Canosa di Puglia, recuperata l’area archeologica di via della Resistenza: nasce il percorso immersivo “Sotto la città”
Illuminazione scenografica, proiezioni audio-video e ciceroni virtuali per raccontare l’antica Canusium. Il sito, valorizzato dalla Fondazione Archeologica Canosina grazie anche ai fondi NextGenerationEU, è visitabile gratuitamente su prenotazione.

CANOSA DI PUGLIA – Un’area archeologica recuperata e restituita alla cittadinanza, arricchita da un impianto multimediale che trasforma la visita in un’esperienza immersiva e multisensoriale. È il nuovo volto del sito di via della Resistenza, dove la Fondazione Archeologica Canosina ha realizzato il progetto di valorizzazione “Sotto la città”, dedicato alla scoperta delle diverse stratificazioni storiche dell’antica Canusium.
Il complesso, rinvenuto nel 2013 durante la demolizione di una palazzina, rappresenta una testimonianza significativa della storia urbana di Canosa. Al suo interno convivono tre ipogei dauni a grotticella, risalenti al III-II secolo a.C., e un tratto di strada romana basolata di età augustea.
Un viaggio immersivo tra la città dei morti e quella dei vivi
Il cuore del progetto è l’installazione multimediale “Sotto la città”, costruita attorno al concetto di una città che si sviluppa sopra un’altra città. Proiezioni video sincronizzate sulle pareti, illuminazione scenografica con fari DMX ed effetti sonori accompagnano il visitatore in un percorso narrativo guidato da due ciceroni virtuali.
La visita comincia dalla Canosa sotterranea, con le tombe scavate nella calcarenite e il racconto dei riti funerari e dei corredi appartenuti alle famiglie dell’antica Canusium. Strigili, unguentari, lekythoi, ceramiche decorate, armi e frammenti di corone auree testimoniano la ricchezza dei reperti, oggi esposti al Museo Archeologico Nazionale di Canosa, a Palazzo Sinesi.
Un suggestivo cambio di luci e immagini accompagna poi il passaggio dallo spazio funerario a quello della vita quotidiana. Sopra le sepolture si sviluppa infatti una strada romana basolata larga quattro metri, parte della rete viaria collegata ai grandi assi di comunicazione dell’età augustea.
La collaborazione tra istituzioni e realtà private
Il recupero del sito è il risultato di una collaborazione tra soggetti pubblici e privati. L’area è stata messa a disposizione della Fondazione Archeologica Canosina dalla famiglia Tarantino-Leone, proprietaria dell’immobile.
La Fondazione ha promosso e intercettato i finanziamenti per il progetto, realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Foggia e Barletta-Andria-Trani, e con il Castello Svevo di Bari e la Direzione regionale Musei nazionali Puglia.
L’intervento ha beneficiato anche del cofinanziamento dell’Unione europea nell’ambito di NextGenerationEU, attraverso il sub-investimento 3.3.2 dedicato al sostegno dei settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale.
La realizzazione è stata curata dagli studi Mag Communication di Bari e Dot di Molfetta, mentre i contenuti scientifici sono stati forniti dalla Soprintendenza. Il GAL Murgia+ si è occupato della valorizzazione e dell’accessibilità: oggi il sito è completamente privo di barriere architettoniche.
Fontana: «La tutela deve diventare un’occasione di conoscenza»
«Restituire alla comunità un luogo come il sito archeologico di via della Resistenza significa valorizzare la memoria storica di Canosa e renderla accessibile attraverso strumenti capaci di parlare anche alle nuove generazioni», ha dichiarato Sergio Fontana, presidente della Fondazione Archeologica Canosina.
«Come Fondazione, crediamo che la tutela del patrimonio non debba limitarsi alla conservazione, ma debba tradursi in occasioni concrete di conoscenza, partecipazione e crescita culturale. Con il progetto “Sotto la città” abbiamo voluto coniugare rigore scientifico e innovazione tecnologica, trasformando un’area archeologica di straordinario interesse in un’esperienza coinvolgente, in cui il visitatore può comprendere e vivere la storia attraverso immagini, suoni e suggestioni».
Fontana ha inoltre sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, soggetti privati e professionisti, resa possibile anche grazie alle risorse del PNRR e al sostegno dell’Unione europea. Un percorso che, secondo il presidente, contribuisce a rafforzare l’identità della comunità e a rendere Canosa sempre più consapevole della ricchezza custodita nel proprio sottosuolo.
Come visitare il sito archeologico
L’area di via della Resistenza è visitabile gratuitamente, previa prenotazione attraverso il portale VisitCanosa, all’indirizzo https://www.visitcanosa.it/booking, oppure telefonando al numero 333 8856300.
Per ulteriori informazioni sul complesso archeologico è disponibile il sito della Fondazione Archeologica Canosina: https://www.canusium.it/ipogei-dauni/.
