Maltempo nel Foggiano, chiesto lo stato di calamità: crolla un ponte sulla Statale 16


FOGGIA – Il presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, ha firmato la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale a seguito dell’ondata di maltempo che sta colpendo duramente il territorio.

La richiesta è stata inviata alla Regione Puglia e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di ottenere risorse straordinarie per far fronte ai danni causati da piogge incessanti, esondazioni e smottamenti.

Nelle ultime ore si è registrato anche il crollo di un ponte lungo la Strada Statale 16 Adriatica, nel tratto tra Montenero di Bisaccia e San Salvo, aggravando ulteriormente la situazione dei collegamenti tra le regioni.

Secondo quanto riferito da Nobiletti, i danni sono ingenti: attualmente sono circa 15 le strade chiuse o parzialmente inagibili tra Gargano, Monti Dauni, Tavoliere e area del Fortore. Ponti, attraversamenti e tratti stradali risultano ceduti o allagati, evidenziando la fragilità idrogeologica del territorio.

“Si tratta di un dissesto che si ripete ogni volta che arriva un’allerta seria – ha dichiarato il presidente –. Le risorse attuali sono insufficienti rispetto all’estensione della provincia e alla complessità della rete viaria, che conta quasi 3mila chilometri e oltre 800 tra ponti e viadotti”.

Intanto resta alta l’attenzione sul territorio. I Vigili del fuoco e la Protezione civile monitorano l’innalzamento del torrente Candelaro nelle campagne di Manfredonia, dove il livello dell’acqua è in crescita ma ancora sotto controllo.

Persistono criticità anche nel Subappennino Dauno: la strada provinciale 126 è chiusa nei pressi di Celle di San Vito a causa di una frana in espansione, mentre risultano interrotti i collegamenti verso Faeto, tra i comuni più alti della regione. Nonostante l’isolamento temporaneo di alcune aree, al momento non si registrano emergenze per la popolazione.

La situazione resta sotto costante monitoraggio, mentre le istituzioni locali chiedono interventi strutturali e risorse adeguate per prevenire future emergenze.