Modugno, il Comune si costituisce parte civile nel processo sul presunto voto di scambio politico-mafioso

MODUGNO - L’ex sindaco di Modugno Nicola Bonasia avrebbe ottenuto “un illecito vantaggio” dal presunto patto elettorale con il clan Parisi. È quanto sostiene l’attuale sindaco Giuseppe Montebruno, che ha annunciato la costituzione di parte civile del Comune davanti al gup Giuseppe De Salvatore, nell’ambito del processo che vede 11 persone imputate, a vario titolo, per voto di scambio politico-mafioso.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, riguarda le elezioni comunali del 2020 e ipotizza un presunto scambio di voti in cambio di denaro e promesse di assunzione. Tra gli imputati figura anche l’ex assessore Antonio Lopez, indicato dagli investigatori come presunto collegamento tra Bonasia e alcuni esponenti del clan Parisi.

Il Comune di Modugno, dopo un'ispezione prefettizia che si è conclusa senza lo scioglimento dell'amministrazione per infiltrazioni mafiose, ma con l'imposizione di misure di controllo, ha chiesto il risarcimento dei danni agli imputati.

Secondo l'atto di costituzione di parte civile, il presunto sistema illecito avrebbe alterato l'esito delle elezioni del 2020, determinando una composizione “artefatta” del Consiglio comunale e favorendo, secondo l'accusa, la permeabilità dell'ente alle organizzazioni mafiose, con conseguenze negative per l'intera comunità.

L'udienza è stata rinviata al 22 settembre, quando il giudice dovrà decidere sulle costituzioni di parte civile. Alcuni imputati, tra cui Antonio Lopez e Cristian Stragapede, hanno annunciato l'intenzione di chiedere di essere giudicati con rito abbreviato.

Le accuse dovranno ora essere valutate nel corso del procedimento e, come previsto dall'ordinamento, gli imputati sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.