Xylella, Mazzei: “Centrosinistra inqualificabile”
LECCE - “Non ci sono parole per descrivere le responsabilità del centrosinistra anche sul caso della Xylella: non solo i ritardi nel dichiarare lo stato di emergenza dopo un anno dall’esplosione dell’infezione, ma non hanno nemmeno verificato la sussistenza dei requisiti necessari per l’emanazione del decreto ministeriale. Siamo scioccati da tanta inqualificabile sciatteria e ci possiamo solo unire al grido di dolore e di rabbia degli olivicoltori davanti al governo della Puglia più folle e incompetente che la storia possa ricordare”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei.
“Non è che devono andare a casa – aggiunge - perché non basta: ci devono andare di corsa. Devono nascondersi! Non si può sentire che oltre al danno, per gli olivicoltori arrivi anche la beffa: costretti a compiere interventi a loro carico, tenendo registri ed altre incombenze. È pura follia, un’ingiustizia perpetrata ai danni di chi ha già dovuto subire le conseguenze di una politica che agisce a rallenty e sempre a tempo scaduto. È intollerabile e politicamente a dir poco insensibile imporre ulteriori sacrifici a un settore in ginocchio, scaricando sui cittadini il prezzo delle proprie inefficienze”.
“Vendola, Nardoni, Emiliano – conclude Mazzei - basta distruggere la Puglia, andate a casa”.
“Non è che devono andare a casa – aggiunge - perché non basta: ci devono andare di corsa. Devono nascondersi! Non si può sentire che oltre al danno, per gli olivicoltori arrivi anche la beffa: costretti a compiere interventi a loro carico, tenendo registri ed altre incombenze. È pura follia, un’ingiustizia perpetrata ai danni di chi ha già dovuto subire le conseguenze di una politica che agisce a rallenty e sempre a tempo scaduto. È intollerabile e politicamente a dir poco insensibile imporre ulteriori sacrifici a un settore in ginocchio, scaricando sui cittadini il prezzo delle proprie inefficienze”.
“Vendola, Nardoni, Emiliano – conclude Mazzei - basta distruggere la Puglia, andate a casa”.
