Il diritto in scena: “Il dramma di un giudice” di Domenico Triggiani al Dipartimento Jonico dell’Università di Bari


VITTORIO POLITO
- Il Dipartimento Jonico in “Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: Società, Ambiente, Culture” dell'Università di Bari Aldo Moro arricchisce la propria offerta formativa con una iniziativa che coniuga arte drammatica e cultura giuridica.

Il 13 aprile 2026, alle ore 14.00, nell'Aula 1 del Dipartimento (Taranto, Ex Convento di San Francesco, Via Duomo 259), si svolgerà l'incontro di presentazione del progetto di Laboratorio teatrale per gli studenti dei Corsi giuridici di “Giurisprudenza” e di “Scienze giuridiche per l'immigrazione e l'interculturalità nelle pubbliche amministrazioni” dedicato alla lettura e alla recitazione de “IL DRAMMA DI UN GIUDICE”, un lungo atto unico del drammaturgo e scrittore barese Domenico Triggiani (1929-2005).

L’opera, vincitrice del Premio Gastaldi 1961 per il Teatro, trasmessa in quattro puntate dalla RAI su Radio2 nel 1982 con la regia di Luigi Angiuli e la partecipazione, tra gli altri, di Carmela Vincenti, Mario Mancini e Lucia Zotti, già ripubblicata nel 1983 dalle Edizioni Levante, è stata da ultimo nuovamente pubblicata nel volume in tre tomi “A spasso nel Teatro di Domenico Triggiani - Opere in lingua e in dialetto barese”, a cura di Nicola Triggiani e Rosa Lettini nella Collana “Leggi la Puglia” del Consiglio Regionale Pugliese, edita da Cacucci, con un mio saggio introduttivo che ricostruisce vita e opere dello scrittore, uno dei personaggi cardine della cultura barese, e non solo.

Il volume è stato presentato al Festival “Lungomare di Libri 2025” e al Festival internazionale “Il Libro Possibile 2025” di Polignano a Mare.

L’azione si svolge nella Camera di Consiglio del Palazzo di Giustizia di Milano, dove è riunita la Corte di Assise per giudicare un ingegnere imputato di omicidio in base ad un documento trovato addosso alla vittima. Un colpo di scena finale porterà ad una decisione insospettata.

Si tratta di un atto unico di grande originalità, con un dialogo vivo e incalzante, ricco di sorprese. Un’opera altamente drammatica e profondamente umana, sicuramente una delle più consistenti scritte dall’autore, come ha affermato il critico Franco Perrelli su questo giornale.

Tra le tante, lusinghiere recensioni dell’opera, quella del giornalista e scrittore Gianni Custodero sulla rivista mensile di attualità, costume, cultura, turismo, arte, moda “Scena illustrata” (Roma, 1982): “C’è sempre, nella vita di un uomo, un’esperienza che lascia il segno. A volte non abbiamo il coraggio di confessare neppure a noi stessi il bisogno di sciogliere un nodo inquietante che ci portiamo dentro, di rileggere una zona d’ombra della nostra esistenza. Nel momento in cui, però, si tratta di decidere il destino di un altro uomo, riemergono dal profondo di un antico senso di colpa interrogativi ed incertezze. È questo – nel nostro caso – “Il dramma di un giudice” che Domenico Triggiani propone in un atto unico sobrio, lineare, senza sbavature o concessioni all’effetto facile. Di fronte ad eventi che appartengono alla storia, c’è un risvolto nel vissuto degli uomini che vi hanno partecipato. Può anche essere un segno di sangue. È comunque una chiave di lettura per un caso di coscienza”.

Da segnalare anche quella di Antonio Tiberio sul periodico indipendente di vita giudiziaria, forense, culturale e attualità varia “Il Corriere giudiziario” (Bari, 1983): «Nell’atto unico “Il dramma di un giudice”, una coscienza giudicante si sdoppia per giudicare sé stessa, questa volta, attraverso un riflessivo processo, tormentante, fatto di dubbi, inquietudini, paure, che sono quelle non solo del magistrato, ma dell’uomo in genere».

Il laboratorio teatrale, inserito nell’ambito delle attività didattiche e seminariali del Dipartimento, si propone di esplorare le dimensioni etiche, umane e sociali dell’Amministrazione della Giustizia attraverso il linguaggio del teatro.

Il percorso sarà guidato dai professori Stefano Vinci e Laura Costantino, che cureranno l’inquadramento storico-giuridico e critico del testo. A dare corpo e voce alla messa in scena sarà la preziosa partecipazione di Giovanni Guarino, esponente di spicco del “CREST” (Collettivo Ricerche Espressive Sperimentali Teatrali), che condurrà gli studenti nelle tecniche di lettura espressiva e recitazione.

Il laboratorio non mira solo alla formazione teatrale, ma si configura come uno strumento pedagogico innovativo per analizzare la figura del magistrato:

  1. sviscerare i dilemmi morali e la responsabilità sociale descritti da Domenico Triggiani;
  2. migliorare la comunicazione, sviluppando le doti oratorie e la presenza scenica, competenze fondamentali per la futura professione forense;
  3. sperimentare l’empatia, comprendendo il “fatto giuridico” attraverso l’interpretazione dei personaggi.

Il ciclo si articolerà in una serie di appuntamenti laboratoriali dove la teoria lascerà spazio alla pratica. Gli studenti saranno coinvolti direttamente nella lettura drammatizzata del testo, fino a giungere a momenti di vera e propria azione scenica.

Il programma della giornata del 13 aprile prevede, dopo i saluti istituzionali del prof. Paolo Pardolesi, direttore del Dipartimento Jonico, i seguenti interventi: prof.ssa Laura Costantino, coordinatrice dei corsi di studio giuridici del Dipartimento Jonico; prof. Stefano Vinci, ordinario di Storia del diritto medievale e moderno; prof. Aurelio Arnese, associato di Diritto romano; prof. Nicola Triggiani, ordinario di Diritto processuale penale; Giovanni Guarino, attore del CREST.