Avetrana, indagini sul suicidio della studentessa Samuela: si ipotizzano episodi di body shaming
AVETRANA - Potrebbero esserci episodi di body shaming dietro la morte di Samuela, studentessa di 18 anni deceduta ad Avetrana dopo essersi lanciata dal balcone della propria abitazione. È una delle ipotesi al vaglio della Procura di Taranto, che sta lavorando per ricostruire le circostanze che hanno portato al gesto estremo della giovane, frequentante l’ultimo anno del liceo classico di Manduria.
Su disposizione del pubblico ministero Francesco Sansobrino, i carabinieri hanno sequestrato l’iPhone della ragazza. Il dispositivo sarà sottoposto ad analisi per verificare la presenza di eventuali messaggi, chat o contenuti social utili a chiarire se la studentessa sia stata vittima di episodi di bullismo o di vessazioni legate all’aspetto fisico.
A chiedere piena luce sulla vicenda sono i genitori della diciottenne, che tramite il loro legale Cosimo Micera hanno lanciato un appello pubblico: “Chi sa qualcosa parli, ci dica cosa è successo alla nostra Samu”. Nel frattempo la comunità di Avetrana si prepara a ricordare la giovane con una messa nella chiesa madre e una veglia di preghiera.