Sulle orme di Armando Perotti, cantore di Puglia





VITTORIO POLITO - Le Edizioni Grifo hanno ristampato e diffuso con il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, a cura di Francesco Quarto, “Storie e storielle di Puglia” di Armando Perotti. L’opera, già edita da Laterza (1923 e 1958), è reperibile nelle locali biblioteche.

L’edizione vuole essere un viaggio straordinario nella nostra Puglia: dai misteri di Canne, alla tomba di Fieramosca, all’itinerario di Gioacchino Murat, nella patria di Carlo De Rosa, al coro della Cattedrale di Bisceglie, ai Papi pugliesi, a don Pancrazio Cucuzziello, a Tricase, al turco in Italia, alla Civiltà pugliese ecc.

Meritoria l’idea del Quotidiano citato, che dopo aver divulgato “Bari ignota” (2024) e, “Bari segreti e misteri” (2026), pubblica “Storie e storielle di Puglia” dello stesso autore.

Armando Perotti (1865-1924), poeta, scrittore e storico, ebbe educazione varia poiché il padre era generale e la madre contessa e scrittrice, per cui ereditò il carattere forte del militare e quello pacifista del sognatore a cui vanno aggiunti gli studi giuridici. Perotti non amò né gli studi legali, né la vita militare ma era orientato solo agli interessi culturali.

Fu scrittore elegante, letterato pieno_ di gusto che preferiva simboleggiare anziché scolpire un fatto. Come poeta seguiva le orme di Carducci, ma in certe poesie specie quelle a soggetto marinaresco, si liberò di tutti gli influssi e cantò con libertà i sentimenti propri.

Il meglio della sua produzione poetica è racchiusa nel “Libro dei Canti” (Vecchi, 1890), con ottime recensioni di Giuseppe Scarano, Orazio Spagnoletti e Gennaro Venisti. Seguirono “Castro” (Alighieri, 1904), e “Le Nereidi” (Vecchi, 1907), che confermavano il suo amore per la Puglia. Il primo libro di prosa fu “Vita pugliese” (Alighieri), che prelude al suo libro più famoso “Bari ignota” (Vecchi), “Storie e storielle di Puglia” (Laterza). 

Ultima pubblicazione postuma è rappresentata da “Bari dei nostri nonni”, (Adriatica Editrice, 1975), curata da Enrico Lonero, Luigi Sada e Mauro Spagnoletti.

Armando Perotti è stato anche consigliere comunale di Bari dal 1910 al 1913. Bari lo ricorda con una parte del Lungomare e un busto nel giardino di Piazza  Eroi del Mare.

I curatori di “Bari dei nostri nonni” (Lonero, Sada e Spagnoletti), scrivono nella prefazione «Il modo migliore per onorare la memoria di un uomo “vero” e di un cittadino “degno” è quello di divulgarne l’opera, specie se questa è scarsamente conosciuta fuori dalla terra natia. Armando Perotti è in tutto degno di essere additato alle giovani generazioni come esempio luminoso di ciò che può l’amore per la piccola patria, nucleo della   grande e della umanità intera».

Perotti collaborò al Corriere di Bari, all’Elettrico, alla Riforma; cantore di Puglia e dell’Adriatico, pubblicò vari volumi di versi: Dal Trasimeno, Il libro dei canti, Poesie (postumo, d’ispirazione carducciana), e volumi di prose: Bari ignota, vivacissimo e ricco di spunti notevoli, Storia e storielle di Puglia, Bari dei nostri nonni.

In quest’ultimo volume, Perotti ha scritto di Bari nei secoli che furono, di Bari che scompare, delle cronache baresi e della Bari dei nostri nonni nel quale esprime tutto il suo amore e le preoccupazioni per la nostra città, sognando di farne una grande e bella città, dimostrando così il suo amore ed attaccamento alla nostra città.

Francesco Quarto nella presentazione della recente “Storie e storielle di Puglia”, scrive, tra l’altro, che «La sua attitudine poetica, la sua militanza nell’impegno sociale, la sua gioiosa anarchia che gli impedisce l’adesione ad una parte politica (l’esperienza al Consiglio Comunale di Bari è di brevissima durata e la dice lunga sulla sua dirittura etica che gli nega la partecipazione a quegli stessi “affari” combattuti dall’amico Frate Menotti), ne fanno un gigante che forse non ha avuto continuatori dello stesso elevatissimo apporto».