Politiche migratorie, dalla Regione Puglia 3,75 milioni per l’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti
Miglietta: «Superare i campi rom per costruire percorsi di autonomia, diritti e partecipazione»
BARI – La Regione Puglia mette in campo 3,75 milioni di euro del PR Puglia 2021-2027 per contrastare la segregazione delle persone appartenenti alle comunità Rom, Sinti e Caminanti (RSC) e promuoverne l’inclusione sociale.
La Giunta regionale, nella seduta di questo pomeriggio, ha approvato su proposta dell’assessora alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta le linee di indirizzo che consentiranno la pubblicazione di un Avviso pubblico rivolto agli Ambiti Territoriali Sociali e ai Consorzi di Comuni per finanziare Programmi Integrati per l’Inclusione Attiva.
L'obiettivo: superare la segregazione
La misura punta ad affrontare le condizioni di marginalità delle comunità RSC attraverso un approccio integrato e territoriale, basato sulla presa in carico coordinata delle persone e dei nuclei familiari.
Gli interventi potranno riguardare diversi ambiti: istruzione e contrasto alla povertà educativa, accesso al welfare e ai servizi sanitari, formazione e lavoro, autoimprenditorialità e partecipazione alla vita sociale.
Particolare attenzione sarà riservata al superamento dei cosiddetti “campi rom”, attraverso percorsi di transizione abitativa e accompagnamento all’autonomia, che potranno prevedere anche voucher abitativi.
«Con questa misura costruiamo un modello di intervento integrato, territoriale, fondato sulla presa in carico e sull’autonomia per contrastare la marginalità sociale delle persone Rom, Sinti e Caminanti», dichiara l’assessora Miglietta.
«Vogliamo rompere la narrazione dominante che accompagna la condizione delle popolazioni RSC e che parla solo di sgomberi o assistenzialismo».
«Al centro le persone e i loro diritti»
L'obiettivo della Regione è costruire percorsi individuali e familiari in grado di favorire l'autonomia abitativa e il pieno accesso ai servizi, alla scuola e al mondo del lavoro.
«In questo modo mettiamo al centro le persone e i loro diritti, a partire da quelli dei bambini e delle bambine, la cui educazione, crescita e sicurezza rischia di essere condizionata dal luogo in cui vivono o dalla situazione familiare», spiega Miglietta.
L’assessora richiama anche gli episodi, verificatisi recentemente in Puglia, di incendi che hanno interessato alcuni insediamenti rom, sottolineando la fragilità di determinate condizioni abitative.
«Non possiamo aspettare che sia un’emergenza, o una tragedia, a ricordarci che quei luoghi sono abitati da persone, da famiglie e da bambini. È anche per questo che il superamento dei campi deve diventare un obiettivo delle politiche pubbliche».
Il contrasto all'antiziganismo
Parallelamente agli interventi sociali e abitativi, la Regione punta a contrastare l’antiziganismo e ogni forma di discriminazione.
«L’inclusione non è soltanto una politica rivolta alle comunità Rom, Sinti e Caminanti: è una responsabilità dell’intera comunità regionale», aggiunge Miglietta.
L’intenzione è quindi costruire percorsi nei quali istituzioni, servizi, realtà sociali e cittadini possano partecipare a una strategia comune di inclusione.
Il ruolo degli Ambiti territoriali
La misura si inserisce nel Piano di Azione Regionale per l’inclusione delle comunità Rom, approvato dalla Regione Puglia nell’ottobre 2025, e dà attuazione alla programmazione regionale 2021-2027, in coerenza con le strategie europee e nazionali.
La definizione degli indirizzi è stata preceduta da un confronto con gli Ambiti Territoriali Sociali, attraverso una specifica seduta di co-programmazione svolta nel febbraio 2026.
«La Regione non vuole calare dall’alto le proprie politiche, ma costruirle insieme ai territori», conclude Miglietta. «Gli Ambiti Territoriali Sociali saranno protagonisti della progettazione e della presa in carico, perché sono il livello più vicino alle persone e ai loro bisogni».
I Programmi Integrati di Inclusione Attiva saranno selezionati attraverso un Avviso pubblico con procedura valutativa a graduatoria.
