Addio al professor Giovanni De Pergola, endocrinologo barese di fama: aveva 71 anni


BARI – È scomparso prematuramente, a causa di un male incurabile, il professor Giovanni De Pergola, endocrinologo barese di grande prestigio e punto di riferimento nel campo della medicina interna e dello studio dell’obesità. Aveva 71 anni. La notizia ha suscitato profondo cordoglio nel mondo accademico, scientifico e sanitario.

Professore associato di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Bari, De Pergola ha dedicato la sua vita professionale allo studio dell’obesità e delle sue complicanze, distinguendosi per rigore scientifico, competenza clinica e straordinarie qualità umane. Ricercatore apprezzato a livello nazionale e internazionale, lascia un’eredità scientifica testimoniata da numerose pubblicazioni consultabili su PubMed.

A ricordarlo con parole dense di affetto è la Società Italiana dell’Obesità (SIO), di cui il professore è stato una figura centrale sin dalla fondazione.
«Oggi una tristissima notizia ha colpito la nostra Società e la famiglia di Giovanni De Pergola: è venuto a mancare un collega, un maestro e un amico», si legge nella nota ufficiale.

La SIO ne sottolinea il profilo umano e professionale: «Persona gentile, garbata, corretta e leale, dotata di grande senso dell’umorismo, Giovanni lascia un vuoto profondo nei nostri cuori». Molti giovani medici e ricercatori devono a lui parte della propria formazione: «Lo hanno conosciuto come un vero maestro, attento e generoso, capace di trasmettere conoscenze, entusiasmo e valori».

All’interno della Società Italiana dell’Obesità, De Pergola ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo: è stato componente del Consiglio Direttivo dal 2004 al 2008 e dal 2018 al 2022, segretario, membro della Commissione Scientifica e presidente della Sezione Puglia, contribuendo in modo determinante alla crescita della società scientifica.

«Dalla fondazione della SIO fino agli ultimi giorni – conclude la nota – è sempre stato un pilastro della nostra comunità, impegnato senza riserve per il bene comune».

La SIO e l’intera comunità scientifica si stringono con affetto alla famiglia del professore, certi che il suo esempio, la sua generosità e l’amore per la medicina continueranno a vivere nel lavoro e nei valori di chi lo ha conosciuto e stimato.