Polignano, Carrieri: «A scuola nessun bambino deve sentirsi in un angolo»
Il sindaco interviene nel dibattito nazionale sull’inclusione scolastica: «La diversità non è un problema da isolare. Servono italiano L2, mediatori linguistico-culturali, educatori e supporto psicologico»
POLIGNANO A MARE – «A scuola nessun bambino deve sentirsi in un angolo. Nessuno». È il messaggio lanciato dal sindaco di Polignano a Mare, Vito Carrieri, intervenuto con un video nel dibattito sull’inclusione degli alunni con background migratorio nelle scuole italiane.
Il confronto nazionale si è aperto dopo l’annuncio del Governo di un intervento volto a limitare al 30% la presenza, nelle singole classi, degli alunni stranieri che non conoscono la lingua italiana. Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, durante l’inaugurazione dell’anno scolastico 2026/2027 ad Amatrice, ha richiamato l’articolo 34 della Costituzione, «La scuola è aperta a tutti», sottolineando il ruolo della scuola nel favorire la coesione sociale ed evitare la formazione di ghetti e l’innalzamento di barriere.
Nel suo intervento, Carrieri richiama l’attenzione sulla necessità di non sovrapporre provenienza, cittadinanza e difficoltà di apprendimento.
«Ogni bambino è diverso dall’altro: per la propria storia familiare, per le condizioni sociali ed economiche, per la lingua che parla a casa, per le proprie capacità e anche per i modi e i tempi con cui apprende. La scuola – sottolinea il sindaco – deve essere il luogo in cui queste differenze vengono accompagnate e diventano occasione di conoscenza e crescita reciproca».
Una riflessione che Carrieri lega direttamente anche alla realtà di Polignano a Mare.
«Polignano è una comunità aperta e inclusiva, ma possiamo e dobbiamo continuare a migliorare. L’inclusione non può rimanere soltanto un principio: deve tradursi in strumenti concreti a disposizione dei bambini, delle famiglie, degli insegnanti e delle scuole».
Da qui l’auspicio di rafforzare la presenza di professionalità e servizi dedicati, come mediatori linguistico-culturali, percorsi di italiano come seconda lingua, educatori e supporto psicologico, attraverso una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni scolastiche, enti locali e Ministero dell’Istruzione e del Merito.
«Se un bambino arriva senza conoscere adeguatamente l’italiano – prosegue Carrieri – dobbiamo metterlo nelle condizioni di impararlo. Se attraversa una difficoltà educativa, sociale o psicologica dobbiamo provare a offrirgli gli strumenti adeguati. Questo significa inclusione: non ignorare le differenze, ma impedire che diventino disuguaglianze o distanze».
«Conoscersi, confrontarsi con storie e culture differenti e crescere insieme non indebolisce una comunità. La rende più consapevole, più coesa e più ricca. La scuola è uno dei primi luoghi nei quali impariamo a essere comunità».
POLIGNANO A MARE – «A scuola nessun bambino deve sentirsi in un angolo. Nessuno». È il messaggio lanciato dal sindaco di Polignano a Mare, Vito Carrieri, intervenuto con un video nel dibattito sull’inclusione degli alunni con background migratorio nelle scuole italiane.
Il confronto nazionale si è aperto dopo l’annuncio del Governo di un intervento volto a limitare al 30% la presenza, nelle singole classi, degli alunni stranieri che non conoscono la lingua italiana. Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, durante l’inaugurazione dell’anno scolastico 2026/2027 ad Amatrice, ha richiamato l’articolo 34 della Costituzione, «La scuola è aperta a tutti», sottolineando il ruolo della scuola nel favorire la coesione sociale ed evitare la formazione di ghetti e l’innalzamento di barriere.
Nel suo intervento, Carrieri richiama l’attenzione sulla necessità di non sovrapporre provenienza, cittadinanza e difficoltà di apprendimento.
«Ogni bambino è diverso dall’altro: per la propria storia familiare, per le condizioni sociali ed economiche, per la lingua che parla a casa, per le proprie capacità e anche per i modi e i tempi con cui apprende. La scuola – sottolinea il sindaco – deve essere il luogo in cui queste differenze vengono accompagnate e diventano occasione di conoscenza e crescita reciproca».
Una riflessione che Carrieri lega direttamente anche alla realtà di Polignano a Mare.
«Polignano è una comunità aperta e inclusiva, ma possiamo e dobbiamo continuare a migliorare. L’inclusione non può rimanere soltanto un principio: deve tradursi in strumenti concreti a disposizione dei bambini, delle famiglie, degli insegnanti e delle scuole».
Da qui l’auspicio di rafforzare la presenza di professionalità e servizi dedicati, come mediatori linguistico-culturali, percorsi di italiano come seconda lingua, educatori e supporto psicologico, attraverso una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni scolastiche, enti locali e Ministero dell’Istruzione e del Merito.
«Se un bambino arriva senza conoscere adeguatamente l’italiano – prosegue Carrieri – dobbiamo metterlo nelle condizioni di impararlo. Se attraversa una difficoltà educativa, sociale o psicologica dobbiamo provare a offrirgli gli strumenti adeguati. Questo significa inclusione: non ignorare le differenze, ma impedire che diventino disuguaglianze o distanze».
«Conoscersi, confrontarsi con storie e culture differenti e crescere insieme non indebolisce una comunità. La rende più consapevole, più coesa e più ricca. La scuola è uno dei primi luoghi nei quali impariamo a essere comunità».
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Politica locale
