Liste d’attesa, Forza Italia: «In Puglia il 10,4% rinuncia alle cure, triste record nazionale»


I consiglieri regionali azzurri attaccano la gestione della sanità pugliese e chiedono un piano organico per ridurre i tempi di attesa. Nel mirino anche il rapporto tra attività pubblica e intramoenia.

BARI – La Puglia registra una percentuale di rinuncia alle cure superiore alla media nazionale. È quanto denuncia il gruppo consiliare regionale di Forza Italia, che richiama i dati della Fondazione Gimbe relativi al 2025 e punta il dito contro la gestione della sanità regionale.

«Puglia record in Italia per rinunce alle cure a causa delle liste d'attesa: una gran bella medaglia al demerito per il centrosinistra che guida la Puglia da quasi 22 anni», affermano i consiglieri regionali di Forza Italia.

Secondo i dati citati nella nota, nel 2025 il 10,4% dei cittadini pugliesi avrebbe rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, contro una media nazionale del 9,6%.

«Visite ed esami anche dopo due o tre anni»

Gli esponenti azzurri riconoscono alcuni miglioramenti registrati nei primi nove mesi del 2026 per i tempi delle prime visite e degli esami diagnostici, ma li considerano insufficienti a risolvere le criticità.

«I pugliesi conoscono bene una realtà fatta di visite ed esami fissati anche dopo due o tre anni, compresi quelli necessari per accertare patologie delicate», si legge nella nota.

Secondo Forza Italia, chi può permetterselo ricorre alla sanità privata, mentre chi non dispone delle risorse economiche necessarie rischia di non riuscire ad accedere alle cure.

Le proposte per ridurre le liste d'attesa

Nel mirino del gruppo consiliare c'è anche l'operato della giunta guidata da Antonio Decaro. «Ci saremmo aspettati un piano organico e coraggioso per abbattere le liste d'attesa, ma abbiamo visto solo interventi spot», sostengono i consiglieri.

Tra le soluzioni indicate figurano l'aumento delle prestazioni del servizio sanitario pubblico, l'introduzione di forme di premialità economica per i medici che contribuiscono a garantire un maggior numero di visite ed esami e una revisione del rapporto tra attività istituzionale e intramoenia.

La nota si conclude con un duro attacco politico al presidente della Regione e alla maggioranza: «Oggi arriva questa sonora bocciatura proprio sul primo vero banco di prova per Decaro: che dire, complimenti a lui e alla sua maggioranza! Povera Puglia!».