Blocco degli autotrasportatori, 1.339 identificati e 71 denunciati. Leccese e Manfredi: «Anticipare il confronto»


Il governo annuncia 480 milioni di euro per il settore e oltre 150 milioni di nuove risorse, ma la protesta continua. I sindaci di Bari e Napoli: «Rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti».

BARI – Prosegue la protesta degli autotrasportatori nel Mezzogiorno, con pesanti ripercussioni sulla distribuzione delle merci e sugli approvvigionamenti alimentari. Mentre il governo annuncia nuove risorse per il settore, il Viminale procede con le identificazioni e le misure per rimuovere i presidi stradali.

«Si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive», ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il question time alla Camera.

Secondo i dati riferiti dal ministro, sono state identificate 1.339 persone, 71 sono state denunciate e 242 sono state sanzionate sul piano amministrativo. Il Viminale ha inoltre disposto durante la notte la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, per consentire il regolare svolgimento di diverse attività di carico e scarico.

Urso ha sottolineato anche che le stesse associazioni degli autotrasportatori avrebbero chiesto al Ministero dell’Interno di intervenire per rimuovere i blocchi.

L'allarme dei sindaci di Bari e Napoli

La situazione resta critica nei territori meridionali. I sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, hanno rinnovato l’appello al governo affinché acceleri il confronto con le associazioni di categoria e anticipi la riunione prevista per il 27 ottobre.

«La situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore», affermano in una nota congiunta.

I due primi cittadini prendono atto degli impegni economici annunciati dal governo, ma chiedono interventi tempestivi per arrivare a una soluzione della vertenza.

«Chiediamo al governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti», dichiarano.

A preoccupare sono soprattutto le conseguenze del blocco della circolazione delle merci. «Il blocco sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti», sottolineano Leccese e Manfredi.

Risorse per l'autotrasporto, ma la protesta continua

Sul fronte economico, il governo ha sbloccato 480 milioni di euro destinati all’autotrasporto e annunciato oltre 150 milioni di nuove risorse. Gli stanziamenti, tuttavia, non hanno finora fermato la mobilitazione.

Resta quindi aperta la vertenza tra il settore e il governo, mentre cresce la preoccupazione per le ricadute sulle attività commerciali, sulla raccolta dei rifiuti e sulla disponibilità dei prodotti nei supermercati. Per Bari, Napoli e gli altri territori coinvolti, la priorità è ripristinare la regolarità dei trasporti e scongiurare un ulteriore aggravamento dell’emergenza.