Crisi olivicola, Orgoglio Olivicolo: «Giovedì risposte dal Governo, poi pronti a manifestare a Roma»
Migliaia di olivicoltori, frantoiani e rappresentanti delle cooperative in piazza a Bari con sindaci e parlamentari pugliesi. Il comitato chiede il riconoscimento dello stato di crisi del settore, controlli antifrode e misure urgenti per sostenere imprese e prezzi dell’olio.
BARI – La mobilitazione degli olivicoltori pugliesi prosegue. Dopo la manifestazione di questa mattina davanti alla Prefettura di Bari, Orgoglio Olivicolo attende risposte dalla conferenza Stato-Regioni prevista per giovedì 15 ottobre e si prepara, in assenza di interventi concreti, a organizzare una grande protesta a Roma.
Una delegazione del comitato nazionale è stata ricevuta dal prefetto di Bari, Rosanna Riflesso, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli. Secondo quanto riferito da Orgoglio Olivicolo, il prefetto ha assicurato che le richieste presentate saranno portate all’attenzione del Governo per essere discusse e valutarne l’attuazione.
«Ringraziamo il Prefetto per l’attenzione riservata alle istanze che oggi abbiamo portato in piazza assieme a olivicoltori, mondo delle cooperative e frantoiani provenienti da tutta la Puglia», ha dichiarato Francesco Losito, portavoce di Orgoglio Olivicolo. «Attenderemo l’esito della conferenza Stato-Regioni continuando la nostra mobilitazione e iniziando a organizzarci per portare la nostra protesta e le nostre ragioni a Roma con una grande manifestazione».
«Il tempo è quasi scaduto: le istituzioni si muovano»
Alla manifestazione hanno partecipato migliaia di persone, insieme a sindaci e parlamentari pugliesi, per richiamare l’attenzione sulla crisi del comparto olivicolo-oleario.
«Tutti questa mattina hanno avuto modo di ascoltare le voci, le storie e la preoccupazione espresse con forza, ma con grande compostezza e dignità, dalle migliaia di donne e di uomini arrivati in piazza per manifestare e chiedere alle istituzioni di fare qualcosa», ha affermato Losito.
Il portavoce ha evidenziato i rischi per l’economia del settore in Puglia, che secondo le stime citate dal comitato comprende 16mila imprese, 720 frantoi e 60 milioni di ulivi, con circa 30mila posti di lavoro a rischio.
«Il tempo a disposizione è quasi scaduto. Da quelle persone arriva un appello accorato alle istituzioni: muovetevi!», ha aggiunto.
Le richieste: stato di crisi, controlli e sostegno ai frantoi
La priorità indicata da Orgoglio Olivicolo è il riconoscimento da parte del Governo dello stato di crisi del comparto olivicolo e agricolo, con l’attivazione delle misure necessarie a sostenere le filiere.
Il comitato chiede inoltre un piano straordinario di controlli antifrode su scala nazionale, definito concreto e verificabile, e misure specifiche per il ritiro e lo stoccaggio del nuovo olio, con l’obiettivo di sostenere i prezzi alla produzione nel rispetto della normativa comunitaria.
Tra le richieste figura anche un sostegno finanziario per i frantoi, alle prese con l’aumento dei costi di produzione e con le difficoltà del mercato.
Un altro punto riguarda il Documento elettronico di accompagnamento olivicolo (DAO), che secondo il comitato dovrebbe essere istituito e attuato con modalità diverse da quelle prospettate nei giorni scorsi dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, perché non risponderebbero alle esigenze del settore.
«Risorse alle aziende, non agli armamenti»
Nel suo intervento, Losito ha contestato le priorità di spesa del Governo, chiedendo di destinare risorse al salvataggio delle aziende agricole e delle strutture della filiera.
«Il Governo non mandi al macero preziose risorse di noi contribuenti in carri armati e cannoni, piuttosto trovi e impegni le risorse necessarie per una serie di interventi che impediscano la chiusura e il fallimento di migliaia di aziende olivicole, di cooperative e frantoi che sono allo stremo», ha dichiarato.
Secondo Orgoglio Olivicolo, il settore è stretto tra il forte aumento dei costi di produzione e la pressione sui prezzi dell’olio, aggravata, nella valutazione del comitato, dalle importazioni e dalla concorrenza al ribasso.
La conferenza Stato-Regioni del 15 ottobre rappresenta ora il prossimo passaggio atteso dal comparto. In base alle risposte che arriveranno, il comitato valuterà i successivi passi della mobilitazione, compresa una manifestazione nella Capitale.
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