Capone: «Calimera non torni indietro sulla legalità»


LECCE – «Perché un Comune che appartiene alla rete di Avviso Pubblico vuole uscirne?». È la domanda posta da Loredana Capone, consigliera regionale pugliese, in vista del Consiglio comunale di Calimera, convocato giovedì 29 ottobre per votare sulla cancellazione dell’adesione alla rete.

«È giusto chiedersi perché, e soprattutto cosa significa. Non condividere più gli obiettivi della rete?», afferma Capone, ricordando il ruolo di Avviso Pubblico, associazione nata nel 1996 per promuovere la cultura della legalità democratica nella politica e nella pubblica amministrazione.

L’associazione offre formazione ad amministratori e dipendenti pubblici, promuove una Carta etica per prevenire corruzione e malaffare, sostiene gli amministratori minacciati e favorisce la diffusione di studi, rapporti e buone pratiche tra gli enti locali.

«Per questo il rischio è serio: che i cittadini leggano questa scelta come un Comune che non condivide più i valori dell’antimafia», dichiara Capone, che richiama anche la propria esperienza di salentina, avvocata e insegnante di diritto.

La consigliera regionale ricorda inoltre il percorso compiuto da Calimera nella lotta alla criminalità organizzata: dalle associazioni antiracket al lavoro nelle scuole, fino ai luoghi dedicati alla memoria dei sindaci assassinati.

«Uscire dalla rete sarebbe un passo indietro rispetto a questa storia», sostiene.

Capone si unisce quindi all’appello dell’associazione Nomeni per Antonio Montinaro, già sottoscritto da Cgil, Anpi, Agesci e numerose associazioni del paese, e invita i consiglieri comunali a votare contro l’uscita da Avviso Pubblico.

«La memoria non si cancella. La legalità non si abbandona. Perché, come diceva Giovanni Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano”».