Bari, Fratelli d’Italia raccoglie firme per revocare le chiavi della città a Francesca Albanese
Oltre 100 firme raccolte in via Sparano durante l’iniziativa promossa da Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale. L’europarlamentare Michele Picaro chiede al sindaco Leccese di revocare il riconoscimento e ad Albanese di restituirlo.
BARI – Oltre 100 firme raccolte in via Sparano per chiedere la revoca del riconoscimento conferito a Francesca Albanese. È il bilancio dell’iniziativa “Bari si riprende le chiavi”, promossa da Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale nella mattinata di sabato 10 ottobre.
A intervenire è stato Michele Picaro, europarlamentare e presidente provinciale di Fratelli d’Italia Bari, che ha rivolto un appello al sindaco Vito Leccese affinché revochi il riconoscimento e alla stessa Albanese perché lo restituisca.
«Le chiavi di Bari appartengono ai baresi e devono rappresentare l’intera comunità. Un simbolo della città non può diventare espressione di una scelta politica di parte», ha dichiarato Picaro.
L’europarlamentare ha definito Albanese una figura divisiva, contestandone le posizioni e sostenendo che non rappresenterebbero l’intera comunità cittadina. Secondo Picaro, una decisione di questo rilievo avrebbe richiesto un confronto con il Consiglio comunale e con i cittadini.
«Leccese è libero di riconoscersi in quelle posizioni, ma non può presumere che siano condivise da tutti i baresi. Le chiavi della città non appartengono alla maggioranza che amministra il Comune», ha affermato.
«Sosteniamo la pace e la soluzione dei due popoli e due Stati»
Nel corso dell’iniziativa, Picaro ha ribadito il sostegno alla pace e alla prospettiva di due popoli e due Stati, sottolineando che la sofferenza dei civili merita rispetto e risposte concrete.
«Nessuno può rivendicare l’esclusiva della solidarietà né considerare nemico della pace chi contesta un’onorificenza. La libertà di espressione deve valere per tutti, anche per noi e per ogni cittadino che decide di firmare», ha dichiarato.
Il richiamo al Parlamento europeo e ai divieti di burqa e niqab
Picaro ha poi richiamato l’attività del gruppo ECR al Parlamento europeo, citando l’approvazione di un emendamento nell’ambito di una risoluzione sul contrasto al fondamentalismo islamico e all’influenza della rete dei Fratelli Musulmani. Secondo quanto riferito dall’europarlamentare, l’emendamento sostiene le misure nazionali che vietano burqa e niqab negli spazi pubblici.
Picaro ha attribuito il risultato alla linea politica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sostenendo che l’Italia stia acquisendo maggiore influenza nelle decisioni europee.
«Il principio è semplice: sicurezza, identificabilità delle persone e tutela della libertà delle donne. Nessuna donna deve essere costretta a nascondersi o a subire imposizioni», ha aggiunto, precisando che spetterà agli Stati stabilire le norme.
In chiusura, l’europarlamentare ha ringraziato i rappresentanti di Gioventù Nazionale e i cittadini che hanno partecipato alla raccolta firme, rinnovando l’appello al sindaco Leccese per la revoca del riconoscimento e invitando i baresi a continuare a sottoscrivere la petizione.