Bari, al Petruzzelli il progetto Impresa USA: focus sulle opportunità per le aziende italiane negli Stati Uniti
BARI – Come entrare nel mercato statunitense e costruire una presenza imprenditoriale solida e sostenibile? È stato questo il tema al centro dell’incontro «L’ingresso delle imprese nel mercato statunitense. Scenario geopolitico, strategie di mercato, aspetti legali e architettura fiscale», ospitato giovedì 29 ottobre al Teatro Petruzzelli di Bari.
L’iniziativa ha registrato una grande partecipazione, confermando l’interesse del mondo imprenditoriale italiano verso le opportunità offerte dal mercato statunitense.
L’appuntamento, svoltosi dalle 14.30 alle 18.05 nella Sala Foyer, ha riunito imprese, professionisti ed esperti per approfondire le opportunità offerte dagli Stati Uniti alle aziende italiane, con un’attenzione particolare alle strategie commerciali, agli aspetti giuridici e fiscali e al ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi di internazionalizzazione.
L’evento ha rappresentato il primo appuntamento di Impresa USA, iniziativa di informazione, formazione e confronto promossa dallo studio legale Tarter Krinsky & Drogin LLP e da Funaro & Co., rivolta a imprenditori, manager e professionisti interessati al mercato americano.
Il progetto nasce dall’incontro di due realtà con esperienze complementari sull’asse Italia-Stati Uniti, che complessivamente vantano oltre un secolo di attività al fianco delle imprese italiane interessate a entrare e crescere negli USA.
Dalla strategia commerciale alla fiscalità
Il confronto ha affrontato le principali questioni che un’impresa deve considerare quando decide di passare dalla semplice esportazione a una presenza diretta negli Stati Uniti. Dalla lettura dello scenario geopolitico alla scelta del modello commerciale, dalla costituzione di società alla gestione dei contratti, fino alla fiscalità federale, statale e locale, l’obiettivo è stato offrire una visione integrata delle opportunità e delle complessità del mercato americano.
I lavori si sono aperti con i saluti di Francesco Divella, vicepresidente con delega all’Internazionalizzazione e Made in Italy di Confindustria Bari e BAT, seguiti da una riflessione sul ruolo dei professionisti nei processi di internazionalizzazione, con il coinvolgimento dell’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Bari e dell’Ordine degli Avvocati di Bari.
Il keynote dedicato allo scenario geopolitico tra Europa e Stati Uniti e alle sue ricadute sulle imprese italiane è stato affidato a Greta Cristini, analista geopolitica, reporter di guerra e scrittrice.
Ennio Ranaboldo, fondatore di Leap Advisory, ha approfondito il passaggio dall’esportazione alla presenza diretta sul mercato statunitense. Giuliano Iannaccone, fondatore e partner della Italy Practice di Tarter Krinsky & Drogin, e l’avvocata Caterina Cesario hanno illustrato le principali scelte legali e operative, dalla contrattualistica commerciale alla costituzione di società.
Luigi Perin e Luca Torre, di Funaro & Co., hanno affrontato il tema dell’architettura fiscale, soffermandosi sulle imposte federali, statali e locali, sul trattato Italia-USA e sul transfer pricing.
Intelligenza artificiale e confronto con le imprese
Uno spazio specifico è stato dedicato all’intelligenza artificiale e alle sue applicazioni nei processi di internazionalizzazione, con l’intervento di Titina Pignatelli di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice.
A condurre l’incontro è stata Natalia La Rosa, giornalista della Gazzetta del Sud, che ha moderato anche la tavola rotonda conclusiva. Al confronto hanno partecipato Michele Andriani, presidente e CEO di Andriani S.p.A.; Stefano Di Santo, amministratore delegato di C.M.C. S.r.l.; Luigi Decollanz, rappresentante locale di AmCham Italy; Michele Locuratolo, coordinatore scientifico dell’Osservatorio sull’Internazionalizzazione del Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili; e Federica Ingrosso, senior specialist Relazioni esterne di SIMEST.
Le riflessioni conclusive sono state affidate ad Andrea Prencipe, professore ordinario di Organizzazione e Innovazione alla Luiss Guido Carli di Roma.
L’iniziativa, patrocinata da Confindustria Bari e BAT, è stata organizzata da Tarter Krinsky & Drogin, Funaro & Co. e IPSOA/Wolters Kluwer, con American Chamber of Commerce in Italy (AmCham Italy) in qualità di partner.
Iannaccone: «Le scelte legali fanno parte della strategia»
«Per molte imprese italiane il passaggio decisivo non è più soltanto vendere negli Stati Uniti, ma capire come costruirvi una presenza capace di durare e crescere nel tempo», ha dichiarato Giuliano Iannaccone.
«Le scelte legali non vengono dopo la strategia: ne fanno parte fin dall’inizio, perché struttura societaria, contratti, lavoro, proprietà intellettuale e gestione dei rischi possono incidere direttamente sulla capacità dell’impresa di svilupparsi nel mercato americano», ha aggiunto, sottolineando l’obiettivo di Impresa USA di creare un luogo di confronto utile a imprenditori, manager e professionisti prima di assumere decisioni strategiche.
Perin: «La fiscalità va considerata fin dall’inizio»
Anche Luigi Perin ha evidenziato l’importanza di integrare gli aspetti fiscali nelle scelte di ingresso nel mercato statunitense.
«Negli Stati Uniti la dimensione fiscale è multilivello e si intreccia con il modello con cui l’impresa entra nel mercato. Federal, state e local taxes, trattato Italia-USA e transfer pricing non sono temi da affrontare soltanto a valle, ma variabili da considerare nella progettazione della presenza americana», ha affermato.
Il valore dell’iniziativa, secondo Perin, risiede proprio nella possibilità di affrontare le decisioni commerciali, legali e fiscali in modo coordinato, con un approccio coerente fin dalle prime fasi del percorso di internazionalizzazione.

