Processo “Ambiente svenduto”, prescrizione per Nichi Vendola e altri 14 imputati

TARANTO - L’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, esce dal processo “Ambiente svenduto” relativo al presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva di Taranto. La decisione è stata presa dal collegio della Corte d’Assise del Tribunale di Potenza, presieduto dal giudice Marcello Rotondi, durante la terza udienza dibattimentale del procedimento in corso nel capoluogo lucano.

Per Vendola e altri 14 imputati il tribunale ha disposto il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. All’ex governatore pugliese erano contestati, tra gli altri reati, l’associazione per delinquere e l’omissione dolosa di cautele nell’ambito dell’inchiesta sui presunti danni ambientali provocati dallo stabilimento siderurgico dell’ex Ilva di Taranto.

Il procedimento “Ambiente svenduto” rappresenta una delle principali inchieste giudiziarie legate alla gestione ambientale e industriale dello stabilimento siderurgico di Taranto, da anni al centro del dibattito nazionale per le conseguenze sanitarie e ambientali attribuite alle emissioni industriali.