Maltempo, +31% bombe d’acqua in Italia nel 2020


ROMA - Dall’inizio dell’anno ad oggi lungo la Penisola si sono verificati 71 nubifragi con precipitazioni violente e bombe d’acqua, con un aumento del 31% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a conferma dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con il moltiplicarsi degli eventi estremi. E’ quanto emerge da una elaborazione di Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) in riferimento all’eccezionale bomba d’acqua abbattutasi su Milano e all’ondata di maltempo che sta interessando la Lombardia, con danni anche nelle campagne.

Oltre ai disagi causati nel capoluogo meneghino, a nord di Milano e nella Brianza monzese – segnala la Coldiretti – si registrano campi sommersi dall’acqua che i terreni non riescono più a trattenere. Anche vento forte dalle prime ore della mattinata nella zona Est del Milanese con l’allettamento del mais limitato all’area della Martesana. Colpito anche il Varesotto – continua Coldiretti -, con grandinate e alberi caduti: i chicchi di ghiaccio si sono abbattuti su coltivazioni orticole e cerealicole. A Como e Lecco è stata la pioggia forte ad allagare fondi e strade, anche se non sono mancate grandinate verso la Bassa Comasca.

Per i sottopassi allagati – spiega Coldiretti - i produttori di Campagna Amica provenienti dal Lecchese hanno avuto difficoltà a raggiungere i luoghi dei mercati contadini di Erba (Como) e Limbiate (Monza Brianza). Nel bresciano piogge intense stanno interessando un po’ tutta la provincia con problemi di allagamenti e fognature tracimate. Nell’area di Verolanuova – prosegue il monitoraggio della Coldiretti – la furia del vento ha spianato il mais pronto per la raccolta, che è stato atterrato anche a Manerbio. Trombe d’aria, acqua e grandine anche in provincia di Cremona, in particolare tra Crema, Cremasco e Soresinese: anche qui per ora si segnala mais allettato così come in alcune zone della Bergamasca.

Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

Un fenomeno aggravato dal consumo di suolo con l’abbandono delle campagne e la cementificazione che – denuncia Coldiretti – negli ultimi 25 anni ha fatto sparire il 28% delle campagne. L’erosione di territorio agricolo a beneficio di asfalto, edifici e capannoni causa il fenomeno dell’impermeabilizzazione del terreno che non riesce ad assorbire l’acqua aumentando il rischio di alluvioni anche nei centri urbani. Il risultato – conclude la Coldiretti – è che sono saliti a 7275 i comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, il 91,3% del totale in Italia, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.
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