PMI, Federico Iadicicco (ANPIT): “Innovazione e capitale umano al centro della crescita”
BARI - Il rapporto tra retribuzioni, produttività e organizzazione del lavoro sta assumendo un peso crescente nel confronto sulle prospettive del sistema produttivo italiano. La necessità di sostenere il potere d'acquisto delle famiglie si intreccia con quella delle imprese di mantenere competitività, investimenti e capacità di attrarre competenze, riportando l'attenzione sugli strumenti che possono intervenire direttamente nel rapporto tra risultati aziendali e trattamento economico dei lavoratori.
Tra questi, la contrattazione di secondo livello sta consolidando il proprio spazio. Secondo i dati diffusi dal Ministero del Lavoro, a metà luglio erano 15.565 i contratti di produttività attivi in Italia. Oltre 10 mila prevedevano misure di welfare aziendale, mentre i lavoratori complessivamente interessati superavano quota 4,2 milioni, con un premio medio annuo superiore a 1.800 euro.
Il dato fotografa un ambito nel quale produttività, welfare e qualità dell'organizzazione aziendale tendono sempre più a essere affrontati con strumenti costruiti sulle caratteristiche delle singole realtà produttive. Premi di risultato e misure di welfare consentono infatti di affiancare alla disciplina nazionale soluzioni legate agli obiettivi, all'organizzazione e alle esigenze specifiche dell'impresa.
Su questi temi è intervenuto anche Federico Iadicicco, presidente nazionale di Anpit, associazione datoriale attiva nella rappresentanza delle imprese e nella contrattazione collettiva. Ospite della nona edizione de “La Piazza – Il Bene Comune”, la manifestazione organizzata a Ceglie Messapica da Affaritaliani e dall'Associazione La Piazza, Iadicicco aveva richiamato il ruolo della contrattazione aziendale nel rapporto tra crescita delle imprese e retribuzioni.
“Aiutiamo le imprese nello sviluppo della contrattazione di secondo livello, attraverso premialità, premi di produzione e welfare aziendale”, ha spiegato a margine dell'evento, indicando questi strumenti tra quelli destinati ad assumere maggiore rilevanza nell'organizzazione del lavoro.
Il tema riguarda in particolare le piccole e medie imprese, chiamate a confrontarsi contemporaneamente con l'evoluzione delle competenze richieste, i processi di innovazione e la necessità di trattenere professionalità qualificate. In questo quadro, la componente retributiva si inserisce in un sistema più ampio nel quale formazione, welfare e organizzazione possono concorrere alla definizione del rapporto tra azienda e lavoratore.
Resta poi la questione del reddito disponibile delle famiglie. Durante il confronto di Ceglie Messapica, Iadicicco aveva collegato questo aspetto alla pressione fiscale, affiancandolo alla necessità di sostenere gli investimenti delle imprese. “Occorre aumentare il reddito delle famiglie attraverso la riduzione della pressione fiscale e sostenere la crescita delle imprese attraverso l'innovazione”, aveva affermato.
La questione assume rilievo anche nella prospettiva dei prossimi mesi. Potere d'acquisto, costo del lavoro, produttività e capacità di investimento rimangono infatti grandezze strettamente collegate. Per le imprese, l'obiettivo è individuare strumenti sostenibili che consentano di riconoscere i risultati ottenuti senza compromettere gli equilibri aziendali; per i lavoratori, ampliare gli spazi attraverso cui la crescita della produttività possa riflettersi sul trattamento economico e sui servizi disponibili.
La diffusione della contrattazione aziendale mostra come una parte di questo percorso sia già in atto.
Premi di risultato, welfare e accordi di secondo livello stanno diventando componenti sempre più presenti nelle relazioni di lavoro, soprattutto laddove è possibile costruire soluzioni aderenti alle caratteristiche dell'impresa.
È su questo terreno che il confronto tra produttività e redditi è destinato a proseguire: nella ricerca di un equilibrio tra capacità competitiva delle aziende, valorizzazione del lavoro e strumenti in grado di accompagnare l'evoluzione del sistema produttivo.
ANPIT – Azienda Italia è un’associazione datoriale nazionale che tutela e rappresenta aziende e imprenditori. L’attività dell’associazione comprende il supporto alle imprese nei rapporti sindacali, lo sviluppo della contrattazione di secondo livello e la promozione di strumenti legati a produttività, welfare e formazione.
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