Fabrizio Corona aggredito sotto casa a Milano: «Erano in sei, mi sono difeso»
L’ex re dei paparazzi sarebbe stato minacciato con un cacciavite e derubato di gioielli per circa 400 euro. L’avvocato Ivano Chiesa conferma: «Ha qualche escoriazione, niente di grave». Indagini in corso.
Fabrizio Corona sarebbe stato aggredito da sei persone sotto la sua abitazione, nella zona di piazzale Dateo, a Milano. A confermare l’episodio è stato il suo avvocato, Ivano Chiesa, che ha riferito al TgR Lombardia quanto raccontato dal proprio assistito.
«Lui dice: “Io mi sono difeso, uno contro sei, ho fatto quello che potevo”. Mi ha detto che sta bene, a parte qualche escoriazione, niente di grave», ha spiegato il legale.
Secondo quanto riportato da Repubblica, sulla base degli accertamenti dei Carabinieri della Stazione Porta Monforte, l’ex re dei paparazzi sarebbe stato accerchiato da almeno sei persone, minacciato con un cacciavite e picchiato. Gli aggressori gli avrebbero inoltre sottratto un paio di orecchini e due collanine, per un valore complessivo stimato in circa 400 euro.
Sarebbe stato lo stesso Corona, 52 anni, ad allertare il numero di emergenza 112 subito dopo l’accaduto. L’imprenditore avrebbe fornito ai militari una prima ricostruzione dei fatti, dichiarando di aver riconosciuto almeno uno degli aggressori.
Il possibile movente e le indagini
Secondo il racconto attribuito a Corona, tra le persone coinvolte ci sarebbe un imprenditore con cui avrebbe collaborato nei mesi scorsi e dal quale sostiene di dover ancora ricevere del denaro. Si tratta, al momento, di un elemento riferito dall’ex fotografo e ancora da verificare nell’ambito delle indagini.
Gli investigatori starebbero acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona per ricostruire la dinamica dell’aggressione e identificare i responsabili. La denuncia, secondo le informazioni riportate, sarebbe stata formalizzata successivamente.
L’avvocato Chiesa ha aggiunto che il suo assistito avrebbe descritto gli aggressori come persone di presunta origine calabrese, sulla base dell’accento. Anche questo elemento resta parte del racconto riferito dal legale e non costituisce una conferma sull’identità dei responsabili.
L’esposizione pubblica di Corona
Chiesa ha inoltre sottolineato come il suo assistito sia attualmente molto esposto sul piano pubblico. «È molto esposto, anche per il problema del partito, per tutte le cose che fa», ha dichiarato, aggiungendo di avergli consigliato di prestare attenzione.
Il riferimento è al movimento «Per la Verità», lanciato da Corona attraverso il suo programma su YouTube.
L’ex paparazzo, tuttavia, non può candidarsi direttamente alle elezioni a causa dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici legata alla condanna definitiva per estorsione ai danni dell’ex calciatore David Trezeguet. Nel 2013 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a cinque anni di reclusione, una multa di mille euro e l’interdizione dai pubblici uffici.
Le indagini sull’aggressione sono in corso e dovranno chiarire le responsabilità e l’esatta dinamica dell’accaduto.
