Manovra: frenata su deficit, a 2,1% nel 2020. Moscovici: "Buon segnale"

(ANSA)
ROMA - In serata c'è stato un nuovo vertice a cui hanno partecipato il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, e il ministro dell'Economia, Tria. Il rapporto deficit/Pil sarà fissato al 2,4% nel 2019, poi scenderà al 2,1% nel 2020 e all'1,8% nel 2021, è emerso al termine della riunione.

Moscovici e Di Maio
Il rapporto deficit/Pil resta al 2,4% "sicuramente per il 2019", "per il "2020 e il 2021 stiamo vedendo di accelerare l'abbassamento del rapporto con un intervento massiccio di tagli agli sprechi, di previsione della crescita più alta e di valorizzazione degli investimenti": così il vicepremier Luigi Di Maio incontrando i cronisti a Montecitorio.

Nella manovra, ha continuato il vicepremier, "deve restare tutto quello che abbiamo promesso agli italiani. Altrimenti non ha senso andare avanti".

Intanto la Borsa di Milano chiude la seduta in rialzo dopo la frenata del Governo sul deficit. Il Ftse Mib segna un +0,84% a 20.736 punti.


La revisione della traiettoria del deficit dimostra che "l'Italia ha compreso i timori dell'Ue": a dichiararlo il Commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, che giudica "un buon segnale la revisione dei conti".

Moscovici ha parlato durante una conferenza del Forum delle Americhe a Parigi, secondo quanto riferisce su Twitter la corrispondente di Bloomberg, Maria Tadeo. “Gli italiani hanno scelto un governo decisamente euroscettico e xenofobo che, sulle questioni migratorie e di bilancio, sta cercando di sbarazzarsi degli obblighi europei”, ha aggiunto il commissario.