PMI e innovazione: AI e Blockchain al servizio delle competenze e del passaggio generazionale
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| Davide Bernard |
BOLOGNA - C’è un filo che lega le imprese del nostro territorio alle sfide dell’industria contemporanea: la necessità di rendere i processi più efficienti, più controllabili, più trasparenti, senza disperdere il patrimonio di competenze costruito in decenni di lavoro. In particolare, le aziende familiari affrontano oggi una fase delicata: il passaggio generazionale, che non riguarda solo ruoli e responsabilità , ma la capacità di trasferire sapere e metodo alle nuove leve.
In questo contesto, due tecnologie emergono come strumenti operativi concreti: Intelligenza Artificiale e Blockchain. Utilizzate con pragmatismo, aiutano le PMI a tracciare, misurare, ottimizzare e trasformare l’esperienza delle persone in processi replicabili nel tempo.
Tracciabilità che crea fiducia, efficienza che riduce sprechi
La Blockchain, integrata nei flussi aziendali, consente di certificare dati, documenti, eventi di processo e responsabilità . In settori come manifattura, logistica, agroalimentare e servizi industriali, significa costruire fiducia verso clienti e partner, ridurre contestazioni e rendere più semplice dimostrare la qualità di ciò che si produce.
L’AI, invece, lavora sul “dopo”: analizza i dati, individua colli di bottiglia, suggerisce priorità e supporta decisioni più consapevoli. In sintesi, la Blockchain rende affidabile la storia di un processo; l’AI aiuta a migliorarne l’efficienza.
Un modello che nasce a Bologna e arriva a Philadelphia
È in questo perimetro che opera IQC – Pomiager, realtà emiliana con sede a Bologna e presenza ormai nazionale, che oggi spinge il proprio raggio d’azione fino agli Stati Uniti, con un ufficio a Philadelphia. L’approccio del gruppo è chiaro: partire da progetti concreti e misurabili. Molte iniziative nascono come Proof of Concept (PoC), sperimentazioni mirate su esigenze specifiche; quando il test funziona, il progetto evolve in uno sviluppo personalizzato, cucito sui processi e sulle persone dell’azienda.
I moduli di Pomiager uniscono tracciabilità , automazione, controllo e supporto decisionale, semplificando la gestione quotidiana e rendendo l’innovazione sostenibile anche per le PMI.
Il passaggio generazionale come trasferimento di sapere
Per molte aziende pugliesi, crescere tecnologicamente non è un capriccio, ma una condizione per restare competitive. L’innovazione, se non governata, rischia però di creare discontinuità tra chi “ha sempre fatto così” e chi vuole cambiare.
Qui entrano in gioco AI e Blockchain: strumenti che fanno da ponte, aiutando a trasferire competenze, condividere procedure e trasformare esperienza e intuizioni in strumenti comprensibili per chi entra oggi in azienda.
«Per me parlare di innovazione al Sud non è solo un tema professionale, è una questione di radici», racconta Davide Bernard, Account Manager di IQC originario di Bari. «La Puglia ha imprese con capacità straordinarie e una cultura del lavoro fortissima. Serve un supporto che metta ordine, protegga il know-how e lo renda trasferibile, senza snaturare l’identità dell’azienda».
Tecnologia che accompagna, non che impone
Per le PMI, non si tratta di inseguire la complessità , ma di costruire un percorso sostenibile: partire da ciò che serve, ridurre sprechi, dare certezza ai dati, migliorare la qualità delle decisioni. In Puglia, dove molte aziende conservano una forte impronta familiare, AI e Blockchain possono diventare alleate naturali: non per cambiare tutto da un giorno all’altro, ma per crescere con metodo, consolidare il valore creato e proiettarlo nel futuro, anche oltre i confini regionali e nazionali.
