Roma, fomazione e lavoro: alla Camera il confronto sulla Manovra 2026


ROMA – A distanza di alcuni mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, istituzioni, imprese e mondo accademico si sono confrontati alla Camera dei Deputati sugli effetti concreti delle nuove misure su lavoro, produttività e sistema economico. È questo il cuore dell’evento “Impatto Formazione Lavoro”, ospitato nella Sala Giuseppe Tatarella di Palazzo Gruppi Parlamentari e promosso da Training Academy del Gruppo G&A, che ha acceso i riflettori in particolare sulle micro, piccole e medie imprese e sul ruolo sempre più centrale della datorialità.

Al dibattito hanno partecipato esponenti delle principali commissioni parlamentari e professionisti del settore: Andrea Mascaretti (Bilancio), Guerino Testa (Finanze) e Andrea Volpi (Lavoro), insieme a Elbano De Nuccio, Francesco Amendolito, Gianfranco Ginefra, Alfredo Baldassarri e Antonio Capitani. A moderare l’incontro è stata Enrica Bellomo, direttore generale di G&A Holding, che ha orientato il confronto verso una lettura concreta delle misure e delle loro ricadute sul tessuto produttivo.

Tra i temi centrali, le misure introdotte dalla Manovra 2026 sui premi di risultato e sugli strumenti di incentivazione:

• riduzione dell’imposta sostitutiva

• aliquota agevolata all’1% per il biennio 2026-2027

• innalzamento del limite agevolabile fino a 5.000 euro

Interventi pensati per sostenere la produttività e incentivare modelli organizzativi più efficienti. Tuttavia, dal confronto è emerso come tali strumenti, pur rilevanti, non siano sufficienti da soli a garantire una crescita strutturale. I dati illustrati nel corso dell’incontro evidenziano infatti una correlazione significativa tra welfare aziendale e incremento del fatturato, soprattutto nelle PMI che adottano politiche di valorizzazione del capitale umano.

PMI e datorialità: il nodo strutturale

Proprio le micro, piccole e medie imprese sono state al centro del dibattito. In questo segmento, la figura del datore di lavoro assume un ruolo strategico non solo gestionale, ma anche culturale e organizzativo. La datorialità emerge così come una leva fondamentale: capacità di visione, investimento sulle persone e costruzione di modelli resilienti diventano elementi indispensabili per affrontare un mercato in continua evoluzione.

Formazione e competenze: il vero fattore competitivo

Uno dei punti più critici riguarda la formazione continua.Nonostante le misure introdotte dalla Manovra, permangono difficoltà nell’attivazione di percorsi strutturati di sviluppo delle competenze, soprattutto per alcune fasce di lavoratori, come quella tra i 40 e i 50 anni, più esposta alle trasformazioni del mercato del lavoro. Da qui l’urgenza di rafforzare politiche di upskilling e reskilling, rendendo la formazione più accessibile e integrata nei processi aziendali.

Bellomo: “La formazione è un investimento”

A guidare il confronto è stata Enrica Bellomo, che ha ribadito il valore strategico del capitale umano: “La formazione non rappresenta un costo, ma un investimento strategico per la competitività delle imprese.”

Bellomo ha inoltre sottolineato come l’efficacia delle politiche economiche dipenda dalla capacità di integrare incentivi e formazione: “Solo un approccio integrato può incidere davvero su produttività, engagement e fidelizzazione dei lavoratori.”

Un equilibrio da costruire

Il confronto alla Camera ha evidenziato un punto chiave: le misure fiscali introdotte dalla Manovra rappresentano un’opportunità, ma il loro impatto dipenderà dalla capacità di imprese e istituzioni di lavorare in modo coordinato. La crescita non si gioca solo sugli incentivi, ma sulla qualità delle competenze e sulla capacità delle imprese – in particolare delle PMI – di evolvere verso modelli più strutturati e consapevoli. Un percorso che richiede visione, investimenti e un dialogo costante tra politica e sistema produttivo, per trasformare le misure normative in sviluppo reale.