Bari, “I libri salveranno il mondo?”: il libro come capitale di cultura e sviluppo
BARI – Il libro come motore di sviluppo, patrimonio materiale e immateriale e strumento capace di trasformare l’identità e l’economia di un territorio. È questo il tema al centro dell’incontro “I libri salveranno il mondo?”, nuova tappa del progetto Capitali, promosso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Direzione Centrale Cultura e curato dall’artista e regista Massimiliano Finazzer Flory.
L’appuntamento è in programma venerdì 16 ottobre alle 18.30 negli spazi della Libreria Ubik Laterza di Bari, in via Dante Alighieri 49/53. L’iniziativa intende rappresentare il libro come vero e proprio “capitale” e come “impresa di idee”, mettendo in luce il suo valore culturale, economico e sociale.
Il progetto Capitali nasce con l’obiettivo di promuovere l’ecosistema culturale del Friuli Venezia Giulia, regione che sta vivendo un triennio particolarmente significativo, dalla grande esperienza transfrontaliera di GO!2025 Capitale Europea della Cultura Gorizia-Nova Gorica fino a Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.
Dopo le tappe di Torino, Milano e Roma, il progetto arriva nel Mezzogiorno, unendo idealmente le due sponde dell’Adriatico attraverso una riflessione sul valore industriale e sociale della lettura.
L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, attraverso un videomessaggio dedicato alla visione del libro come “capitale” e come strumento strategico di crescita.
«L’Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia sostiene la filiera del libro a partire dall’infanzia con progetti come Leggiamo 0-18 – sottolinea Anzil – e supporta con convinzione le grandi manifestazioni che ne fanno un motore concreto di sviluppo del territorio, prima fra tutte Pordenonelegge, eccellenza nazionale che in quasi tre decenni ha dimostrato come il libro sia un’infrastruttura fondamentale di sviluppo economico e sociale, oltre che uno strumento prezioso di libertà».
Il vicepresidente guarda quindi ai prossimi appuntamenti culturali della regione: «Abbiamo da poco vissuto l’anno eccezionale di Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura e ora stiamo preparando Pordenone Capitale italiana della cultura 2027: un binomio unico che evidenzia lo straordinario stato di salute della cultura nella nostra regione».
Il talk sarà curato e condotto da Massimiliano Finazzer Flory e vedrà la partecipazione di un panel di relatori chiamati ad approfondire il tema dell’“impresa culturale” legata al libro.
Tra gli ospiti ci sarà Alessandro Laterza, editore e figura di riferimento della cultura e dell’impresa del Mezzogiorno, che parlerà della tradizione editoriale come presidio di sviluppo economico e civile. Michelangelo Agrusti, presidente della Fondazione Pordenonelegge.it, illustrerà invece l’impatto economico e culturale di un grande festival letterario sul tessuto commerciale e sociale del territorio.
Il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna traccerà un bilancio degli effetti sociali, turistici e di posizionamento internazionale legati all’esperienza di GO!2025, mentre il consigliere comunale di Pordenone Alberto Santarossa anticiperà strategie urbane e progetti in vista dell’appuntamento del 2027. A completare il panel sarà la scrittrice Lorenza Stroppa, autrice del romanzo La cassetta delle lettere per i cari estinti (Mondadori), che porterà la testimonianza diretta di chi i libri li crea, approfondendo la dimensione artistica e intellettuale della scrittura.
La scelta di Bari e della storica libreria legata alla famiglia Laterza, protagonista dell’editoria italiana del Novecento, offrirà la cornice per riflettere sul libro come generatore di ricchezza sia tangibile sia intangibile.
«Da un lato il libro innesca lo sviluppo materiale: l’editoria è un comparto produttivo a tutti gli effetti, sostenuto da aziende, professionisti, investimenti, logistica e occupazione – spiega Massimiliano Finazzer Flory –. Dall’altro lato si colloca lo sviluppo immateriale: la capacità dei libri di creare comunità aperte, spirito critico e quell’indotto formidabile che i grandi festival come Pordenonelegge sanno riversare sul territorio in termini di coesione, turismo culturale e attrattività internazionale».
In questa prospettiva, secondo il curatore, Pordenone 2027 rappresenta una sintesi particolarmente significativa, con una città dalla forte vocazione manifatturiera e industriale che ha individuato nel libro uno degli strumenti della propria trasformazione e della proiezione futura.
Al termine del dibattito, il pubblico potrà vivere anche un momento dedicato alla cultura enogastronomica del Friuli Venezia Giulia, con un assaggio di prodotti tipici della regione.
L’ingresso all’evento è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare WhatsApp al numero 328.4350225.
Il progetto Capitali proseguirà poi a Padova, lunedì 23 novembre alle 18.30 al Caffè Pedrocchi, con il talk “Il Pordenone e Giotto Capitali senza tempo?”, e si concluderà a Bologna, mercoledì 2 dicembre alle 18, al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, con l’incontro “L’arte contemporanea tra digitale e il reale”.
Gli appuntamenti sono promossi dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in collaborazione con le Amministrazioni comunali di Gorizia e Pordenone, con il supporto operativo della Fondazione Pordenonelegge.it.

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