Nazionale, inizia l’era Conte: ‘Saremo una squadra e nessuno influenzerà le mie scelte’
Di Stella Dibenedetto - Oggi inizia ufficialmente l’era di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale. Visibilmente emozionato, il nuovo C.T. si è presentato alla stampa con il suo solito carattere e la sua solita schiettezza. Aggressivo e senza peli sulla lingua, Antonio Conte cerca di dribblare le domande sul suo addio alla Juventus per concentrarsi su quella che, da oggi, è la sarà nuova realtà.
“Grazie di essere intervenuti, non posso negare di essere emozionato, perché oggi al mio posto vorrebbero esserci tutti gli allenatori del mondo, a rappresentare l’Italia che insieme al Brasile ha vinto di più, abbiamo 4 stelle. Sono orgoglioso che il presidente abbia pensato a me. Sono molto contento. Colgo l’occasione per salutare Cesare (Prandelli, ndr), che è stato ct per 4 anni, ha fatto un ottimo lavoro, e gli mando un grande in bocca al lupo. Ringrazio anche Arrigo Sacchi per il lavoro svolto per i 4 anni nel settore giovanile: quando vorrò, finché ci sono io, le porte della Nazionale per lui saranno sempre aperte”.
Per le chiacchere c’è poco spazio. Antonio Conte si concentra subito sugli uomini, sui calciatori che dovranno far parte della sua Nazionale. Il calcio italiano è profondamente in crisi come il resto del Paese e, dopo il flop in Brasile, c’è la necessità di rialzarsi subito. Il neo C.T., dunque, almeno per il momento, non intende stravolgere il gruppo creato da Cesare Prandelli ma lancia un monito a tutti: nessuno verrà convocato a priori.
"Nessuno verrà convocato a prescindere, chiunque dovrà guadagnarsi questa maglia, in campo e fuori. Sappiate che ad un buon calciatore - chiarisce - io preferisco sempre un grande uomo".
Chiaro il riferimento a Mario Balotelli, citato dal giornalista che ha posto la domanda. Lui, più degli altri, dovrà dimostrare di meritare la maglia azzurra sul campo, domenica dopo domenica.
"Vorrei - aggiunge Conte - che i calciatori tornassero ad avere l'ansia di essere convocati, quella che avevo io, perché qui non si darà per scontato niente a nessuno".
Il neo C.T. preferisce non parlare dei singoli e anche quando si fa il nome di Andrea Pirlo, resta un po’ freddino: “Andrea è ovviamente tra i convocabili, ma io e lui dovremo parlare".
Amatissimo dai tifosi della Juventus, un po’ meno dagli altri, Antonio Conte è pronto a conquistare l’intero popolo azzurro portando in Nazionale la sua mentalità vincente: “Trasferirò in azzurro la mia mentalità: tutte le mie squadre passate, non solo la Juventus, hanno sempre cercato la vittoria in modo feroce. Per me la sconfitta è una morte apparente, varrà anche in Nazionale. Vorrei sentirmi più l'allenatore che il commissario tecnico, sperando di rappresentare tutto il popolo italiano".
E per finire, non può mancare la polemica legata all’ingaggio che percepirà Antonio Conte (8,2 milioni netti in due anni più eventuali bonus) di cui una parte verrà pagato dalla Puma, lo sponsor della Nazionale. E su questo punto non sono mancate illazioni su chi pensa che lo sponsor possa influenzare le scelte di Antonio Conte, portando in Nazionale i suoi giocatori come MarioBalotelli: “Nessuno mi imporrà niente, né sponsor né giornalisti. Chi mi conosce non dovrebbe nemmeno porsi il problema. Il mio contratto rispetta i parametri della Figc, se poi io ho una mentalità vincente è giusto che la Figc la sfrutti con gli sponsor. Perché io, a differenza dei miei predecessori, ho rinunciato a tutti i diritti d'immagine. Non lo avevo mai fatto in carriera".
Ora non resta che iniziare l’avventura. E questa sera, Antonio Conte, potrebbe già essere presente allo stadio San Paolo per assistere all’andata dei playoff di Champions League tra Napoli eAthletic Bilbao. Il tutto nelle vesti di nuovo C.T. della Nazionale Italiana.
