Decaro ad Alessano per la terza edizione del Premio “Don Tonino Bello”: «Costruttori di pace, mai di muri»
ALESSANO – Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha partecipato questa sera ad Alessano alla cerimonia della terza edizione del Premio “Don Tonino Bello”, dedicato alla memoria del vescovo di Molfetta, figura di riferimento per il territorio pugliese e per il suo impegno a favore della pace, dell’accoglienza e del dialogo tra i popoli.
Nel corso della serata è stato premiato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, al quale Decaro ha rivolto parole di gratitudine per la sua testimonianza quotidiana in Terra Santa.
«Siamo molto lieti di riaccogliere sua eminenza il Cardinale Pizzaballa, qui in Puglia, e ancor più felici che a riportarlo qui tra noi sia il ricordo e lo spirito del nostro Don Tonino Bello», ha dichiarato Decaro.
Il presidente della Regione ha ricordato il ruolo di Don Tonino Bello, definendolo «molto di più di un vescovo, una vera e propria autorità spirituale e morale», ancora oggi fonte di ispirazione e «bussola» in un periodo segnato, secondo Decaro, da «oscurantismo culturale, sociale e politico».
Al centro dell’intervento il tema della pace e il ruolo del cardinale Pizzaballa in una Terra Santa nuovamente segnata da conflitti e sofferenze. Decaro ha fatto proprie le parole pronunciate dallo stesso cardinale: «In questo momento più che di discorsi sulla pace abbiamo bisogno di persone che siano capaci di dare testimonianza di pace».
Un richiamo diretto all’insegnamento di Don Tonino, che nel 1989 esortava: «In piedi costruttori di pace. Il popolo della pace non è un popolo di rassegnati».
«Con questo spirito, noi pugliesi omaggiamo il Cardinale Pizzaballa di questo premio – ha sottolineato Decaro – perché vogliamo riconoscerci insieme a lui testimonianza di pace, in un mondo che sembra preferire al dialogo e alla solidarietà tra i popoli, i muri e la pratica del rancore».
Nel suo intervento Decaro ha poi richiamato uno degli elementi identitari della Puglia: il Mediterraneo. «Noi siamo orgogliosi, nella nostra terra, la Puglia, di aver riconosciuto da secoli come nostro confine il mare», ha affermato, ricordando la definizione di Don Tonino del Mediterraneo come «luogo della convivialità delle differenze».
Un mare che, secondo il presidente della Regione, non deve essere percepito come una barriera, ma come uno spazio di incontro, conoscenza e scambio tra popoli.
«Per la Puglia è stato e sarà sempre luogo di incontro, di sapere, di conoscenza», ha detto Decaro. «Affinché questa resti sempre terra di accoglienza, terra di solidarietà e di dialogo. Perché noi vogliamo essere e restare costruttori di pace e mai costruttori di muri e di barriere».
Decaro ha quindi ribadito la necessità di non arrendersi di fronte alla violenza e all’odio: «Non importa se tutto intorno a noi parla il linguaggio dell’odio e della violenza. Noi non ci rassegneremo. Le nostre parole e soprattutto i nostri gesti di pace saranno più potenti».
Infine, il presidente pugliese ha ricordato l’eredità civile e spirituale lasciata da Don Tonino Bello, sottolineando il suo invito a essere protagonisti consapevoli della società, capaci di «osare la pace» e di camminare «sul passo degli ultimi».
Il premio al cardinale Pizzaballa, ha concluso Decaro, rappresenta dunque «un simbolo della nostra gratitudine» per una testimonianza nella quale «non ha mai fatto mancare né parole coraggiose né parole di pace», con l’auspicio che lo spirito di Don Tonino continui a ispirare la sua azione in Terra Santa e in ogni luogo del mondo nel quale ci sarà bisogno di «voci coraggiose e testimonianza di pace».
Nel corso della serata è stato premiato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, al quale Decaro ha rivolto parole di gratitudine per la sua testimonianza quotidiana in Terra Santa.
«Siamo molto lieti di riaccogliere sua eminenza il Cardinale Pizzaballa, qui in Puglia, e ancor più felici che a riportarlo qui tra noi sia il ricordo e lo spirito del nostro Don Tonino Bello», ha dichiarato Decaro.
Il presidente della Regione ha ricordato il ruolo di Don Tonino Bello, definendolo «molto di più di un vescovo, una vera e propria autorità spirituale e morale», ancora oggi fonte di ispirazione e «bussola» in un periodo segnato, secondo Decaro, da «oscurantismo culturale, sociale e politico».
Al centro dell’intervento il tema della pace e il ruolo del cardinale Pizzaballa in una Terra Santa nuovamente segnata da conflitti e sofferenze. Decaro ha fatto proprie le parole pronunciate dallo stesso cardinale: «In questo momento più che di discorsi sulla pace abbiamo bisogno di persone che siano capaci di dare testimonianza di pace».
Un richiamo diretto all’insegnamento di Don Tonino, che nel 1989 esortava: «In piedi costruttori di pace. Il popolo della pace non è un popolo di rassegnati».
«Con questo spirito, noi pugliesi omaggiamo il Cardinale Pizzaballa di questo premio – ha sottolineato Decaro – perché vogliamo riconoscerci insieme a lui testimonianza di pace, in un mondo che sembra preferire al dialogo e alla solidarietà tra i popoli, i muri e la pratica del rancore».
Nel suo intervento Decaro ha poi richiamato uno degli elementi identitari della Puglia: il Mediterraneo. «Noi siamo orgogliosi, nella nostra terra, la Puglia, di aver riconosciuto da secoli come nostro confine il mare», ha affermato, ricordando la definizione di Don Tonino del Mediterraneo come «luogo della convivialità delle differenze».
Un mare che, secondo il presidente della Regione, non deve essere percepito come una barriera, ma come uno spazio di incontro, conoscenza e scambio tra popoli.
«Per la Puglia è stato e sarà sempre luogo di incontro, di sapere, di conoscenza», ha detto Decaro. «Affinché questa resti sempre terra di accoglienza, terra di solidarietà e di dialogo. Perché noi vogliamo essere e restare costruttori di pace e mai costruttori di muri e di barriere».
Decaro ha quindi ribadito la necessità di non arrendersi di fronte alla violenza e all’odio: «Non importa se tutto intorno a noi parla il linguaggio dell’odio e della violenza. Noi non ci rassegneremo. Le nostre parole e soprattutto i nostri gesti di pace saranno più potenti».
Infine, il presidente pugliese ha ricordato l’eredità civile e spirituale lasciata da Don Tonino Bello, sottolineando il suo invito a essere protagonisti consapevoli della società, capaci di «osare la pace» e di camminare «sul passo degli ultimi».
Il premio al cardinale Pizzaballa, ha concluso Decaro, rappresenta dunque «un simbolo della nostra gratitudine» per una testimonianza nella quale «non ha mai fatto mancare né parole coraggiose né parole di pace», con l’auspicio che lo spirito di Don Tonino continui a ispirare la sua azione in Terra Santa e in ogni luogo del mondo nel quale ci sarà bisogno di «voci coraggiose e testimonianza di pace».

