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Strage di Bologna, un mistero lungo 40 anni


NICOLA ZUCCARO - Bologna 2 agosto 1980. Alle 10.25 una valigetta carica di esplosivo esplode nella sala d'attesa di seconda classe della stazione ferroviaria e sotto il muro portante dell'Ala ovest. L'ordigno provoca una potente e violenta e potente onda d'urto che, demolendo parte dell'edificio centrale, si estenderà con il suo scoppio, fino ai 30 metri di pensilina del binario 1, dove nel contempo era sopraggiunto il treno Ancona-Basilea. L'esplosione provoca 85 morti e 200 feriti trasformando, improvvisamente, il principale snodo ferroviario d'Italia in un inferno dinanzi al quale viene rapidamente mobilitata la macchina dei soccorsi.

I medici richiamati dalle ferie nel primo sabato del mese tradizionalmente riservato alle vacanze estive prestano assistenza e allestiscono un pronto soccorso all'interno del Bus n.37 della linea urbana. Viaggiatori e comuni cittadini presenti nelle vicinanze della stazione, insieme alle ambulanze giunte sul luogo della tragedia, fanno da spola con gli ospedali di Bologna per trasportare i feriti, alcuni dei quali successivamente deceduti per le complicazioni provocate dalle ferite. Arriva anche l'Esercito per liberare dalle macerie i corpi rimasti sepolti sotto di esse.

Alle 17.30 giunge da Roma Sandro Pertini che, con voce rotta dal pianto, dichiarerà: "Non ho parole, siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia". L'affermazione del presidente della Repubblica consegnerà alla Strage di Bologna, per l'elevato numero di vittime, il primo posto nella tragica graduatoria degli attentati dinamitardi compiuti nel secondo dopoguerra italiano, dopo la Strage di Piazza Fontana (Milano, 12 dicembre 1969), di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974) e del treno Italicus (4 agosto 1974). Quanto alle cause dell'attentato, dopo aver scartato l'ipotesi iniziale, legata allo scoppio di una caldaia, il 3 agosto con la rivendicazione dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) al quotidiano l'Unità, si evince la chiara matrice terroristica della strage, legata all'eversione di estrema destra.

Ma la strage del 2 agosto 1980, pur con l'avviso di chiusura delle indagini notificato dalla Procura della Repubblica di Bologna l'11 febbraio 2020, a 40 anni di distanza, resta ancora uno dei misteri italiani sia per la presunta fabbricazione militare dell'ordigno utilizzato, sia per le trame oscure che condussero all'organizzazione e alla realizzazione dell'atto terroristico.