta anche lo smaltimento delle deiezioni canine e l’istituzione di postazioni fisse per la pulizia delle strade valutando la l’introduzione dello spazzino di zona o di quartiere!! Il lassismo degli ultimi anni, in tema di pulizia strade, ha favorito la diffusione di un certo mal costume e per questo è importante diffondere il senso civico con la presenza di figure, in rappresentanza delle istituzioni, in grado di educare alla normalità. Il tema che il COMITATO PROMOTORE ARTICOLO UNO – MDP propone, viste le moderne tecnologie, sembra superato ed avere scarso rilievo nell’agenda politica cittadina ma la crescita e lo sviluppo di una Città dipende anche dalla cura COSTANTE dell’ambiente che, nel caso, contribuirebbe notevolmente ad esaltarne le qualità e le bellezze strutturali e architettoniche presenti. “È opportuno rivedere il piano della pulizia strade, proponendo una nuova segnaletica stradale che permetta alle macchine spazzatrici di poter lavorare in maniera agevole e aggiornare il regolamento di igiene urbana lavorando su un maggiore coordinamento tra la ditta di raccolta rifiuti, l’ufficio ambiente e la Polizia Locale”.

Movimento Legalità e Trasparenza scende in campo alle comunali di Mola di Bari

MOLA DI BARI - A pochi mesi dalla nascita del Movimento Legalità e Trasparenza che ha visto già la nascita di circoli in Puglia e Campania, partecipando da protagonista in varie realtà comunali, si organizza per presentare il suo progetto anche nel territorio Molese. I principi ispiratori sono il confronto ed il dialogo,  verso una tutela del cittadino e la soluzione ai problemi.

"L’azione politica sul territorio, - afferma la responsabile Nazionale l’avv. Raffaella Ferentino - ci ha  insegnato a non esaltarci per i successi e non deprimerci per i fallimenti. Abbiamo constatato che anche forze piccole  ma determinate e coerenti nel perseguire il bene pubblico, possono incidere sulle scelte istituzionali".

Dopo un pacato confronto in seno al Movimento, Legalità e Trasparenza lancia alla guida del progetto il giovane imprenditore Domenico Paccione, con la candidatura a sindaco. Il professionista, che si occupa di servizi immobiliari, non è un neofita della politica o un leader carismatico ma un cittadino che, come tutti noi e quanti vorranno condividere il nostro progetto, pensa che sia necessario dedicare una parte del proprio tempo al servizio della città.

Nell’anno 2015, con una lista targata Lega Sud Ausonia, l’imprenditore si presenta nella coalizione del candidato Russo, lasciando la sua candidatura sindacale per unire il suo progetto a quello della coalizione rendendo più forte l’idea del cambiamento.

Nonostante il risultato non soddisfacente, l’imprenditore ha continuato la sua azione politica sul territorio, ponendosi come sentinella nei confronti dell’ attività amministrativa.

Si avvicina al Movimento Legalità e Trasparenza da pochi mesi condividendone i valori imperniati sulla tutela del cittadino e diventando responsabile regionale del Movimento.

"L’esperienza elettorale fatta nel 2015  mi ha convinto - dichiara  Paccione - “a proseguire un cammino verso un progetto di azione e confronto ed è per questo  che il   Movimento Legalità e Trasparenza mi ha subito entusiasmato. La nostra azione di cittadinanza attiva continuerà qualunque sia il risultato che otterremo alle prossime elezioni. Abbiamo l’ambizione di portare il nostro progetto a tutti i livelli istituzionali, rimanendo indipendenti e senza cedere alle logiche dei partiti e non¬-partiti nazionali”.

La  voglia di dare un cambiamento al modo di far politica, di porre al centro del Movimento la tutela del cittadino sono i motivi che hanno spinto Paccione a mettersi in gioco. Dopo la caduta del governo cittadino la città di Mola è entrata in un baratro totale con evidenti dissapori e sfiducia da parte dei cittadini verso i politici.

"E’ arrivato il  momento di agire - prosegue - Paccione  “non possiamo più aspettare. Occorre riportare la serenità e la fiducia nei cittadini, combattendo un sistema marcio e corrotto attraverso un modello  che dovrà ispirarsi a principi democratici, di trasparenza  e di condivisione. Si partirà dal basso - conclude Paccione - attraverso l’ascolto delle periferie e di tutti coloro che si sono dati una rassegnazione a non rendersi più partecipi ad una vita pubblica, realizzando un programma condiviso e democratico".

San Severo, sindaco Miglio scrive al ministro Minniti

SAN SEVERO (FG) - Il Sindaco di San Severo, Francesco Miglio, a seguito dell’ultimo delittuoso fenomeno criminoso, ha scritto al Ministro dell’Interno Sen. Marco Minniti, chiedendo con urgenza, una audizione. Con riferimento al colloquio telefonico intercorso questa mattina con la S.V. rinnovo la richiesta di una audizione con carattere d’urgenza a S.E. Il Ministro dell’Interno sen. Marco Minniti. Solo poche ore fa due persone, marito e moglie, sono state assassinate in una zona del centro cittadino, a due passi da un mercato rionale ortofrutticolo assai frequentato. I malviventi non hanno avuto paura di nulla e tra la gente si sono fatti largo mettendo a segno i loro propositi delittuosi. Negli ultimi giorni due imprenditori sono stati fatti oggetto di gravi attentati, con ordigni esplosivi collocati e fatti esplodere sotto le loro abitazioni. Per questa pericolosa recrudescenza della criminalità organizzata in città, abbiamo chiesto al Prefetto di Foggia, dott.ssa Maria Tirone, la convocazione del comitato provinciale su Ordine Pubblico e Sicurezza, che si terrà domani. Tali episodi delinquenziali si sono registrati non appena si è attenuata, dopo mesi, la presenza straordinaria delle Forze di Polizia sul territorio. Ci corre l’obbligo reiterare le richieste esposte nel nostro incontro del 28 febbraio u.s., indispensabili per garantire la necessaria vivibilità e ristabilire ordine, sicurezza e legalità nel nostro territorio. Potenziare gli organici delle Forze di Polizia e istituire il Reparto Prevenzione Crimine della Polizia di Stato, appaiono, allo stato dei fatti, assolutamente improcrastinabili.

Dino Marino: "Gli spot elettorali non bastano a sconfiggere la criminalità"

SAN SEVERO (FG) - Parole dure dal consigliere comunale Dino Marino circa la decisione della giunta Miglio di indire una manifestazione per la legalità il prossimo 25 aprile alla presenza di Michele Placido, Albano Carrisi e altri vip. “Non abbiamo nulla contro questo tipo di eventi – spiega Dino Marino – ma non bastano, da soli, a scardinare la criminalità. Che cosa ha fatto Emilano da assessore alla legalità a San Severo? E che cosa hanno fatto di concreto Miglio e l’attuale assessore alla legalità? Sarebbe anche utile ricordare ai cittadini che cosa si è fatto e si vuole fare, oltre agli spettacoli, per fermare il degrado dei quartieri periferici con azioni di riqualificazione urbana; come mettere in moto una serie di opportunità attraverso i servizi sociali; come rendere gli appalti più trasparenti; come lavorare per creare nuove opportunità di lavoro partendo dalla nostra identità; come, di concerto con gli operatori del commercio, siglare un patto per la sicurezza; come creare un progetto che utilizzi il personale precario del Comune stabilizzandolo e garantendo così supporto amministrativo alle forze dell’ordine; come veicolare azioni di sistema nelle scuole, partendo da quelle dell’obbligo. Per la legalità c’è una sola strada, mettere da parte la propaganda e lavorare seriamente ogni giorno”.

San Severo, all’asta le proprietà del Comune

SAN SEVERO (FG) - La giunta comunale ha definito il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari 2017-2019 da sottoporre all’esame del consiglio comunale in vista dell’approvazione del bilancio di previsione. A finire all’asta saranno diverse aree edificabili e terreni per attività produttive di proprietà dell’Ente per un totale che si aggira intorno ai 5 milioni di euro. I terreni edificabili di proprietà del comune si trovano in: via D’Annunzio del valore di 1 milione e 260 mila euro; tra via Andria e via Napoli del valore di 960 mila euro; in via Martiri di Cefalonia del valore di 1 milione e 650 mila euro, oltre a due terreni ubicati in via Castellana del valore di 750 mila euro. Mentre sono tre i terreni da destinare ad attività produttiva: il primo in si trova in località Pilone-ex tiro a segno ed è valutato circa 200 mila euro, il secondo si trova nei pressi di via Foggia per un valore di 150 mila euro e infine l’ultimo in strada coppa d’Ovidio del valore di 200 mila euro. All’asta potrebbe finire anche il magazzino di via Formile per un importo di 35 mila euro.

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