Maltempo in Puglia: la Regione chiede lo stato di emergenza nazionale dopo gli eventi del 31 marzo–3 aprile


BARI – La Giunta regionale ha deliberato la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale, a seguito dei gravi eventi meteorologici che hanno colpito la Puglia tra il 31 marzo e il 3 aprile 2026.

La decisione punta anche all’attivazione di finanziamenti straordinari per fronteggiare i danni causati da piogge intense, venti di burrasca e fenomeni idrogeologici diffusi che hanno interessato l’intero territorio regionale.

Secondo la relazione tecnica, gli eventi hanno provocato crolli di strutture, abbattimento di alberi, allagamenti urbani ed extraurbani, esondazioni di corsi d’acqua e canali, rotture di argini, frane e smottamenti. In diversi casi si è registrato il collasso della viabilità stradale e l’isolamento temporaneo di alcuni centri abitati.

Particolarmente critica la situazione dei bacini e degli invasi regionali, tra cui Occhito, San Giuliano e Capaccio, che hanno raggiunto livelli prossimi allo sfioro, attivando le procedure di preallerta e allerta previste dai piani di emergenza dighe.

I danni hanno interessato anche il tessuto economico-produttivo, in particolare il comparto agricolo, oltre a infrastrutture pubbliche e private, veicoli e reti di servizi essenziali come energia e trasporti.

La Regione ha avviato la ricognizione dei danni per quantificare le risorse necessarie sia per gli interventi di emergenza già effettuati sia per il ripristino delle condizioni di sicurezza. Contestualmente sono in corso valutazioni per il riconoscimento dello stato di calamità naturale in ambito agricolo e zootecnico.

Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha sottolineato la natura eccezionale dell’evento, definendolo una manifestazione estrema degli effetti dei cambiamenti climatici: “Siamo passati da mesi di siccità a precipitazioni intense che hanno messo sotto pressione territori non ancora adeguatamente preparati”.

Decaro ha inoltre evidenziato il ruolo della macchina dei soccorsi, della Protezione civile e delle strutture operative impegnate nella gestione dell’emergenza, annunciando l’avvio di interventi urgenti per il ripristino della viabilità nelle aree più colpite della Capitanata e del Subappennino dauno.

L’assessora regionale alla gestione delle emergenze Debora Ciliento ha ringraziato il sistema regionale di Protezione civile per la rapidità di intervento e il coordinamento delle operazioni, sottolineando la necessità di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra istituzioni e strutture operative.

Durante i giorni più critici, il sistema regionale di Protezione civile ha monitorato costantemente l’evoluzione dei fenomeni attraverso il Centro Funzionale Decentrato, la Sala Operativa Integrata Regionale e il raccordo con il Dipartimento nazionale, le Prefetture e i Vigili del fuoco. Particolarmente rilevante anche il contributo del Numero Unico di Emergenza 112, che ha gestito un aumento significativo delle chiamate.

La Regione ora attende la decisione del Governo sul riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, passaggio necessario per l’attivazione delle risorse straordinarie e la pianificazione degli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio.