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F1, GP Gran Bretagna: trionfa Vettel, Hamilton 2° in rimonta

di PIERO LADISA – La domenica del Gran Premio di Gran Bretagna, decima prova stagionale del Mondiale 2018 di Formula Uno, si è chiusa nel segno della Ferrari e di Sebastian Vettel. Il tedesco, condizionato da un problema al collo negli giorni, ha infatti conquistato la vittoria sulla pista di Silverstone (51esima in carriera, eguagliato Alain Prost) che mancava da sette anni nella bacheca di Maranello, avendo la meglio su Valtteri Bottas nel corso del 47° giro con un sorpasso alla staccata della Brooklands

Un trionfo importante per il Cavallino, giunto sulla pista di “casa” della rivale Mercedes (sempre sul gradino più alto del podio nelle ultime cinque edizioni della corsa britannica, ndr), che consolida entrambe le leadership iridate: nel Mondiale piloti Vettel guida la classifica con otto punti di vantaggio su Lewis Hamilton, mentre nei costruttori la Rossa vanta 20 lunghezze sulla Stella. 

A completare il podio di Silverstone ci sono Hamilton e Kimi Raikkonen, protagonisti di un incidente subito dopo la partenza a curva 3. Ad avere la peggio è stato l’inglese, nonché idolo di casa, sprofondato in coda al gruppo e costretto a una gara di rimonta che lo ha portato fino al secondo posto. Ritenuto colpevole del contatto, il finlandese della Ferrari ha ricevuto 10” di penalità, scontati durante la prima sosta. 

Ordine arrivo GP Gran Bretagna
Bottas invece si è dovuto accontentare della quarta piazza. Il #77 della Mercedes è andato in crisi con le gomme nel finale, a causa del mancato secondo pit-stop (anche il compagno di squadra Hamilton ha chiuso la corsa con una sola sosta all’attivo, ma ha compiuto un primo stint più lungo, ndr), non approfittando del regime di Safety Car dovuto all’incidente dell'Alfa Romeo Sauber di Marcus Ericsson (giro 33). Vettura di sicurezza che ha fatto il suo secondo ingresso in pista poco dopo per via del contatto alla Copse tra la Renault di Carlos Sainz e la Haas di Romain Grosjean. 

Weekend difficile per la Red Bull a punti con il solo Daniel Ricciardo (5°), mentre Max Verstappen è stato costretto al ritiro. Completano la Top Ten Hulkenberg, Ocon, Alonso, Magnussen e Gasly, con quest’ultimo protagonista di un bellissimo ruota a ruota con Perez. 

Dopo tre appuntamenti consecutivi, il Circus della Formula Uno si prende una settimana di pausa. Il prossimo round è in programma ad Hockenheim, dal 20 al 22 luglio, sede del Gran Premio di Germania.

F1, GP Austria: trionfa Verstappen, Ferrari a podio. Notte fonda Mercedes


di PIERO LADISA – Max Verstappen conquista la vittoria nel Gran Premio d’Austria, nona prova stagionale del Mondiale 2018 di Formula Uno. L’olandesino, autore di una gara regolare e senza sbavature, trionfa per la quarta volta in carriera permettendo così alla Red Bull di festeggiare il gradino più alto del podio sulla pista di casa. 

Con Verstappen completano il podio di Spielberg le Ferrari di Kimi Raikkonen, autore del giro più veloce della gara, e Sebastian Vettel. Il tedesco, scattato dalla sesta piazza dopo la penalità di tre posizioni subita ieri per il “blocco” sulla Renault di Carlos Sainz nella seconda manche di qualifiche, torna così leader del Mondiale con un punto di vantaggio su Lewis Hamilton, approfittando del ritiro di quest’ultimo. 

L’inglese infatti, come il compagno di squadra Valtteri Bottas, è stato costretto ad alzare bandiera bianca nel corso del giro 63 per una perdita di pressione della benzina sulla sua W09 Hybrid numero 44. Il finlandese invece si è ritirato alla tornata 14 per un guaio di natura idraulica. La Mercedes dunque si congeda dall’Austria con un doppio zero, costatagli la testa della classifica costruttori che ora vede leader la Ferrari, dopo la grandissima performance mostrata ieri in qualifica dove aveva monopolizzato la prima fila dello schieramento.

La classifica del GP d'Austria
Tra i big anche Daniel Ricciardo, che come Hamilton ha sofferto evidenti problemi di blistering alle gomme posteriori, ha dovuto ritirarsi. L'australiano ha dovuto parcheggiare la sua Red Bull a bordo pista (giro 54) per problemi al motore. 

In una gara che ha visto solo i primi tre classificati a pieni giri, completano la zona punti le Haas di Grosjean e Magnussen, le Force India di Ocon e Perez, la McLaren di Alonso (giunto 8° dopo la partenza in pit-lane) e le Alfa Romeo Sauber di Leclerc ed Ericsson. 

Nel weekend si torna nuovamente in pista: ad ospitare il Circus sarà Silverstone, sede del Gran Premio di Gran Bretagna.

F1, GP Monaco: Ricciardo re del Principato, Ferrari a podio con Vettel


di PIERO LADISA – Daniel Ricciardo suggella con una vittoria il weekend del Gran Premio di Monaco, sesta prova stagionale del Mondiale 2018 di Formula Uno, che lo ha visto assoluto protagonista. Dopo aver dominato le qualifiche, realizzando la pole position e relativo nuovo record della pista, l’australiano trionfa nel Principato malgrado un problema di potenza che lo ha limitato per lunghi tratti della corsa.

"Aspettavo questa vittoria da due anni", il commento rilasciato a caldo da Ricciardo. Chiaro il riferimento alla vittoria sfumata proprio a Monaco nel 2016 a causa di un errore dei meccanici durante il cambio gomme. 

Alle spalle della Red Bull numero 3 è giunta la Ferrari di Sebastian Vettel, con il tedesco che complice il terzo posto ottenuto dalla Mercedes di Lewis Hamilton (l’inglese ha accusato per tutta la gara evidenti problemi di usura delle gomme rispetto alla concorrenza, ndr) ha rosicchiato tre punti in classifica iridata nei confronti del diretto rivale, che mantiene la leadership con 14 punti di vantaggio. 

L'ordine d'arrivo del GP di Monaco
A ridosso della Top Three si piazza la Ferrari di Kimi Raikkonen, che precede il connazionale Valtteri Bottas, unico tra i top a montare le supersoft. Completano la zona punti Ocon, Gasly, Hulkenberg, Verstappen (giunto 9° dopo una grande rimonta dall’ultima posizione) e Sainz.

In una gara lineare l’unico sussulto è giunto alla tornata numero 72, dove l’idolo di casa Charles Leclerc (condizionato da un problema ai freni, ndr) ha tamponato la Toro Rosso di Brendon Hartley alla staccata della Chicane del Porto, con conseguente Virtual Safety Car che ha congelato la gara per qualche giro. In precedenza si era ritirato Fernando Alonso, costretto ad alzare bandiera bianca per un problema al cambio.

Il prossimo appuntamento è in programma a Montreal, sede del Gran Premio del Canada, domenica 10 giugno.

F1, GP Spagna: trionfa Hamilton, dominio Mercedes. Vettel 4°

(ANSA/EPA)
di PIERO LADISA – Il weekend del Montmelò si è aperto e si è chiuso nel segno di Lewis Hamilton. Dopo aver conquistato ieri la pole position, l’inglese ha ribadito la propria supremazia anche quest’oggi in gara, dove ha colto la vittoria nel Gran Premio di Spagna. 

Successo che permette al campione del mondo in carica di consolidare la propria leadership nel Mondiale, con il margine di vantaggio nei confronti di Sebastian Vettel salito ora a 17 punti. 

Il tedesco della Ferrari ha chiuso la corsa catalana a ridosso del podio, unico tra i top ad effettuare due soste. La seconda delle quali, non irreprensibile, è risultata fatale ai fini della classifica della gara, in quanto Vettel è rientrato in pista alle spalle della Red Bull di Max Verstappen, restandoci fino alla bandiera a scacchi. 

Peggior sorte è toccata alla SF71-H Kimi Raikkonen. Il finlandese è stato infatti costretto al ritiro per un problema di potenza (giro 25), dopo la sostituzione della power unit avvenuta al termine delle libere del venerdì. I soli 12 punti raccolti con Vettel in terra catalana fanno perdere alla Ferrari la supremazia nei costruttori, con la Mercedes che – approfittando dell’uno-due firmato da Hamilton e Bottas – torna regina nella classifica squadra. 


Tra le note positive del Montmelò figurano Carlos Sainz e Fernando Alonso, a punti nella gara di casa; così come Charles Leclerc che ha artigliato la Top Ten per la seconda gara di fila. 

In una corsa tutto sommato lineare e tranquilla, l’unico episodio degno di nota si è verificato subito dopo il via con l’incidente causato dalla Haas di Romain Grosjean, che ha coinvolto la Renault di Nico Hulkenberg e la Toro Rosso di Pierre Gasly. Episodio che ha costretto la direzione gara all’ingresso in pista della Safety Car, per permettere ai marshall di rimuovere i detriti presenti in quel tratto di pista.

Il prossimo appuntamento è in programma il 27 maggio sulla pista cittadina di Montecarlo per la gara più glamour della stagione.

Serie A, occhi puntati sull’Allianz Stadium per la sfida scudetto Juve-Napoli

(Ansa)

di PIERO LADISA – Serata di grande calcio all’Allianz Stadium dove questa sera (fischio di inizio alle ore 20:45, ndr) Juventus e Napoli daranno vita all’attesissimo big match della trentaquattresima giornata di Serie A. Un faccia a faccia che rappresenta una vera e propria gara spartiacque per lotta scudetto, con bianconeri e azzurri divisi da quattro punti. 

QUI JUVE. Allegri dovrebbe affidarsi al 4-2-3-1Tra i pali torna Buffon, dopo il turno di riposo con il Crotone. In difesa spazio a Howedes sula fascia destra e ad Asamoah sulla sinistra. Malgrado la prova sottotono offerta allo Scida, Dybala dovrebbe essere regolarmente in campo. Oltre alla Joya, alle spalle dell'ex Higuain, ci saranno Douglas Costa e Mandzukic. A centrocampo tornano Khedira e Pjanic. 

QUI NAPOLI. Dubbi sul fronte offensivo per Sarri, che deve scegliere a chi affidare la maglia titolare tra Mertens, partito dalla panchina nella gara casalinga con l’Udinese, e Milik. Il belga sembra favorito sul polacco per giocare in attacco con Callejon e Insigne. Koulibaly, scontata la squalifica, torna a far coppia con Albiol al centro della difesa. 


PROBABILI FORMAZIONI 

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Howedes, Benatia, Chiellini, Asamoah; Khedira, Pjanic; Mandzukic; Dybala, Douglas Costa; Higuain. Allenatore: Allegri. 
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Barzagli, Rugani, Lichtsteiner, Alex Sandro, Bentancur, Cuadrado, Bernardeschi, Dybala. 
Squalificati:
Indisponibili: De Sciglio, Marchisio, Sturaro. 

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne. Allenatore: Sarri. 
A disposizione: Sepe, Rafael, Maggio, Tonelli, Milic, Chiriches, Zielinski, Rog, Diawara, Machach, Ounas, Milik.
Squalificati:
Indisponibili: Ghoulam.


F1, GP Australia: trionfa Vettel, Hamilton 2°. Ferrari a podio anche con Raikkonen


di PIERO LADISA – Si tinge di rosso Ferrari la prima gara del Mondiale 2018 di Formula Uno. A trionfare nel Gran Premio d’Australia, disputato sulla pista semi-cittadina dell’Albert Park, è stata la SF71-H numero 5 di Sebastian Vettel. 

Il tedesco, abile ad allungare il proprio primo stint, ha approfittato della Virtual Safety Car ("convertita" successivamente in Safety Car dalla direzione gara, ndr), causata dal ritiro della Haas di Romain Grosjean, per effettuare la propria sosta (giro 25) tornando in pista davanti alla Mercedes del rivale Lewis Hamilton e alla Ferrari gemella di Kimi Raikkonen. 

Una volta guadagnata la leadership della corsa, Vettel ha gestito il vantaggio su Hamilton sfruttando anche la freschezza delle sue soft rispetto a quelle del rivale, con l’inglese che nel finale ha palesato problemi di usura alle gomme posteriori. A completare il podio di Melbourne troviamo anche la Rossa di Raikkonen, che ha preceduto la Red Bull dell’idolo di casa Daniel Ricciardo. 


A punti anche Alonso, Verstappen (autore di un testacoda senza particolari conseguenze nelle primissime fasi della gara, ndr), Hulkenberg, Bottas, Vandoorne e Sainz. Il talentino monegasco Charles Leclerc, al debutto nella top class a bordo dell’Alfa Romeo Sauber, ha concluso la corsa al 13° posto. Ritiro invece per l’altro rookie Sergej Sirotkin. 

Oltre al russo della Williams, non hanno concluso la gara anche le Haas di Grosjean e Magnussen (entrambi i piloti del team americano hanno dovuto alzare bandiera bianca per un errato fissaggio di una gomma), la Toro Rosso di Gasly e l’Alfa Romeo Sauber di Ericsson. 

La prossima gara è in programma domenica 8 aprile in Bahrain sulla pista di Sakhir.

Serie A: all'Allianz Stadium va in scena Juve-Roma


di PIERO LADISA – Notte di stelle all’Allianz Stadium dove questa sera Juventus e Roma daranno vita al big match del diciottesimo turno di campionato, l'ultimo prima delle festività natalizie. Reduci dagli impegni di Tim Cup, bianconeri e giallorossi arrivano con umori differenti alla supersfida odierna. La squadra di Max Allegri ha avuto la meglio, con un secco 2-0, nei confronti del Genoa regalandosi il derby col Toro ai quarti. Proprio i granata sono stati autori dell’eliminazione (a sorpresa) della truppa di Eusebio Di Francesco dalla coppa nazionale, sconfitta a domicilio per 2-1.

QUI JUVE. Szczesny prenderà nuovamente il posto di Buffon tra i pali. Vista l’indisponibilità di De Sciglio, a destra giocherà Barzagli con Benatia, Chiellini e Alex Sandro a completare il quartetto difensivo. In mediana spazio al duo composto da Pjanic e Khedira. Per quel che concerne il reparto offensivo, alle spalle di Higuain agirà il terzetto difensivo composto da Douglas Costa, Dybala e Mandzukic. Il croato, malgrado la ferita al polpaccio rimediata nell’ultima gara di campionato a Bologna, dovrebbe essere regolarmente in campo dal 1’. Recuperato anche Cuadrado che partirà dalla panchina. 

QUI ROMA. Nessun problema di formazione per Di Francesco che schiererà il solito 4-3-3. Davanti ad Allison la linea difensiva sarà formato da Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov. A centrocampo Nainggolan, De Rossi e Strootman. In attacco El Shaarawy e Perotti supporteranno Dzeko.

F1: GP Abu Dhabi, doppietta Mercedes: trionfa Bottas. Vettel chiude 3°


di PIERO LADISA – La Mercedes chiude con una doppietta il 2017. Ad ottenere la vittoria del Gran Premio di Abu Dhabi, ventesima e ultima prova stagionale del Mondiale 2017 di Formula Uno, è stato Valtteri Bottas che archivia così un weekend sempre al top aperto ieri con un’ottima prestazione nelle qualifiche che gli è valsa la pole position.

Il finlandese, alla terza affermazione in carriera, precede sotto la bandiera a scacchi il compagno di squadra Lewis Hamilton per meno di quattro secondi. Chiude la Top Three la Ferrari di Sebastian Vettel, ad oltre 19” dalla vetta. Il tedesco si congeda con un podio da una stagione assolutamente positiva che lo ha visto protagonista con cinque successi.

Alle spalle della SF70-H numero 5 di Vettel, con un ritardo di 26”, c’è la vettura gemella di Kimi Raikkonen che, complice il ritiro di Daniel Ricciardo causato da un problema di natura idraulica nel corso del giro numero 21, è riuscito ad artigliare il quarto posti nel Mondiale piloti. Quinto posto a Yas Marina per Max Verstappen, con l’olandesino che non è riuscito a trovare il giusto guizzo nel finale di gara per tentare l’affondo su Raikkonen.

Negli Emirati chiude sesto Nico Hulkenberg permettendo così alla Renault di superare la Toro Rosso al sesto posto nei costruttori. Chiudono la Top Ten, e quindi la zona punti, del GP di Abu Dhabi le Force India di Sergio Perez ed Esteban Ocon, la McLaren-Honda di Fernando Alonso e la Williams di Felipe Massa, con il brasiliano all’ultima gara in carriera nel Circus

Al termine della gara di Abu Dhabi, nel corso della cerimonia del podio, è stato presentato il nuovo logo della Formula Uno, che apre di fatto una nuova era per la classe regina del motorsport.

Champions: questa sera in campo Juve e Roma


di PIERO LADISA – Serata di Champions League per Juventus e Roma che quest’oggi saranno impegnate, rispettivamente in casa e trasferta, con Barcellona e Atletico Madrid. Bianconeri e giallorossi arrivano però con umori differenti alla quinta giornata della fase a gironi del massimo trofeo continentale. La squadra di Allegri è reduce dallo scivolone di Marassi con la Sampdoria, valso la seconda sconfitta in campionato; gli uomini di Di Francesco invece hanno conquistato la vittoria nel derby. 

OBIETTIVO OTTAVI. I match odierni potrebbero permettere a entrambe le compagini di ottenere la matematica qualificazione al turno successivo di Champions con una giornata di anticipo. Per strappare il pass d’accesso agli ottavi, i bianconeri dovranno sconfiggere il Barça divenendo così imprendibili dai portoghesi dello Sporting Lisbona. Un pareggio o una sconfitta contro i catalani, costringerebbero i campioni d’Italia in carica a rinviare la pratica all’ultimo match (con tutti i rischi del caso) in programma il 5 dicembre ad Atene con l’Olympiacos. Più agevole, almeno sulla carta, il compito della Roma che dovrà uscire almeno con un punto dal Wanda Metropolitano. Impresa non certo impossibile, visto il momento poco esaltante dell’Atletico che non vince tra le mura amiche dal 23 settembre scorso (2-1 al Siviglia, ndr). 

QUI JUVE. Dopo riposo di Genova, Buffon torna i pali. La linea difensiva a quattro sarà formata da De Sciglio, Barzagli, Chiellini e Alex Sandro. Allegri potrebbe affidarsi a un centrocampo a tre composto da Khedira, Pjanic e Matuidi. In attacco spazio al tridente Cuadrado-Higuain-Dybala. Possibile turno di riposo per Mandzukic. Non convocato Bernardeschi per un affaticamento muscolare.

QUI ROMA. Alla lista degli indisponibili si aggiunge Florenzi, a causa dell’infiammazione al ginocchio destro. Davanti ad Alisson ci sarà il blocco difensivo costituito da Bruno Peres, Manolas, Juan Jesus (in vantaggio su Fazio) e Kolarov. In mediana giocherà il trio composto da Pellegrini, Gonalons e Nainggolan. Per quel che concerne il fronte offensivo, Dzeko sarà supportato sulle fasce da Gerson e Perotti.

Nazionale, è l''Apocalisse': azzurri fuori dai Mondiali

(ANSA)
MILANO - L'Italia è fuori dai Mondiali dopo oltre 50 anni. Gli azzurri hanno pareggiato a San Siro con la Svezia per 0-0.

Nazionale di Ventura fuori dal Mondiale di calcio che si giocherà in Russia nel 2018. E' la prima volta da 60 anni che l'Italia non si qualifica per la fase finale della Coppa del Mondo.

BUFFON: 'CALCIO ITALIANO HA UN FUTURO' - "Sicuramente non siamo riusciti a esprimere il meglio, ma sicuramente c'è un futuro per il calcio italiano, perché noi siamo testarti, caparbi, abbiamo forza e orgoglio, dopo le brutte cadute troviamo il modo di rialzarci. Lascio ragazzi in gamba che faranno parlare di loro, da Perin a Donnarumma, vorrei dare un grande abbraccio a chi mi ha sostenuto. Il ct ha le colpe che abbiamo noi". Così Gigi Buffon, dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali.

Serie A: Juve attesa dall’esame Lazio

(ANSA)

di PIERO LADISA –
Archiviata la pausa per la Nazionali, la Serie A torna protagonista in questo weekend con diverse partite di cartello. Tra queste figura anche Juventus-Lazio, che si disputerà questo pomeriggio (calcio di inizio ore 18:00) all’Allianz Stadium. Dopo il pareggio beffardo maturato con l’Atalanta, con conseguente perdita della testa della classifica in favore del Napoli di Sarri, la squadra di Allegri è chiamata al pronto riscatto proprio contro la compagine biancoceleste con cui perse la Supercoppa italiana il 13 agosto scorso. 

«Quella di agosto fu una partita strana – ha sottolineato Allegri nella conferenza stampa della vigilia – Abbiamo concesso ripartenze, poi abbiamo fatto un'ottima ultima mezzora, prima di calare ancora dal punto di vista dell'attenzione. Non dobbiamo concedere campo a una squadra organizzata, molto forte in campo aperto». Non sono mancati i complimenti del tecnico bianconero al collega biancoceleste Simone Inzaghi: «È uno dei giovani più preparati: non era facile prendere una squadra in corsa come ha fatto lui. Ha qualità tattiche e gestionali importanti, avrà una grande carriera».

QUI JUVE. Buone notizia in casa bianconera: Allegri recupera Khedira. Il tedesco, fermo da fine agosto per un’infiammazione al ginocchio patita in Nazionale, potrebbe addirittura scendere in campo dal 1’ andando così a completare il centrocampo a tre con Bentancur e Matuidi. Sulla fascia sinistra Asamoah farà rifiatare Alex Sandro, mentre a destra ci sarà il solito Lichtsteiner. Barzagli (in vantaggio su Rugani) e Chiellini formeranno la coppia di centrali difensivi davanti a Buffon. Dybala, visto anche l’impegno imminente di mercoledì in Champions con lo Sporting Lisbona, dovrebbe partire dalla panchina. In tal caso il tridente offensivo sarebbe costituito da Douglas Costa, Higuain e Mandzukic. Indisponibili De Sciglio, Höwedes, Marchisio, Pjaca e Pjanic. 


PROBABILI FORMAZIONI JUVENTUS-LAZIO 

Juventus (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, Asamoah; Khedira, Bentancur, Matuidi; Douglas Costa, Higuain, Mandzukic. Allenatore: Allegri

Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Bastos, De Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic-Savic, Lulic; Luis Alberto; Immobile. Allenatore: S. Inzaghi

Champions League: questa sera in campo Roma e Juve


di PIERO LADISA – Serata di Champions per Roma e Juventus che questa sera calcheranno il palcoscenico continentale. I giallorossi di Di Francesco, dopo lo 0-0 ottenuto all’Olimpico due settimane fa contro l’Atletico Madrid di Simeone, saranno impegnati in Azerbaijan contro la matricola Qarabag (calcio di inizio ore 18:00); i bianconeri invece sono chiamati al pronto riscatto all’Allianz Stadium, davanti al pubblico amico, con l’Olympiacos per riscattare la scoppola subita alla prima giornata in casa del Barcellona. I greci si presentano a Torino con una nuova guida tecnica, Takis Lemonis, che prende il posto dell'esonerato Besnik Hasi. 

QUI ROMA. Solito 4-3-3 per i giallorossi, con qualche variazione rispetto all’11 che sabato scorso ha battuto l’Udinese. Davanti ad Allison agirà il blocco difensivo costituito da Bruno Peres, Manolas, Juan Jesus e Kolarov. A centrocampo Gonalons potrebbe far rifiatare De Rossi, con Strootman e Nainggolan dovrebbero completare il centrocampo. Per quel che concerne il reparto offensivo, Cengiz Ünder potrebbe completare il terzetto d’attacco con El Shaarawy e Dzeko. Non sarà del match Perotti, costretto ieri a lasciare anzitempo l’allenamento di rifinitura per un problema al flessore. 

QUI JUVE. I bianconeri scenderanno in campo con la difesa a quattro. Con essa rimarrà invariato anche il sistema tattico, che sarà ancora una volta il 4-2-3-1. L’unica incertezza relativa al pacchetto arretrato riguarda Barzagli che potrebbe essere schierato come terzino destro o come centrale. Se fosse confermata la prima ipotesi, accanto a Chiellini ci sarebbe Benatia con Alex Sandro a sinistra. Nel secondo caso invece sarebbe Sturaro a giocare a destra, con Benatia che lascerebbe il posto a Barzagli. In mediana confermati Pjanic e Matuidi. Khedira torna nell’elenco dei convocati. Cuadrado, Dybala e Mandzukic dovrebbero formare il tridente alle spalle dell’unica punta che potrebbe essere Higuain. Anche se Allegri non ha sciolto ancora i dubbi riguardanti la presenza in campo del Pipita dal 1’.

Serie A: Derby della Mole: la Juve ospita il Toro

(ANSA)
di PIERO LADISA – Archiviata positivamente, ma non senza patemi, la pratica Fiorentina, la Juventus sarà impegnata questa sera sempre all’Allianz Stadium (calcio d’inizio ore 20:45) nel derby contro il Torino di Sinisa Mihajlovic, che nell’ultimo turno ha avuto la meglio in trasferta sull’Udinese. 

Un match particolare, dalle mille insidie, come ha sottolineato Max Allegri: "È sempre speciale per la città, per i tifosi e per noi – ha detto il mister bianconero nella conferenza stampa della vigilia – Sarà una gara complicata, in quanto loro hanno una squadra molto tecnica che può ambire alle prime sei posizioni in campionato". 

QUI JUVE - I bianconeri scenderanno in campo con il solito 4-2-3-1. Dopo il turno di riposo con la Fiorentina, tra i pali ci sarà Buffon. Smaltita la botta al polpaccio, in difesa si rivede Chiellini che farà coppia con uno tra Benatia (favorito) e Rugani. Sulle fasce tornano titolari Lichtsteiner a destra e Alex Sandro a sinistra. In mediana spazio al duo Pjanic–Matuidi. Alle spalle di Higuain agirà il trio composto da Cuadrado, Dybala e Douglas Costa, con Mandzukic che si accomoderà in panchina. Indisponibili De Sciglio, Howedes, Pjaca, Khedira e Marchisio. 


PROBABILI FORMAZIONI

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner, Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Matuidi; Cuadrado, Dybala, Douglas Costa; Higuain. Allenatore: Allegri.

TORINO (4-2-3-1): Sirigu; De Silvestri; N’Koulou, Moretti, Molinaro; Rincon, Baselli; Iago Falque, Ljajic, Niang; Belotti. Allenatore: Mihajlovic

Serie A, la Juve ospita la Fiorentina

(ANSA)
di PIERO LADISA – Archiviata la trasferta trionfale di Reggio Emilia, dove domenica ha sconfitto 3-1 il Sassuolo nel lunch match grazie alla tripletta realizzata da Paulo Dybala, questa sera la Juventus ospiterà la Fiorentina nel primo turno infrasettimanale della stagione. 

Una sfida, quella coi viola, come sottolineato da Massimiliano Allegri, nella quale i bianconeri dovranno avere il giusto approccio per indirizzare la partita in proprio favore: “Dobbiamo giocare bene, mostrando solidità difensiva per vincere. Loro giocheranno senza pressioni”. 

Il mister bianconero, poi, ha sottolineato un aspetto fondamentale, senza però far drammi: “Anche col Sassuolo abbiamo avuto un momento dove abbiamo lasciato loro il campo. Non sono preoccupato per le reti subite. Dobbiamo essere concentrati sulla lettura e sulla gestione nei vari momenti della partita. Non dobbiamo mai uscire dal match”.

Parlando della quota scudetto Allegri ha detto: “Il campionato si vincerà attorno ai 90 punti, vincere con le medio piccole sarà importante”. 

QUI JUVE. Come avvenuto col Chievo, Buffon si accomoderà in panchina, osservando un turno di riposo. Tra i pali ci sarà Szczesny. Davanti al polacco ci sarà la linea difensiva a quattro costituita da Sturaro e Asamoah, rispettivamente al posto di Lichtsteiner a destra e Alex Sandro a sinistra, con Barzagli e Rugani o Benatia al centro. Bentancur dovrebbe far rifiatare Pjanic, mentre Matuidi occuperà l’altro posto in mediana. Alle spalle di Higuain agirà il tridente composto da Cuadrado, Dybala e Madzukic. Anche se non è esclusa la possibilità che Bernardeschi, grande ex dell’incontro, possa prendere il posto del colombiano scendendo in campo addirittura dal 1’. Indisponibili Marchisio, Khedira, De Sciglio e Pjaca. 

PROBABILI FORMAZIONI

JUVENTUS (4-2-3-1): Szczesny; Sturaro, Barzagli, Rugani, Asamoah; Bentancur, Matuidi; Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain. Allenatore: Allegri.

FIORENTINA (4-2-3-1): Sportiello; Biraghi, Astori, Pezzella, Laurini; Badelj, Veretout; Chiesa, Thereau, Benassi; Simeone. Allenatore: Pioli.

F1, GP Italia: dominio Mercedes, trionfa Hamilton. Vettel 3°

(ANSA/EPA)
di PIERO LADISA – Lewis Hamilton supremacy. Dopo aver dominato ieri la sessione di qualifiche, l’inglese si è ripetuto in gara conquistando la vittoria nel Gran Premio d’Italia. Una leadership mai messa in discussione nei 53 giri andati in scena a Monza, che ha permesso ad Hamilton di balzare in testa alla classifica iridata con tre punti di vantaggio su Sebastian Vettel giunto 3° a 36” dalla vetta. Malgrado un distacco così imponente (il più importante in stagione dopo Silverstone) e vista la marcata competitività mostrata in pista dalla Mercedes, espressa anche dal secondo posto centrato da Valtteri Bottas, la Rossa non ha potuto far altro che limitare i danni. A ridosso del podio si piazza un grande Daniel Ricciardo, autore di un’incredibile rimonta dalla 16ma piazza.

LA GARA. Allo spegnimento dei semafori Hamilton parte bene conservando la leadership, mentre Stroll viene beffato da Ocon. Alle loro spalle impazza la battaglia tra Bottas e Raikkonen, con quest’ultimo che sopravanza il connazionale all’esterno del curvone Biassono subendo poi il ritorno della Mercedes 77 alla Parabolica. Nel giro seguente Bottas mette la freccia anche su Stroll salendo al terzo posto. A centro gruppo l’attenzione si focalizza sul duello, e successivo contatto, tra Massa e Verstappen: la Red Bull dell’olandesino (letteralmente imbufalito con il brasiliano) è costretta a rientrare ai box per la foratura dell’anteriore destra pregiudicandone la prestazione in gara dopo una grande partenza. 

Intanto Bottas non si accontenta, andando all’attacco e al successivo sorpasso su Ocon salendo così al secondo posto alle spalle di Hamilton. Poi tocca a Vettel (giri 6-8) mettersi in mostra, sopravanzando prima Stroll e successivamente Ocon: un doppio sorpasso che permette al tedesco della Ferrari di scalare la classifica fino alla terza posizione. Stabilizzatesi le posizioni di testa, entrambe Mercedes imprimono un ritmo indiavolato alla gara con Hamilton e Bottas che realizzano tempi in fotocopia scambiandosi giri veloci. 

Il primo dei big a rientrare ai box (giro 15) per il cambio gomme è Raikkonen, che tenta l’undercut su Ocon e Stroll. Strategia riuscita a metà, con il finlandese che riesce ad avere la meglio solo sul giovane canadese mentre al rientro in pista si ritrova ancora alle spalle della Force India numero 31. Raikkonen comunque non demorde, riuscendo a sopravanzare Ocon alla staccata del lungo rettifilo iniziale. Tra giro 31 e 33 effettuano la sosta anche Vettel, Hamilton e Bottas che passano come previsto dalla supersoft alla soft. 

Hamilton mantiene sempre la leadership su Bottas, seguiti a distanza dalla Ferrari di Vettel. Seguono Raikkonen, Ricciardo (partito con le conservative soft, al giro 37 passa alle performanti supersoft), Ocon e Stroll. Sfruttando la competitività del proprio treno di gomme, Ricciardo inizia a spingere arrivando nello scarico della SF70-H di Raikkonen dopo qualche giro. Il sorpasso dell’australiano ai danni del finlandese è nell’aria e arriva all’altezza della prima Variante alla tornata numero 41. Sbarazzatosi della prima Rossa, negli ultimi giri di gara Ricciardo si mette alla caccia di Vettel, non riuscendo però mai a impensierire seriamente l’ex compagno di squadra che taglia il traguardo in terza posizione alle spalle delle Mercedes di Hamilton e Bottas. 

Doppietta dunque per la Stella che consolida il primato nei costruttori, mettendo invece la freccia in quello piloti con Hamilton che diviene il nuovo leader del Mondiale. Da cardiopalma il finale di gara delle Williams di Stroll e Massa, in lotta per la settima posizione conservata con tenacia dal 18enne canadese che chiude ogni varco al brasiliano, arrivate alle spalle di Raikkonen e di Ocon. Chiudono la zona punti la Force India di Sergio Perez e la Red Bull di Max Verstappen. 

Il prossimo appuntamento è in programma il 17 settembre sul tracciato cittadino di Marina Bay (GP Singapore), pista dove la Ferrari dovrebbe tornare a essere competitiva per la vittoria.

F1. GP Belgio: trionfa Hamilton davanti a Vettel. Ricciardo 3°

(ANSA/EPA)
di PIERO LADISA – È stato il weekend di Lewis Hamilton. Dopo aver conquistato la pole position, eguagliato Michael Schumacher a quota 68 nella classifica all-time, l’inglese della Mercedes ha ribadito la propria supremazia anche in gara vincendo il Gran Premio del Belgio. Hamilton ha preceduto sul podio il rivale nella corsa iridata Sebastian Vettel, fresco di rinnovo contrattuale con la Ferrari, e la Red Bull di Daniel Ricciardo. Alle spalle della Top Three c’è Kimi Raikkonen che precede il connazionale Valtteri Bottas. L’unico tra i top costretto al ritiro è stato Max Verstappen, sostenuto a Spa da migliaia di tifosi giunti dalla vicina Olanda. 

LA PARTENZA. Allo spegnimento dei semafori le prime sei posizioni restano invariate, con Hamilton che riesce a difendere la posizione su Vettel così come Bottas su Raikkonen. Anche Ricciardo tenta l’affondo su Verstappen da deve desistere. Alle loro spalle è bagarre tra le due Force India di Perez e Ocon (preludio del contatto che avverrà più avanti in gara) che si toccano, rischiando l’incidente anche con la Renault di Nico Hulkenberg poco prima dell’ingresso dell’Eau Rouge-Radillon. A mettersi in luce nelle prime tornate sono Hulkenberg e Alonso che danno vita a un bel duello, ma per lo spagnolo della McLaren si tratta di una gioia effimera in quanto poco dopo sarà afflitto dall’ennesimo calo di potenza del motore Honda (che si tramuterà in ritiro al 27° giro) esternato con rabbia tramite team radio.

VERSTAPPEN OUT. Nel corso del 7° giro la gara perde Verstappen. L’olandesino deve alzare bandiera bianca (6° ritiro su 12 gare) per un problema al cambio, parcheggiando la sua RB13 a bordo pista sul rettilineo del Kemmel. Episodio che impone l’utilizzo delle bandiere gialle, per permettere ai commissari di rimuovere in tutta sicurezza la Red Bull, non rispettate da Raikkonen che più avanti (giro 16) viene sanzionato con uno stop&go (10 secondi di penalità). Il primo fra i big a fermarsi ai box per la sosta è Hamilton (12° giro), seguito poi da Bottas (13°), Vettel (14°) e Raikkonen (15°) che optano per l’utilizzo della conservativa gomma soft. L’unico a scegliere la supersoft è Ricciardo.


SAFETY CAR. Dopo la sosta Vettel mette pressione a Hamilton, ma nonostante l’ausilio del DRS non riesce a superare la Mercedes numero 44. Scontata la penalità, Raikkonen rientra in pista settimo, mettendosi alla caccia di Ocon e Hulkenberg. Poco dopo finisce sotto la lente d'ingrandimento dei commissari anche Perez, penalizzato di 5” per aver tagliato la chicane all’altezza di Les Combes dopo il sorpasso su Grosjean. Proprio il messicano, nel corso della 29 tornata, in lotta con il compagno di squadra Ocon, lo stringe a muro sul rettilineo opposto a quello dei box. Il contatto è inevitabile, con entrambi che danneggiano le rispettive monoposto e sono costretti a rientrare ai box: Perez fora la posteriore destra, Ocon rompe l’ala anteriore. Con detriti sparsi per la pista, è inevitabile l’ingresso in pista della Safety Car

TUTTI AI BOX. Approfittando della neutralizzazione, i box tornano ad affollarsi per il cambio gomme. Il leader Hamilton monta nuovamente le soft, mentre Vettel azzarda le ultrasoft. Anche Bottas, come il teammate Hamilton, opta per le gomme dure mentre Ricciardo e Raikkonen (salito in quinta posizione dopo i sorpassi su Ocon e Hulkenberg) vanno sulle più morbide. 

VETTEL TENTA L'AFFONDO. Dopo 5 giri, nei quali Hamilton si lamenta per la durata in pista della Safety Car ("E' ridicolo questo, non c'è più nessun detrito", il commento dell'inglese), la gara (giro 33) torna nella sua valenza agonistica con Vettel che tenta il colpaccio, provando il sorpasso su Hamilton che però riesce a difendersi bene sul lungo rettilineo del Kemmel. Al contrario di Bottas che scivola in quinta posizione dopo il doppio sorpasso subito da Ricciardo e da Raikkonen. Dopo pochi giri, malgrado una gomma più performante, Vettel non riesce più a impensierire Hamilton, a suo agio con le gomme soft, che taglia il traguardo in prima posizione conquistando la 58ma vittoria in carriera (terza a Spa) nel giorno del suo 200° GP. L’inglese dimezza così il gap iridato esistente con il diretto rivale, sceso ora a 7 punti. Bicchiere comunque mezzo pieno per Ferrari e per Vettel, attesi tra una settimana dalla gara di Monza dove potranno contare sul tifo della marea rossa che affollerà le tribune del tracciato brianzolo. 



Serie A: Juve di scena a Marassi contro il Genoa

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di PIERO LADISA – Archiviata la prima trionfale giornata di campionato, dove ha battuto con un sonoro 3-0 il Cagliari, smaltendo così la delusione patita in Supercoppa Italiana, la Juve quest’oggi sarà impegnata a Marassi dove alle 18:00 affronterà il Genoa. Una trasferta, la prima stagionale, non certo agevole per Madama dove lo scorso anno subì l’onta della sconfitta. 

Un monito in più per tenere alta la tensione, come sottolineato da Max Allegri nella conferenza stampa della vigilia: “Abbiamo sempre faticato con loro, lo scorso hanno ce ne fecero tre in 27 minuti. Non dobbiamo farci trovare impreparati, troveremo un Genoa agguerrito. Dobbiamo vincere per regalarci una serena sosta di campionato”.

QUI JUVE. Tranne Marchisio (problemi al ginocchio sinistro, out per 3/4 settimane) e Asamoah (esclusione legata al mercato, potrebbe essere ceduto al Galatasaray), Allegri può contare su tutta la rosa a disposizione. Il tecnico bianconero riproporrà nuovamente il 4-2-3-1. La linea difensiva davanti a Buffon sarà costituita da Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro. A centrocampo spazio al tandem formato da Khedira e Pjanic. Per quel che concerne il fronte offensivo, Cuadrado, Dybala e Mandzukic agiranno alle spalle del Pipita Higuain.

F1. GP Gran Bretagna: Hamilton domina Silverstone, problemi alle gomme per le Ferrari

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di PIERO LADISA – Lewis Hamilton cala il pokerissimo. L’inglese vince per la quinta volta (quarta consecutiva) il Gran Premio di Gran Bretagna, mandando in visibilio la marea di connazionali giunti a Silverstone per sostenerlo. Una gara dominata dall’inizio alla fine, che rilancia Hamilton nel Mondiale ora a solo un punto dal leader Sebastian Vettel (solo 7°, costretto a una sosta suppletiva per il dechappamento dell’anteriore sinistra). La Mercedes conclude così un weekend da sogno grazie anche al secondo posto conquistato da Valtteri Bottas (partito 9°). Completa il podio la Ferrari di Kimi Raikkonen (afflitto anch'egli da un problema alla gomma del compagno di squadra). Alle spalle della Top Three ci sono le Red Bull di Max Verstappen e Daniel Ricciardo (grande rimonta dell’australiano, al via dalla 19ma piazza). Seguono Nico Hulkenberg, Vettel, le Force India di Ocon e Perez, con Felipe Massa che chiude la zona punti. 

SUBITO SAFETY CAR. Subito un colpo di scena nel giro di ricognizione, con la Renault di Jolyon Palmer costretta a fermarsi lungo la pista. Procedura di partenza abortita e nuovo start. Al via Hamilton conserva la posizione, così come Raikkonen, mentre Vettel deve cedere il terzo posto a Verstappen. A centro gruppo è battaglia tra le Toro Rosso di Sainz e Kvyat, con lo spagnolo che nel contatto con il russo (poi penalizzato) ha la peggio, riportando il ritiro. L’incidente tra i due "torelli" costringe la direzione gara all’ingresso in pista della Safety Car, per permettere ai commissari di pista di rimuovere i detriti presenti nel tratto di pista incidentato. 

RIPARTENZA. La Safety Car riprende la via dei box al termine del quarto passaggio. Nei giri successivi alla ripartenza, Hamilton inizia a imprimere il proprio ritmo, creando margine tra se e Raikkonen, unico tra i presenti in pista a replicare ai tempi dell’inglese. Alle spalle del duo di testa, si scatena la battaglia tra Verstappen e Vettel che danno via a un accesso duello al 13° passaggio: l’olandesino riesce a resiste agli attacchi del tedesco conservando la posizione. Bottas intanto riesce a recuperare posizioni salendo al quinto posto, con Ricciardo che si appresta, sorpasso dopo sorpasso, ad entrare in zona punti. 

VALZER DEI PIT-STOP. Il primo tra i top a effettuare il cambio gomme è Vettel (18° giro, passando da supersoft a soft), che tenta così il classico degli undercut su Verstappen. La strategia adottata dal muretto box della Rossa da i frutti sperati al giro successivo, con Vettel che si ritrova davanti all’olandesino dopo il pit di quest’ultimo. Tra giro 24 e 25 sono Raikkonen e Hamilton ad effettuare la sosta, con l’inglese che riesce a mantenere la leadership sul teammate Bottas, salito al secondo posto non essendosi ancora fermato (partito con le soft). 

L'ordine di arrivo del GP

MARTELLO HAMILTON.
Dopo il cambio gomme, Hamilton ritorna a spingere, aumentando così il gap da Bottas, entrato ai box al 32° passaggio (gomme supersoft per il finlandese) come Ricciardo (soft). Il finlandese della Mercedes rientra in pista al quarto posto alle spalle di Hamilton, Raikkonen e Vettel, mentre l’australiano della Red Bull scivola dal sesto al decimo posto. Con gomme più prestazionali, Bottas si avvicina giro dopo giro a Vettel che supera nel corso del 43° passaggio (dopo un precedente tentativo andato a vuoto), con il tedesco che inizia ad avvertire problemi di blistering alle anteriori. 

PROBLEMA PER LE ROSSE. Dopo poco, a pochi giri dalla conclusione, entrambe le Ferrari subiscono il problema dell’anteriore sinistra. Ad avere la peggio è Vettel, scivolato dal quarto al settimo, con il fondo della vettura danneggiato dopo il giro di rientro ai box su tre ruote per il cambio gomme. Raikkonen invece riesce a conservare il podio, grazie alla contemporanea sosta di Verstappen, malgrado la seconda posizione persa su Bottas. Ricciardo nel frattempo mette a segno gli ultimi definitivi sorpassi in pista su Massa, sulle Force India e su Hulkenberg che lo portano fino alla sesta piazza finale. 

GP DA DIMENTICARE. Il podio ottenuto con il solo Raikkonen è una magra consolazione per la Ferrari che vede la Mercedes prendere il largo nei costruttori (+55 il vantaggio della Stella sul Cavallino), mentre Hamilton è pronto a cercare il sorpasso iridato su Vettel (un solo punto tra i due) già dal prossimo appuntamento in programma all’Hungaroring il 30 luglio. 

F1. GP Spagna, trionfo di Hamilton che precede la Ferrari di Vettel

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di PIERO LADISA – È stato il weekend di Lewis Hamilton: pole position, vittoria, giro veloce. L’inglese, dopo la performance al di sotto delle aspettative nell’ultima gara di Sochi, era chiamato al pronto riscatto al Montmelò dove ha risposto presente conquistando il Gran Premio di Spagna. Non è stato un successo agevole per l’inglese che ha dovuto recuperare la posizione persa in partenza su Sebastian Vettel (2°), andando a superare l’alfiere della Ferrari nel corso del giro 44. Una grandissima gara da parte dei due contendenti alla corona iridata (Vettel conserva la testa del Mondiale, con 6 punti di vantaggio su Hamilton) che hanno lasciato solo le briciole al resto del gruppo: il primo degli “umani”, Daniel Ricciardo, è giunto ad oltre 1”10. Costretti al ritiro Kimi Raikkonen, Max Verstappen e Valtteri Bottas. 

La corsa ha riservato prontamente emozioni e colpi di scena. Al via Hamilton non è riuscito a conservare la prima posizione, venendo sopravanzato da Vettel. L’inglese inoltre ha dovuto tenere a bada anche Bottas che ha cercato di impensierirlo, con il finlandese che innesca una carambola che coinvolge il connazionale Raikkonen e la Red Bull di Max Verstappen che sono costretti al ritiro per la rottura della sospensione. Alonso, scattato dalla 7° piazza, scivola all’11° posto dopo un contatto con la Williams di Felipe Massa.

Passato in testa, Vettel comincia a spingere imprimendo un ritmo a cui fanno fatica a rispondere le Mercedes di Hamilton (“Non riesco a stargli dietro”, la comunicazione dell’inglese al suo ingegnere) e di Bottas. Nel frattempo impazza la battaglia tra Magnussen e Sainz per l’ottava posizione, con i due che lottano anche in pit-lane, durante la prima sosta, venendo quasi al contatto. 

Il primo dei top a sostituire gli pneumatici è Vettel (giro 14) che non cambia mescola montando nuovamente le soft. Il tedesco, rientrato quarto alle spalle di Ricciardo, non ci mette molto a sopravanzare la Red Bull numero 3 dell’australiano, con il sorpasso che va in porto due tornate dopo. Hamilton invece allunga il suo primo stint, prendendo la corsia dei box solamente al termine della tornata 20. Rispetto a Vettel il tre volte campione del mondo monta gomme medie, optando per una strategia più conservativa almeno in quel segmento di gara. 

Bottas dunque resta l’unico tra i piloti di testa a continuare, ma le sue prestazioni crollano giro dopo giro. Ne approfitta Vettel che poco dopo (giro 25) sopravanza di forza, alla staccata del rettifilo principale, la Mercedes numero 44. Il finlandese, in evidente deficit prestazionale, non può far altro che subire il sorpasso anche di Hamilton con successivo rientro ai box per montare – come il compagno di squadra – le medie. 

Nel corso del giro 34 la gara viene neutralizzata (Virtual Safety Car) per il contatto che vede coinvolte le monoposto di Vandoorne e Massa, con il belga che non può far altro che ritirarsi  - parcheggiando la propria vettura sulla ghiaia, successivamente verrà penalizzato per l'incidente con tre posizioni da scontare nel prossimo GP - dopo la rottura della sospensione. In concomitanza con l’uscita di scena della VSC (36° giro), Hamilton ne approfitta per effettuare la seconda posta, passando dalle medie alle più prestazionali soft. Al giro successivo tocca a Vettel, che invece dalle soffici passa alle medie. 

Al rientro in pista il tedesco della Ferrari difendere la prima posizione con le unghie e con i denti su Hamilton, che con le soft riesce chiaramente ad essere più veloce del rivale. Poco metri dopo Bottas è costretto ad alzare bandiera bianca a causa della rottura del motore, con Ricciardo che sale così in terza posizione. Il sorpasso di Hamilton su Vettel è solo rimandato e arriva all’inizio del 44° giro, con l’inglese che (ri)agguanta la leadership: il tedesco non riesce ad opporre resistenza ed è costretto ad osservare la Mercedes W08 sfrecciargli davanti. 

Nei giri seguenti Hamilton riesce ad allungare su Vettel distanziandolo di circa tre secondi, con il tedesco che dopo il GP di Russia ha una nuova incomprensione con Massa che non lo favorisce in fase di doppiaggio. È l’ultimo sussulto di una gara che vede Hamilton tornare al successo dopo tre gare, seguito da Vettel e da Ricciardo al primo podio stagionale. Grande prestazione della Force India, che centra il 4° e 5° posto con Perez e Ocon. Sesto un ottimo Hulkenberg che precede uno straordinario Pascal Wehrlein (7° nonostante abbia scontato una penalità), che permette alla Sauber di guadagnare i primi punti iridati. Completano la Top Ten le Toro Rosso di Sainz e di Kvyat (9° dopo essere partito dall’ultima fila) e la Haas di Grosjean. Fuori dalla zona punti Alonso, che fa comunque festa sventolando la bandiera spagnola nel giro di rientro. 

Il prossimo GP è in programma a Monaco il 28 maggio, dove si preannuncia una nuova battaglia tra Vettel e Hamilton.



F1. GP Australia, Vettel riporta al successo la Ferrari

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di PIERO LADISA – La prima alba della nuova stagione si tinge di rosso Ferrari. Nel Gran Premio d’Australia, svoltosi a Melbourne sul tracciato cittadino dell’Albert Park, la scuderia del Cavallino centra il successo con Sebastian Vettel a due anni di distanza dall’ultimo acuto (GP Singapore 2015). Dopo le ottime impressioni destate nei test invernali, la Ferrari sbanca la terra dei Canguri dove era attesa alla classica prove del nove. Chiaramente la strada da percorrere è ancora lunga, ma la SF70-H è una monoposto nata bene (bilanciata e veloce), che ora dovrà mostrare il proprio grado di competitività anche su circuiti più veritieri e probanti come quelli di Shanghai (Cina) e Sakhir (Bahrain) che ospiteranno le prossime tappe del campionato. Accantonato uno scialbo 2016, chiuso con un raccapricciante zero alla casella delle vittorie, sembrava utopistico vedere una Ferrari dettare legge in pista e dare paga alla Mercedes. E invece la prima gara del 2017 ha sovvertito questa tesi. Il successo odierno è anche figlio del nuovo corso “orizzontale”, basato sul “made in Italy” con Mattia Binotto al vertice della direzione tecnica, varato a Maranello dal presidente Sergio Marchionne, che sembra (finalmente) dare i risultati sperati. 

LA PARTENZA. L’inizio della gara, abortita al primo tentativo per lìerrato posizionamento in griglia della Renault di Nico Hulkenberg, vede scattare ottimamente Lewis Hamilton che mantiene la leadership seguito da Vettel. Alle loro spalle Valtteri Bottas difende la terza piazza, con Kimi Raikkonen costretto agli straordinari per recuperare il quarto posto soffiatogli momentaneamente da Max Verstappen. In fondo al gruppo non mancano i contatti, con l’incidente che vede coinvolti la Sauber di Marcus Ericsson e la Haas di Kevin Magnussen. L’idolo di casa Daniel Ricciardo è costretto a scendere in pista con un giro di ritardo, dopo i problemi palesati al cambio (già sostituito in precedenza) prima della gara, che costringono agli straordinari i tecnici della Red Bull. 

LA SVOLTA. Hamilton e Vettel fanno l’andatura, creando un autentico vuoto alle loro spalle. Proprio l’inglese è il primo tra i top a rientrare ai box per il cambio gomme al giro 17, montando le soft (la mescola più dura portata dalla Pirelli in Australia). Rientrato 5° alle spalle di Verstappen, l’inglese non riesce a sopravanzare l’olandesino. Secondi preziosi che Hamilton paga qualche tornata dopo, quando Vettel (giro 22) effettua la propria sosta. Al rientrato in pista la SF70-H numero 5 è davanti alla W08 del britannico: ecco la svolta che indirizza la gara verso il trionfo rosso. Da quel momento in poi Vettel diviene imprendibile per la concorrenza, con Hamilton particolarmente nervoso via radio (diverse le comunicazioni avute con il proprio ingegnere) per il comportamento delle gomme e che si ritrova a dover difendere la seconda posizione dal compagno di squadra Bottas, che con il 3° posto conquistato quest’oggi ottiene il podio alla gara di esordio in Mercedes. 

GLI ALTRI. Alle spalle della top three c’è la Ferrari di Kimi Raikkonen, autore – malgrado il giro più veloce stampato nel finale – di una gara anonima senza spunti. Il finlandese precede Verstappen. Quinto con l’unica Red Bull superstite in pista, visto il ritiro di Ricciardo che conclude nel peggiore dei modi il weekend di casa. Oltre all’australiano figurano nell’elenco dei ritirati anche Alonso, Magnussen, Stroll (all’esordio in F1), Ericsson, Palmer e Grosjean. Bene Massa che coglie il sesto posto al ritorno nella top class. Chiudono la top ten Perez, le Toro Rosso di Sainz e Kvyat e Ocon, con il francese della Force India che conquista i primi punti iridati. Merita una menzione particolare Antonio Giovinazzi, chiamato ieri dalla Sauber a sostituire Pascal Wehrlein, ancora sofferente dopo l’incidente che lo ha visto protagonista nella Race of Champions svolta a Miami lo scorso mese di gennaio. Il pilota di Martina Francese ha svolto una buona gara senza sbavature, macinando chilometri ed esperienza, che lo ha portato fino al 12° posto finale.

Il Mondiale di Formula Uno torna il 9 aprile con il Gran Premio della Cina.