Serie B a 21 squadre: questione di quantità o di qualità?
di Nicola Zuccaro - Alla vigilia del Consiglio Federale - convocato per venerdì 18 luglio 2014 - e all'indomani dell'esclusione del Siena dalla Serie B 2014-2015, la conseguente riduzione del format della cadetteria italiana, per la prossima stagione a 21 squadre non è gradita da una larga parte delle dirigenze delle rispettive Società calcistiche.
I vertici della Lega B, nel ribadire che, alla luce della mancata iscrizione dei toscani, non si procederà al ripescaggio ( si applicava il ricorso se le escluse fossero state solamente due) e che, di conseguenza, con una B "dispari" ciascuna delle 21 compagini turnerà nel riposo, hanno di fatto commesso un autogoal al quale sarà difficile rimediare nell'imminente assise federale. La questione, se inquadrata nell'ambito strettamente quantitativo, non aiuterebbe però a comprendere che in discussione non è tanto il numero del quale dovrà comporsi la B nel futuro immediato e/o lontano, quanto piuttosto qualitativo. Si dovrà analizzare, al cospetto del complessivo disegno inerente la riforma dei Campionati, se la Serie B sul piano della qualità tecnica debba continuare a rappresentare un prolungamento della Lega Pro o del Campionato Nazionale Primavera. Da quest'ultimo nelle ultime due stagioni sono giunti non pochi calciatori di Scuola Milan. Inter e Juventus che hanno infoltito e che stanno infoltendo gli organici di non pochi club cadetti.
Una tendenza nata da quella storica constatazione che fa del campionato cadetto un torneo lungo e duro capace di formare il "Primavera" per il salto di categoria. Di contro, alla luce dello squallore televisivo offerto da Rai Sport con le dirette televisive del Campionato di Lega Pro, non ci sono degli ulteriori elementi per poter sperare nel salto di qualità.
E allora, sulla base del complessivo progetto riformatore dei campionati, non sarebbe il caso di procedere, sul modello della pallacanestro e della pallavolo ad una ragionata divisione in A/1 e A/2 ( Serie A + Serie B) oppure, in alternativa, quanto alla Lega Pro ( B/1 e B/2) che tenga conto sia del bacino d'utenza che della storia dei club più blasonati ai quali andrebbe tributato il giusto riconoscimento per aver scritto delle gloriose pagine ? Tentar non nuoce. L'antico adagio non è altro che un consiglio rivolto ai vertici del calcio italiano.
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