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Sanità, Turco lancia appello a Emiliano: “Rivediamo i tempi e i costi delle commissioni di invalidità"


BARI - “Mi rivolgo al presidente e assessore alla Salute, Michele Emiliano, e al capo dipartimento Vito Montanaro lanciando una proposta: accorciare i tempi di attesa sul riconoscimento e sulla revisione delle pratiche di invalidità. In che modo? Saltando i passaggi nelle commissioni incaricate, visto che già oggi l’ultima parola spetta sempre e comunque direttamente all’Inps, chiamato a verificare ciò che è stato già verificato”. Lancia un appello il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco, in prima linea sui problemi e sulle difficoltà causate delle lentezze burocratiche che incontrano invalidi e malati di tumore. “Dopo lo straordinario risultato del certificato oncologico introduttivo e della sburocratizzazione nella prescrizione della protesica, (battaglie condotte con i colleghi del mio gruppo consiliare) occorre - sottolinea - chiudere il cerchio garantendo efficienza e risparmio strutturale che potrebbe essere utilizzato per nuovi assunzioni. La Regione Puglia ogni anno spende milioni di euro per le commissioni di invalidità. Commissioni sulle quali non stiamo mettendo in dubbio la professionalità, visto che ci sono fior fior di medici e di esperti. Ma c’è un passaggio che rallenta tutto: ogni valutazione della commissione arriva all’Inps, che è l'istituto di previdenza che con i suoi specialisti ha il compito di validare quanto la commissione ha già espresso. Insomma, verifica ciò che è stato già verificato, con il risultato di un doppio pagamento dal contribuente, a livello regionale e di Inps”. “Ditemi – conclude Turco – se questa non è una pazzia amministrativa visto che è illogico tenere in piedi una commissione il cui operato è oggetto poi di una nuova verifica. E sono convinto che sia Emiliano e sia il direttore Montanaro sapranno cogliere gli effetti positivi della mia proposta di sburocratizzazione accelerando un'interlocuzione con Inps finalizzata ad accorciare questi passaggi”.

Fibromialgia. Bozzetti (M5S): “Per problemi della maggioranza, mai discussa mozione per istituzione registro regionale”


“Da anni chiediamo in Consiglio regionale l’istituzione del registro regionale della fibromialgia, dell’encefalomielite mialgica benigna e della sensibilità chimica multipla e per assicurare omogeneità delle cure a chi è affetto da queste malattie rare. Abbiamo presentato per tre volte una mozione con queste e tante altre richieste, ma dal 2017 a causa dei problemi della maggioranza che non riesce a garantire il numero legale, ancora non viene discussa. Con buona pace di chi soffre costretto assieme alle proprie famiglie a combattere anche contro la burocrazia”. Lo dichiara il consigliere del M5S Gianluca Bozzetti in seguito all’appello di Anna D’Accico, una donna brindisina affetta da fibromialgia che chiede la malattia venga inserita nei LEA, Livelli Essenziali di Assistenza.

“Da tempo seguo la vicenda di Anna - spiega Bozzetti - e avevo presentato una prima mozione nel 2016, dopo aver ascoltato la sua storia e quella di altre donne affette dalla stessa malattia. Quella mozione, approvata all’unanimità impegnava il governo regionale a farsi promotore con l’allora Governo nazionale per ottenere il riconoscimento a livello nazionale dello stato patologico per i malati di Fibromialgia, Encefalomielite mialgica benigna e Sensibilità chimica multipla e a prevedere adeguate forme di collegamento tra il presidio di riferimento della rete ed i servizi sanitari territoriali ed ospedalieri. Purtroppo come spesso succede, Emiliano si è completamente dimenticato di queste persone e per sollecitare nuovi provvedimenti ho presentato una seconda mozione per tre volte: ad agosto 2017 poi decaduta a gennaio 2018; di nuovo ad aprile 2018 poi decaduta questo gennaio 2019 e da ultimo lo scorso 8 agosto.

Nel testo s’impegna la Giunta ad adottare qualsiasi azione necessaria affinché ciascuna ASL regionale predisponga ed attivi un apposito Protocollo per la gestione del paziente affetto da Fibromialgia, Encefalomielite mialgica benigna e Sensibilità chimica multipla, al fine di fornire precise indicazioni sulla realizzazione di un percorso assistenziale adeguato; a predisporre linee guida regionali volte ad uniformare la risposta sanitaria per la diagnosi ed il trattamento di queste malattie; ad istituire un registro regionale per la raccolta dei dati inerenti le tre patologie in questione per la predisposizione di atti regionali di pianificazione e programmazione e per individuare azioni finalizzate alla diagnosi precoce e all’ottenimento dei trattamenti medico-sanitari più efficaci; a sollecitare apposite iniziative di formazione nei confronti del personale medico e di assistenza ed infine ad attivarsi affinché le strutture ospedaliere regionali, o quanto meno quelle di II livello, si dotino di uno specifico ambiente per la degenza dei pazienti affetti dalle suddette patologie.

“Auspichiamo - conclude Bozzetti - che dopo l’appello della signora Anna a non essere più invisibile Emiliano finalmente si svegli. Vogliamo sperare che dopo questa ennesima richiesta il nostro (non) assessore alla Sanità non si fermerà a sterili telefonate informative verso chiunque soffra di questa malattia facendo tante belle promesse, magari con l’aggiunta di qualche colpo di teatro. Questo é un copione che ormai conosciamo benissimo e di cui siamo stanchi noi e tutti i pugliesi. Chi soffre ha bisogno di fatti, non di parole”.

Maxi-concorso Puglia: in arrivo 1.000 infermieri


BARI - Grande annuncio per giovani laureati: "Si terrà in Puglia entro il 31 dicembre del 2019 il concorso unico per infermieri", con "una sola graduatoria regionale", triennale. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione, Michele Emiliano, in una nota.

Il bando dovrebbe prevedere l'assunzione di 1.000 infermieri, anche se il governatore precisa: "stiamo parlando di numeri importanti che attualmente sono in fase di definizione, anche alla luce della recente approvazione da parte della Giunta Regionale dei piani dei fabbisogni per ciascuna azienda. Una bella notizia per migliaia di infermieri". "Arriviamo a questo risultato - dichiara - grazie al piano di riordino ospedaliero e alla riduzione della spesa farmaceutica, che hanno consentito di trovare il denaro per le assunzioni. Nessun taglio nella spesa sanitaria, dunque, ma solo eliminazione degli sprechi". Il concorso sarà affidato all'Asl Bari e sarà preceduto da una mobilità infraregionale.

Sanità, PcE presenta mozione su fondi per esenzioni visite soggetti a rischio tumori


BARI - “Impegnare la giunta regionale ad individuare le risorse economiche necessarie per attivare il percorso di esenzione per donne con mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2, mutazioni che accrescono rispettivamente il rischio di tumore al seno e alle ovaie”.
È la richiesta di una mozione urgente depositata e firmata dai consiglieri regionali de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, Alfonso Pisicchio e Giuseppe Turco, nel solco di altre proposte simili sulla prevenzione e cura delle patologie oncologiche.
La proposta prevede fondi dedicati per diverse fasce d’età
 - dai 18 anni: visita senologica annuale più ecografia mammaria annuale;
- dai 25 anni e comunque 10 anni prima del caso più giovanile in famiglia: visita senologica semestrale più ecografia mammaria semestrale/annuale più risonanza magnetica nucleare della mammella annuale;
- dai 30 anni: visita senologica semestrale più ecografia mammaria semestrale/annuale più risonanza magnetica nucleare della mammella annuale (sino ai 55/65 anni) più mammografia annuale più visita ginecologica ed ecografia transvaginale e dosaggio CA125 semestrali.
“Si tratta di una battaglia di civiltà – sostengono i tre consiglieri – considerando che purtroppo il carcinoma al seno è il tumore più frequente nel sesso femminile (rappresenta il 28% delle neoplasie femminili), la principale causa di morte per tumore nelle donne occidentali, ed è inoltre la prima causa di morte per le donne fra i 40 ed i 50 anni. Vogliamo quindi dare un segnale per rafforzare la prevenzione per integrare i percorsi di screening già in essere, o in divenire, al fine di <<ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili>>, come da Indicazioni del Piano Nazionale delle Prevenzione 2014/2018 e dell’Intesa Stato-Regioni del 13 novembre 2014. Questo ha infatti confermato tra gli obiettivi prioritari la prevenzione dell’incidenza e della mortalità dei tumori, da perseguire sia attraverso il contrasto dei determinanti primari dei tumori (fumo, alimentazione non salutare, inattività fisica, consumo rischioso di alcol, agenti infettivi oncogeni), sia attraverso la diagnosi precoce mediante i programmi di screening oncologico. A ciò si è aggiunta la necessità di definire adeguati percorsi diagnostico-terapeutici per i soggetti ad alto rischio eredo-familiare, in particolare per cancro alla mammella e all’ovaio, o per il cancro al colon. Senza dimenticare che la diagnosi precoce consente di individuare il tumore in fase iniziale e quindi aumentare la sopravvivenza. In particolare per i soggetti con mutazione genetica BRCA1 e 2, la diagnosi precoce è importantissima e necessita di una attenzione particolare, sia per l’impatto psico-emotivo che implica la presenza della predetta variazione genetica nell’ambito familiare, sia per l’impatto economico di un percorso di prevenzione di più membri della famiglia”.
“E come gruppo consiliare – aggiungono Pellegrino, Pisicchio e Turco – da tempo ci stiamo battendo per garantire prevenzione e assistenza, sia ai pazienti oncologici sia ai familiari. Non a caso ricordiamo la mozione sul certificato oncologico introduttivo (per il quale manca solo l’ultimo passaggio, cioè a firma del protocollo d’intesa tra Inps Regionale e Assessorato alla Sanità) la mozione, anche questa approvata dal Consiglio Regionale sull’attivazione di agende dedicate a parenti di soggetti oncologici a rischio”.
“Anche in questo caso – concludono – ci auguriamo la massima convergenza di tutte le forze politiche su un tema così delicato e impattante per la salute dei cittadini”.

Inaugurato ospedale "S. Maria degli Angeli" di Putignano


di REDAZIONE - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha partecipato questa mattina all’inaugurazione del reparto di Psichiatria dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Putignano (Ba). Con Emiliano, il direttore generale della Asl Bari Antonio Sanguedolce, l’on. Ubaldo Pagano e il sindaco Domenico Giannandrea. L’ospedale presto sarà potenziato, con il passaggio a unità operative complesse per i reparti di Cardiologia, Chirurgia Generale, Medicina interna e di Psichiatria inaugurata oggi e proveniente dal “Fallacara” di Triggiano. È in programma l’attivazione di 4 posti letto tecnici con monitoraggio post operatorio di terapia intensiva post operatoria. 
Nell’ospedale sono in fase di aggiudicazione l’acquisto di due apparecchi polifunzionali per osteoarticolare (per Radiologia e Pronto Soccorso), un apparecchio radiologico digitale telecomandato polifunzionale e un mammografo.
Sono programmate – secondo il cronoprogramma fornito dalla Asl - le acquisizioni di un broncoscopio, una colonna con gastroscopi e colonscopi, un amplificatore di brillanza, ecocolordoppler e due ecografi.
Entro il prossimo 15 maggio sarà trasferita nella nuova sede il servizio trasfusionale. Nella vecchia sede del Trasfusionale si trasferiranno gli ambulatori di pediatria entro la fine di giugno.
Al primo piano andrà la geriatria con 15 posti letto, nell’ex reparto di ostetricia ristrutturato e messo a norma troverà spazio la Lungodegenza con 20 posti letto. Da maggio 2019 infine partirà l’ambulatorio di Chirurgia Vascolare con day service.
Inoltre c’è un finanziamento di 3,2 milioni di euro per l’adeguamento antincendio dell’intera struttura.
“Abbiamo inaugurato – ha detto il presidente Emiliano - un nuovo reparto psichiatrico dell'ospedale di Putignano. 
Questo è un ospedale che abbiamo voluto a tutti i costi salvare dal Piano di riordino, quindi è rimasto un ospedale che verrà potenziato anche oltre il livello previsto per gli ospedali di base. 
Perché questo nosocomio ha una storia importante per quest'area e soprattutto per la qualità delle cure che il personale medico e sanitario è in grado di assicurare.

Il potenziamento avverrà nel tempo e questo di oggi è il primo segno con un reparto di psichiatria completamente nuovo, uno tra i più grandi e organizzati di tutta la provincia di Bari che sarà di grande sollievo per tutte le famiglie. Perché queste sono malattie che dal paziente si riflettono sulle famiglie degli stessi pazienti.
Quindi oggi arriva il segno della volontà di salvare questo ospedale che è stato non solo tenuto aperto ma che rimarrà aperto per sempre. A differenza dell'ospedale di Monopoli che verrà "versato" nel nuovo ospedale di Fasano/Monopoli, questo ospedale rimarrà aperto. Questo era l'impegno che avevamo preso e questo abbiamo mantenuto”.

Sanità: verso intesa tra Regione Puglia e Istituto di ricerca russo Sechenov


di REDAZIONE - Gettate le basi per una sinergia tra Regione Puglia e l’Istituto di ricerca medica Sechenov di Mosca in ambito oncologico ed in particolare nei campi delle malattie di pancreas, prostata, utero. 
La Sechenov University è la prima Università di Medicina della Federazione Russa.  La collaborazione tra il centro di eccellenza russo e la rete oncologica pugliese riguarderà i percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali.

Nella sede in Bol’shaya Pirogovskaya Ulitsa, il presidente della Regione Puglia - insieme ai coordinatori della Rete oncologica pugliese, Gianmarco Surico, e di Taranto, Salvatore Pisconti - ha incontrato Marina Sekacheva, Vice Rector for Research Work dell’Istituto Sechenov.

Nel corso della visita si è deciso di creare una task force di medici russi e pugliesi specialisti in queste patologie tra oncologi, chirurghi, radioterapisti, specialistici per la diagnostica radiologica e nucleare, specialisti per la diagnosi molecolare e anatomopatologica: questo gruppo di lavoro dovrà definire un protocollo di intesa creando un ponte per la ricerca tra i centri pugliesi e le strutture moscovite. 

Sarà approfondito anche il tema dell’oncoematologia pediatrica e tutto quello che riguarda il trapianto di midollo osseo. Per il presidente della Regione Puglia si tratta di una giornata significativa: esportando il modello virtuoso della rete oncologica pugliese in Russia si apre infatti la strada ad enormi vantaggi bilaterali in termini di investimenti in ricerca e nuove tecnologie.

Per il presidente l’auspicio è che “questa collaborazione scientifica e formativa possa migliorare la capacità di cura dei tumori, con particolare riferimento alla medicina di precisione, un percorso che la Regione Puglia sta già approfondendo con il Cnr grazie a un accordo di ricerca molto rilevante, nel quale si spera di poter coinvolgere l’istituto Sechenov”.
“Un giorno importante per l’oncologia pugliese - ha detto il coordinatore Gianmarco Surico - perché la rete oncologica sbarca in Russia, e l’intesa che abbiamo raggiunto di costituire una task force e poi un protocollo di intesa è un lavoro che mira a perfezionare la cura delle patologie oncologiche di alta complessità”.

La delegazione pugliese ha partecipato anche ad un incontro con le istituzioni sanitarie del Moscow international medical cluster, cluster unico del comparto pubblico-privato di Mosca, e del parco scientifico Skolkovo. “Grazie a una particolare normativa - spiega il presidente della Regione Puglia - sono favoriti gli scambi e la sperimentazione di nuovi protocolli con qualunque soggetto da ogni parte del mondo, compresi gli Stati. Abbiamo candidato la Puglia ed eventualmente le aziende della nostra regione a far parte di questo straordinario crogiolo di idee e innovazione in materia biomedica”.

Il presidente della Regione Puglia insieme al console generale d’Italia a Mosca Francesco Forte ha infine incontrato i rappresentanti del Ministero della Salute della Federazione Russa. Pavel Konovalchuk, capo delle relazioni internazionali del ministero, ha illustrato l'organizzazione e i contenuti delle attività del Centro di Ricerca Radiologica della Federazione situato ad Obninsk presso la regione di Kaliga.

In particolare si è soffermato sulla attività di ricerca in tema di prevenzione e cura delle malattie oncologiche anche attraverso il ricorso a tecniche moderne di protonterapia. Il presidente della Regione ha convenuto sulla opportunità di sottoscrivere un protocollo di intesa che consenta, in tempi molto rapidi, di rafforzare la cooperazione già avviata un anno fa tra l'Istituto Tumori di Bari e il Centro della Federazione Russa e che avrà, tra il 19 e il 21 giugno prossimo, un momento di approfondimento scientifico tra le due istituzioni a Bari.

Ruscitti e Del Vecchio su Giovanni XXIII: "Tutto nella norma, nessun disagio"


di REDAZIONE - Tempi di attesa nella norma e nessun reale disagio ieri per i piccoli pazienti che si sono recati al Pronto soccorso dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bari, utilizzando anche il Servizio Scap (Servizio di continuità assistenziale pediatrica), funzionante e operante da circa un mese in tutte le Asl pugliesi.

A confermarlo il commissario straordinario del Policlinico di Bari Giancarlo Ruscitti e il sub commissario dell’Azienda ospedaliera pediatrica Antonello Del Vecchio.

“In questi ultimi mesi – ha sottolineato Ruscitti - abbiamo raddoppiato le guardie pediatriche in tutte le Asl pugliesi attraverso l’attivazione del servizio Scap che serve a dare continuità assistenziale nei giorni in cui i pediatri di famiglia non lavorano e a sostenere l’attività dei medici dei principali pronto soccorso della regione. Abbiamo fatto indubbiamente un grande passo in avanti con lo Scap, anche se qualche criticità, più organizzativa che altro, non la neghiamo affatto. Però non dimentichiamo che problemi e criticità ci sono da molti anni al Giovanni XXIII e l’idea di rendere autonoma l’azienda pediatrica va proprio in questo senso. Lo scorporo tenterà di dare risposte alle criticità per poter soddisfare anche le richieste di intervento in ambito specialistico di cui attualmente il Giovanni XXIII è sprovvisto. Certamente il percorso non si improvvisa, si sta lavorando alacremente per ridisegnare l’intero ospedale affinchè si garantisca la massima specificità pediatrica per dare risposte soddisfacenti, adeguate e di qualità all’intera utenza”.

“Rispetto a quanto comparso sui giornali di questa mattina – ha specificato il sub commissario Del Vecchio - e da una verifica effettuata presso il Pronto soccorso del Giovannni XXIII, nella giornata di ieri ci sono stati 138 accessi di cui 63 attraverso Scap. Questi dati sono del tutto fisiologici considerando che si trattava del terzo giorno festivo (dopo la vigilia e il Natale) e del periodo epidemico di influenze ed altre patologie virali. Infatti quasi l’80% degli accessi sono stati codici bianchi. L’unico caso in cui un piccolo paziente è stato trattenuto più a lungo (oltre 4 ore) non è stato per ‘attesa’ bensì per ‘osservazione’, sfociato poi in un ricovero. Sempre nella giornata di ieri, presso l’ospedale Giovanni XXIII, dove l’affluenza dei bambini è maggiore rispetto agli altri pronto soccorso della provincia di Bari, i tempi di attesa complessivi tra l’attività del pronto soccorso e quella dello Scap, sono stati di circa 15/20 minuti. Anche questi – ha concluso Del Vecchio - assolutamente in linea con il periodo dell’anno”.

Diversa invece la situazione nei servizi Scap istituiti negli altri ospedali. Al San Paolo per esempio i tempi di attesa sono stati certamente inferiori considerando il numero minore di accessi. Nella provincia di Bari e nella giornata di ieri il servizio Scap nelle sette sedi che comprendono anche il Giovanni XXIII, ha garantito 331 prestazioni, alle quali vanno aggiunte naturalmente le prestazioni sui bambini erogate dai pronto soccorso.

Invece dal 2 dicembre, data di attivazione dello Scap in provincia di Bari, ad oggi, nei giorni festivi le prestazioni effettuate sono state 2554, di cui 557 svolte al Giovanni XXIII.

Vaccini obbligatori fino ai 16 anni. Cosa fare con l'inizio della scuola?


di REDAZIONE - Da quest’anno, e con la conversione in legge del decreto n.73 del 7 giugno 2017, saranno 10 le vaccinazioni obbligatorie richieste ai bambini e ragazzi fino a 16 anni, compresi i minori stranieri non accompagnati, cioè i minorenni, senza cittadinanza italiana o UE, presenti sul territorio italiano a qualunque titolo.

Le vaccinazioni sono essenziali per l’iscrizione all’asilo nido, alla scuola materna e ai servizi integrativi, compresi quelli privati. In assenza della idonea documentazione sarà infatti impossibile iscrivere e frequentare la struttura scolastica. La data ultima per la presentazione della documentazione (asili nido, scuola materna e servizi integrativi) è il 10 settembre 2017.

L’adempimento o meno alle vaccinazioni non preclude l’iscrizione alle scuole dell’obbligo, dalle elementari fino ai primi due anni delle scuole superiori e dei centri di formazione professionale. I ragazzi potranno frequentare l’anno scolastico, ma i genitori vanno incontro ad alcune sanzioni pecuniarie. La data ultima per la presentazione della documentazione (scuole dell’obbligo) è il 31 ottobre 2017.

Regione Puglia e Ufficio scolastico regionale sono impegnati per rendere semplice e agevole la produzione della documentazione, che già a partire dai prossimi mesi sarà resa disponibile nei reciproci sistemi informativi. Con la collaborazione dei dipartimenti di prevenzione delle Asl e della società che gestisce l'anagrafe vaccinale regionale, si sta mettendo a punto un sistema che, incrociando gli elenchi degli alunni iscritti con i dati presenti nel sistema informativo regionale, darà immediata indicazione degli alunni in regola (codici verdi) degli alunni che devono completare la profilassi (codici gialli) e degli alunni che non sono in regola con gli obblighi vaccinali (codici rossi).

Questo servizio, a regime, consentirà alle scuole di avere i dati in tempo reale (le scuole hanno l’obbligo di comunicare all’ASL, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati), alle famiglie di evitare la presentazione della documentazione, agli ambulatori vaccinali di procedere con lettera di invito alla chiamata attiva e gratuita di tutti i non vaccinati.

La documentazione richiesta è diversa a seconda della situazione:
  • in caso di avvenuta vaccinazione, occorre presentare il libretto o il certificato delle vaccinazioni oppure un’autocertificazione, resa ai sensi del DPR 445/2000, che comprovi l’avvenuta vaccinazione e che dovrà essere sostituita, entro il 10 marzo 2018, dai documenti ufficiali, cioè libretto o certificato delle vaccinazioni. La mancata presentazione dei documenti ufficiali comporta la decadenza dell’iscrizione
  • in caso di vaccinazione non ancora effettuata ma prenotata, occorre presentare l’attestazione fornita dalla Asl di appartenenza che dimostri la prenotazione della vaccinazione
  • in caso di esonero dalla vaccinazione, è obbligatorio presentare la relativa documentazione rilasciata dalle strutture sanitarie che attesti la motivazione dell’esonero.

I genitori tarantini scrivono a Emiliano


di REDAZIONE - Caro governatore di questa nostra bellissima regione, sono una mamma, una semplice mamma tarantina. Mi è capitato di incontrarti, di guardarti negli occhi e, confesso, ho creduto che tu sentissi quella pressione sulla coscienza che anche io sento, quando penso a quei genitori che hanno sepolto i propri figli sotto questa coltre di diossina. Mai dovrebbe accadere che un genitore seppellisca un figlio, la natura ci insegna il contrario. Non è umano che si conoscano i responsabili e chi dovrebbe fare qualcosa, non fa. Sai, governatore, io nei tuoi occhi avevo letto una fede politica incrollabile e anche la tenacia di voler cambiare, in meglio, quel partito che a Taranto ha solo seminato decreti e morte per decreto. Ci avevo creduto ed ero stata presa in giro dagli amici che mi dicevano che tu eri peggio dell'altro, del tuo predecessore. Io ti giustificavo dicendo: “Vedrete che lui lavorerà per liberarci da questi veleni”. Avevo torto, purtroppo: i miei amici avevano visto più lontano.

Da sindaco di Bari, hai trasformato la tua città. Troppo semplice, quel compitino, rispetto alle criticità tarantine.

Alla luce di tutto quello che è venuto in seguito, la tua presenza, meno di un anno fa, al funerale di un operaio, vittima numero 500 all’interno dell’Ilva, mi sembra oggi solo un atto di rappresentanza e le parole che volesti regalare ai genitori affranti adesso suonano vuote e prive di qualsiasi significato.

La fabbrica delle bare d’acciaio sta cadendo a pezzi, come raccontano gli stessi dipendenti, ma, prima di morire, vuole ancora uccidere, armata dal Governo centrale e sopportata da quello regionale.

La fede politica può spingerti fino ad accettare passivamente il sacrificio della vita dei tuoi conterranei, al pari degli ovini soppressi solo perché pascolavano nei campi intorno alla zona industriale?

Può la fede politica farti illudere di poter cambiare un partito dal proprio interno invece di sfidare il malaffare sostenendo che a talune condizioni tu non ci stai più?
Può, sempre la stessa fede, trascinarti fino a Taranto per appoggiare la candidatura a sindaco di una persona che, con ogni probabilità, non risponderà alla richiesta di incontro formulata dai Genitori tarantini?
Puoi, infine, essere così incauto da circondarti ancora di personaggi locali che mai hanno dimostrato di voler bene a Taranto, la loro città?

Mi dispiace, Michele, pur con sofferenza e dispiacere, non ti credo più.
I bambini di Taranto vogliono vivere e noi genitori difenderemo la loro salute. Costi quel che costi.

Cinzia, dei Genitori tarantini.

Uil Puglia: spesa farmaceutica da record


di REDAZIONE -
"Ancora una volta la Sanità regionale si distingue in peggio. E ancora una volta a causa di una spesa farmaceutica ormai definitivamente fuori controllo, addirittura, stando ai numeri, la più elevata d'Italia. Eppure non è una novità: già a marzo il Governo nazionale aveva espresso la propria preoccupazione per l'abnorme spesa farmaceutica pugliese. Andando ancora a ritroso, il 12 dicembre scorso, nell'ambito dell'accordo firmato dal Presidente regionale con i sindacati, la Regione riconosceva l'emergenza, impegnandosi espressamente a contenere la spesa sanitaria e farmaceutica, anche e soprattutto attraverso il famoso centro unico di spesa e appalti, un progetto da noi caldeggiato da anni, iniziato sulla carta con la precedente amministrazione, ma mai realmente attuato. Un accordo rimasto, ahinoi, disatteso, non solo per quel che concerne la spesa, con le conseguenze che ora tutto il Paese conosce”.

Lo dichiara Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia.

“Si persegue – attacca ancora Pugliese – con la politica dei tagli indiscriminati, chiudendo ospedali e pronto soccorso, riducendo di fatto non già gli sprechi, al fine di ricavare risorse ed economie per il rilancio della sanità pugliese, bensì il servizio, con la conseguente dilatazione delle liste d’attesa e peggioramento della qualità dell'offerta sanitaria. Una regione come la Puglia, che in alcuni territori si trova ad affrontare emergenze clamorose, non può certo permettersi di tollerare sperperi ed esagerazioni”.

“La Sanità e il diritto alla salute – conclude il Segretario della UIL regionale – rappresentano i pilastri di una società civile e non possono essere affrontati o governati come un passatempo o come un lavoro part-time. Riteniamo, a questo punto, ormai improrogabile la nomina di un assessore al ramo. Il presidente della Regione Puglia ha dimostrato di non essere, anche fisicamente, in grado di svolgere un doppio ruolo così gravoso e di seguire un settore che rappresenta quasi l’85% del bilancio regionale. Sarebbe il caso che rivedesse il suo pensiero, difeso spesso con una cocciutaggine inspiegabile, prima che le conseguenze, per la Puglia e per i pugliesi, siano irreparabili”.

Policlinico di Bari, svolta nella diagnosi dei tumori: basterà un respiro


BARI - Addio esami invasivi grazie alla grande svolta del Policlinico di Bari, che consentirà di diagnosticare tumori grazie alla rapida analisi del respiro. L'esito del test sarà fornito in tempo reale, diminuendo i costi per la sanità pubblica e cancellando i lunghi tempi d'attesa.

Lo spirometro messo a punto per l'analisi del respiro sarà sperimentato a partire dal 2018 proprio nel nosocomio barese, che opererà in stretto contatto con l'Università degli Studi di Bari. In particolare, l'apparecchio sarà utilizzato per lo screening di massa del carcinoma colon rettale, una forma tumorale che colpisce soprattutto gli over 65 e che, al giorno d'oggi, richiede analisi molto più invasivi.

L'esame sarà effettuato in pochi istanti. Basterà che il paziente soffi nello spirometro e un apposito software svolgerà il resto del lavoro, trasmettendo i dati ad una centralina. Al termine del test, il medico rileverà la presenza di eventuali segnali sospetti, indirizzando il paziente verso ulteriori e più approfonditi esami.

Bimbi e meningite: la parola al Pediatra


di PIERPAOLO DE NATALE - Ormai in tutta Italia è "allarme" meningite. Dopo le diverse vittime accertate in Toscana, il 2017 si è aperto con una vera corsa al vaccino in tutte le regioni. Le Aziende Sanitarie Locali sono state letteralmente prese d'assalto, con migliaia di richieste e anche i pugliesi seguono l'ondata di panico nazionale. In particolare, ad agitare la Puglia è stato il falso allarme erroneamente lanciato da alcuni quotidiani locali circa la presunta morte per meningite di una bimba di quattro anni, presso l'ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.
Dunque (tra ansie, allarmismi e falsi miti) facciamo chiarezza con il dott. Danilo Falciatore, noto medico pediatra di libera scelta presso l'Asl di Bari.


dott. Danilo Falciatore
Come si contrae la malattia? Esistono luoghi in cui il contagio viene agevolato?
La meningite è un processo infiammatorio a carico delle meningi che sono tre membrane che rivestono il cervello ed il midollo spinale proteggendoli. Tale infiammazione è provocata, nella grande maggioranza dei casi, da virus o batteri che possono colonizzare queste membrane provocando la malattia.
Essendo i virus ed i batteri (questi molto più frequenti e pericolosi) i responsabili della meningite, la malattia si contrae prevalentemente attraverso le goccioline respiratorie. In particolare gli starnuti e i colpi di tosse sono i principali veicoli di trasmissione dell'infezione da un soggetto all'altro.
Se pensiamo che il temutissimo meningococco spesso alberga nelle prime vie respiratorie di soggetti sani (portatori) o con sintomi estremamente limitati, si capisce come si possa contrarre la malattia non necessariamente da un soggetto malato o con sintomi conclamati. E tali soggetti diventano, inconsapevolmente, la fonte principale d'infezione non potendo essere individuati come avviene invece per gli ammalati.
Da tutto ciò deriva che i luoghi più a rischio per il contagio sono i luoghi iperaffollati, magari senza fonti adeguate di areazione come ad esempio asili, scuole e uffici. Luoghi in cui si soggiorna per parecchie ore al giorno.

Come prevenire e quali attenzioni devono prestare i genitori?
La prevenzione principale, per le forme batteriche, è direi quasi esclusivamente la vaccinazione. Infatti non si può pensare di isolarsi dal mondo impedendo ai bambini di frequentare le scuole o astenendoci dal recarci nei luoghi di lavoro quali uffici, studi o ipermercati.
Ovviamente è importante prestare attenzione anche alle principali norme igieniche previste per limitare la trasmissione di qualunque agente infettivo: lavarsi spessissimo le mani, soffiarsi il naso con fazzoletti di carta usa e getta rapidamente eliminati dopo l'uso, arieggiare i locali evitando il ristagno di aria viziata.

Quali sono i sintomi della meningite e quando si manifestano?
La meningite spesso è una malattia subdola i cui sintomi iniziali ricalcano quelli di una banale influenza: febbre, malessere generale, brividi, prostrazione. Successivamente subentrano i sintomi eclatanti che possono essere diversi nei bambini e negli adulti. Nei neonati e bambini: pallore o pelle a chiazze o colorazione bluastra della pelle stessa, sonnolenza, rifiuto del cibo, irritabilità, stato di flaccidità corporea, difficoltà ad essere calmato, respirazione affannosa, lamento o pianto stridulo, rigonfiamento della fontanella cranica. Come si può vedere la rigidità nucale, da sempre considerata il segno patognomonico della meningite, nei lattanti e nei bambini può mancare. È invece un sintomo sempre presente nell'adulto insieme a vomito, intensa cefalea, stato confusionale (a volte convulsioni) e fotofobia. Come detto questo corteo sintomatologico può presentarsi in una fase secondaria della malattia.

Cosa fare in tal caso? Cosa consiglia ai genitori?
Come già detto i sintomi della meningite inizialmente sono del tutto simili a quelli di una banale forma influenzale. Anche il periodo di maggiore incidenza delle meningiti è sovrapponibile a quello del picco influenzale. Fortunatamente, però, la stragrande maggioranza delle febbri di questo periodo risulta poi essere un'influenza: infatti la frequenza di questa patologia è di gran lunga maggiore rispetto a quella delle meningiti.

Alla luce di quanto detto, il consiglio che do ai genitori è di non pensare subito ad una meningite allorquando il proprio bambino presenta una sintomatologia febbrile anche se associata a mal di testa: infatti quasi tutti i bambini quando hanno febbre manifestano anche cefalea. Quest'ultima, però, nelle forme non meningee regredisce rapidamente e completamente insieme alla febbre con l'uso di un antipiretico.

Tenere attentamente sotto controllo l'andamento del quadro clinico nelle successive 24 - 48 ore. Lì dove comparissero segni e sintomi come quelli precedentemente descritti, tenendo conto anche delle diverse peculiarità cliniche in base all'età del soggetto ammalato, consultare repentinamente il proprio medico di famiglia o il proprio pediatra descrivendo accuratamente la situazione. Il medico, visitando il soggetto, potrà avanzare o meno il sospetto di una meningite ed eventualmente inviare subito il malato in un centro ospedaliero per la conferma diagnostica.
Il ricorso diretto al Pronto Soccorso deve avvenire solo se i sintomi presentati dall'ammalato sono fortemente evocativi di meningite: in particolare convulsioni e/o stato soporoso o confusionale o comparsa di manifestazioni cutanee bluastre sulla cute, sintomi quindi assolutamente non comuni delle normali febbri influenzali.

Vaccinazioni e Asl: come si procederà con la profilassi?
La vaccinazione è il principale se non l'unico strumento di prevenzione delle meningiti batteriche. Per quelle virali, purtroppo, non esiste possibilità di vaccinazione ma va anche detto che si tratta di forme più rare e più benigne.
Gli agenti batterici responsabili delle principali forme di meningite sono: l'Haemophilus influenzae B, lo Streptococcus Pneumoniae (Pneumococco) e la Neisseria Meningitidis (Meningococco). In particolare quest'ultima prevede numerosi sierotipi identificabili con una lettera: i più frequenti e patogeni sono A, B, C, Y, W135.

La vaccinazione nei confronti dei primi due agenti, l'Haemophilus ed il Pneumococco, viene effettuata gratuitamente nei primissimi mesi di vita: infatti l'anti-Haemophilus è compreso nella cosiddetta esavalente insieme a anti-tetano-difterite-pertosse-polio-epatite B e l'anti-Pneumococco 13 valente viene fatta contemporaneamente alla precedente ovvero nel primo anno di vita. Non sono ad oggi previsti richiami per questi vaccini.

Per quanto riguarda la vaccinazione anti-meningococco, la Regione Puglia offre già da diversi anni GRATUITAMENTE il vaccino contro il sierotipo C che viene effettuato ai bambini subito dopo l'anno di vita, ed il vaccino contro i sierotipi A, C, Y, W135 che viene effettuato insieme a quello per il Papillomavirus dopo gli undici anni. Anche per questi vaccini ad oggi non è previsto richiamo.

Diversa è la situazione per il più recente dei vaccini anti-meningococco cioè quello attivo nei confronti del sierotipo B: infatti questo vaccino, introdotto dal 2014, viene offerto GRATUITAMENTE ai bambini nati dal 2014 in poi. La schedula è diversa a seconda dell'inizio del ciclo vaccinale e, dopo il ciclo primario, ad oggi non sono previsti nuovi richiami.

La novità è che sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 150 del 30 dicembre 2016, è stata pubblicata la Legge Regionale n. 40 “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2017 e bilancio pluriennale 2017–2019 della Regione Puglia (legge di stabilità regionale 2017)”; la quale recita:
"art. 52 - Disposizioni in materia di vaccinazione anti meningococco 
1. È assicurata con oneri a carico del Servizio sanitario regionale la vaccinazione “anti meningococco B”, anche per i nati prima dell’anno 2014"
Ad oggi, però, le ASL pugliesi non hanno recepito ancora tale disposizione prevista nella Legge Regionale n.40/2016. Auspichiamo che al più presto, tale vaccinazione, che al momento è offerta in copagamento con un onere di 150,00 euro per i bimbi nati prima del 2014, sia disponibile gratuitamente.

Detto questo mi preme precisare però che in Puglia, così come in Italia ad eccezione della Regione Toscana, non è in corso alcuna epidemia di meningite: infatti i casi segnalati sul territorio sono esattamente in linea con quelli "attesi" ogni anno in questo periodo. È dunque immotivato il panico diffuso nella popolazione ed anche la corsa al vaccino "immediato e a tutti i costi". La vaccinazione anti-meningococco B va sicuramente programmata perchè si tratta di un vaccino sicuro ed efficace nel prevenire questa pericolosa e temibile patologia, ma l'eccessivo ed incontrollato panico di questi giorni sta mandando in tilt i centri vaccinali e sta portando ad esaurimento le scorte di vaccini. È bene, dunque, che la precedenza venga data alle fasce di età più a rischio: l’incidenza della malattia invasiva da meningococco è maggiore nella fascia di età 0-4 anni e in particolare nel primo anno di vita in cui l’incidenza supera i 4 casi per 100.000. Tuttavia l’incidenza si mantiene elevata fino alla fascia 15-24 anni e diminuisce dai 25 anni in sù. Quindi, precedenza alla fascia pediatrica ed in particolare ai primi anni di vita. Keep calm and protect yourself and your family with vaccines! (ndr. Mantenete la calma e proteggete voi stessi e la vostra famiglia con i vaccini!)

Tour ospedali, Manca: a Galatina e Casarano penalizzati donne e bambini


di REDAZIONE - Un Piano di Riordino Sanitario che a Galatina e Casarano penalizza donne e bambini che saranno costretti per partorire e curarsi doversi spostare di parecchi chilometri. Questa mattina il vicepresidente della Commissione Sanità della Regione, Luigi Manca - insieme ai parlamentari del suo partito (Conservatori e Riformisti), il senatore Francesco Bruni, e i deputati Roberto Marti e Rocco Palese - ha visitato gli ospedali di Galatina e Casarano, entrambi saranno declassati perdendo importanti reparti. Nella prima struttura la delegazione CoR accompagnata dal direttore sanitario De Maria ha visitato i reparti di Ginecologia-Ostetricia e Pediatria, due fiori all'occhiello che presto saranno chiusi a causa dei tagli previsti in modo ragionieristico dal piano di riordino. Nella seconda oltre ai due reparti la delegazione, accompagnata dal direttore medico, Creti, ha visitato il reparto di Chirurgia pediatrica. Un vero "gioiello" ospedaliero un punto di riferimento di vera e propria eccellenza per i bambini e le loro famiglie.

"Fermo restando la creazione del polo pediatrico all'ospedale di Lecce - ha sostenuto il consigliere Manca - ci adopereremo, ognuno per propria competenza, affinché la Chirurgia Pediatrica di Casarano resti attiva. Se il presidente Emiliano avesse operato i tagli ospedalieri dopo aver visitato i reparti sicuramente sarebbe d'accordo con noi: questo reparto non può chiudere! La struttura serve un territorio importante e l'utenza non può essere costretta a spostarsi di molti km per un servizio che fino ad oggi è offerto a Casarano in maniera straordinaria".

Garza dimenticata dopo il parto: muore donna nel napoletano


NAPOLI - Paola Savanelli, 30 enne di Caivano, è morta lo scorso 31 luglio nell'ospedale di Loreto Mare, 5 mesi dopo un parto avvenuto l'8 febbraio. Nei giorni successivi al parto, la donna iniziò ad avvertire forti dolori all'addome, al punto da iniziare un valzer di ricoveri e dimissioni dall'ospedale. Le numerose visite permisero di scoprire una garza, dimenticata nell'addome durante il parto cesareo e, pertanto, si procedette con un intervento chirurgico per l'asportazione del presidio medico. Nonostante l'intervento, però, ha avuto luogo l'imprevedibile e la donna è morta. La famiglia ha subito presentato una denuncia, ma l'ospedale ha replicato sostenendo che la donna sarebbe stata medicata anche presso altre strutture. A tal proposito, i magistrati avrebbero disposto il sequestro della salma, così da procedere con l'autopsia e far luce sulla vicenda.

Rubava aghi, garze e guanti: arrestata ostetrica del Policlinico di Bari


BARI - Colta in flagranza di reato un'ostetrica del Policlinico di Bari, sorpresa dai Carabinieri mentre rubava farmaci e materiale sanitario. A seguito di una segnalazione da parte della direzione sanitaria ospedaliera, gli agenti hanno iniziato un'attività di osservazione della donna. Al termine dell'indagine, considerando il materiale trovato nel portabagagli dell'auto della donna e quello rinvenuto nella sua abitazione, è stato stimato un furto complessivo pari a 600 euro. All'esito del processo per direttissima, la donna ha patteggiato la pena a un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa).

Bimbo muore durante il parto: 8 indagati alla Mater Dei

Bimbo muore durante il parto, otto indagati tra medici e infermieri


BARI - Aperta dalla Procura un'inchiesta per omicidio colposo, a seguito della morte di un bambino durante il parto, avvenuta lo scorso 15 maggio presso la clinica Mater Dei. Al momento risultano indagati 4 medici e 4 infermieri.

La denuncia è partita proprio dalla gestante, che aveva in programma il parto per il 16 maggio. Avvertendo strani movimenti del feto, però, la donna - una 36 enne di Bisceglie - avvertì il ginecologo.

La mattina seguente, alla luce del tracciato, risultò una sofferenza fetale che spinse i sanitari ad anticipare il parto, sottoponendo la 36 enne ad un cesareo d'urgenza. La documentazione sanitaria è stata acquisita su disposizione del pm, mentre l'autopsia è stata affidata al medico legale ed al ginecologo.

Medicinali cannabinoidi, “I malati in Puglia penalizzati da un Presidente che pensa solo a far carriera politica”

BARI - Dichiarazione del presidente del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo. “Malati di fibromialgica che rinascono grazie all'utilizzo di medicinali cannabinoidi. Belle storie di buona Sanità, ma che in Puglia non possono verificarsi, perché nonostante i nostri continui appelli a dar seguito con il Regolamento attuativo alla legge regionale, approvata nella passata legislatura, i vertici dell'assessorato alla Sanità dormono sonni tranquilli, forse, perché non provano sulla propria pelle gli stessi dolori che provano tanti affetti da particolari malattie che potrebbero trovare un sollievo, ma anche un miglioramento della propria salute, proprio grazie all’assunzione di farmaci a base di cannabis. Essere malati in Puglia è essere penalizzati due volte: per la malattia in se stessa, ma anche perché il presidente Emiliano, anche in qualità di assessore alla Sanità, è troppo impegnato a far carriera politica da trascurare la soluzione dei problemi reali che i pugliesi vivono”.

Brindisi: farmaci scaduti e truffa al 118, arrestati


BRINDISI - Gli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del presidente di un'associazione di volontariato - e di tre suoi collaboratori - incaricata del servizio di 118 di Brindisi.
I quattro sono accusati di peculato, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata (perché commessa ai danni di un ente pubblico) e tentata somministrazione di medicinali guasti e o imperfetti.

Dichiarazione dei redditi: tutto sulle nuove detrazioni


di PIERPAOLO DE NATALE - Nuove voci meritevoli di tutela sono ora inseribili tra le detrazioni in riferimento alle dichiarazioni dei redditi dello scorso anno. Che si tratti di 730 precompilato o di modello cartaceo da presentare a commercialisti o Caf, per usufruire degli sconti sull'imposta è sempre necessario presentare la documentazione che attesti le spese sostenute e il loro ammontare. Dunque, se avete tutto a disposizione, vediamo nel dettaglio cosa si potrà detrarre in sede di dichiarazione.
  • SPESE MEDICHE
Una detrazione del 19% è prevista per tutte le spese sanitarie. Nell'elenco rientrano: farmaci, medicine acquistate all'estero e qualificate come farmaci, dispositivi medici e apparecchiature sanitarie (purchè vi siano scontrino parlante e indicazione "dispositivo medico CE" sullo scontrino). Ancora, è possibile detrarre analisi di laboratorio, inclusi kit fai-da-te senza ricetta medica, certificati medici e perizie medico-legali, fisioterapia ed altre terapie di riabilitazione senza necessità di prescrizione medica, visite dal dietista, spese di degenza e interventi chirurgici, spese per disabili anche non fiscalmente a carico.
  • MUTUI PRIMA CASA
Sono previste agevolazioni per l'acquisto della prima casa. Sono detraibile la spesa per l'agenzia immobiliare, per un importo massimo di 1.000 euro e gli interessi pagati sui mutui, fino a 4 mila euro annui, purchè l'intestatario del mutuo sia anche proprietario dell'immobile. Casi particolari sono previsti per il mutuo col coniuge (se a carico, detraibile al 100%), casa assegnata dal giudice, casa dei familiari, trasferimento per lavoro, mutuo rinegoziato e mutuo per ristrutturazione o costruzione.
  • FAMIGLIA E ISTRUZIONE
Detrazione del 19% per le spese dei figli a carico spetta all'intestatario del documento di spesa e, se intestato ai figli, la detrazione è al 50%. Sono detraibili: asili nido (massimo 632 euro per
ciascun figlio dai 3 mesi ai 3 anni), attività sportive (massimo 210 euro per ogni figlio tra i 5 e i 18 anni), spese scolastiche (massimo 400 euro per ciascun figlio), università (sia per corsi di laurea che per master, specializzazioni e dottorati), affitti fuori sede (per gli iscritti ad atenei distanti almeno 100 km da casa, per massimo 2.633 euro complessivi).
  • RISTRUTTURAZIONE E RISPARMIO ENERGETICO
Sono previste detrazioni del 50% per tutte le ristrutturazioni di immobili residenziali, senza differenza tra prima e seconda casa, con obbligo di pagamento tramite bonifico. Casi particolari sussistono per box di nuova costruzione, immobili ereditati e bonus mobili.
  • ASSICURAZIONI
Sono ammesse detrazioni di assicurazioni diverse dal piano previdenziale, in dettaglio: assicurazioni sulla vita (massimo 530 euro), assicurazione conducente, assicurazione per il rischio di non autosufficienza (massimo 1.291,14 euro).
  • PREVIDENZA
Questi tipi di spesa sono tutti deducibili. In particolare, la deduzione è relativa a spese sostenute per sè e per familiari a carico, circa: contributi obbligatori, contributi volontari e fondi pensione (massimo 5.164,57 euro).
  • ALTRE SPESE
Agevolazioni fiscali sono previste anche per: stipendi delle badanti (19%, massimo 2.100 euro e soddisfacendo alcuni requisiti),  contributi colf e badanti (massimo 1.549,37 euro), spese funebri (19% anche per non familiari), art bonus (credito d'imposta del 65% per le spese sostenute a sostegno del patrimonio culturale pubblico), donazioni in favore di Onlus e altri organismi di utilità sociale (19% o 26%).

Giornata nazionale della salute della donna, visite gratuite in tutta Italia


Oltre 170 ospedali in Italia saranno aperti dal 22 al 28 aprile in occasione della prima Giornata nazionale della salute della donna, offrendo visite e consulti clinici gratuiti. "Da oggi sul sito www.bollinirosa.it si potrà consultare l'elenco dei servizi offerti dagli ospedali aderenti all'iniziativa e le modalità di prenotazione", si legge in una nota degli organizzatori.

"Migliorare l'accesso delle donne al Servizio Sanitario Nazionale, promuovere l'informazione sulle diverse patologie femminili per garantire un progresso nella Medicina di genere, sono tra gli obbiettivi dei 248 ospedali con i Bollini Rosa", riferisce Francesca Merzagora, Presidente di Onda.

Sono tante le aree specialistiche coinvolte, "diabetologia, dietologia e nutrizione, endocrinologia, ginecologia e ostetricia, malattie cardiovascolari, malattie metaboliche dell'osso, neurologia, oncologia, reumatologia, senologia e sostegno alle donne vittime di violenza. Crediamo nel lavoro in rete di Istituzioni, Società scientifiche, ospedali, associazioni e welfare community per promuovere la salute della donna e promuovere la salute della donna significa promuovere la salute collettiva, a partire dalla famiglia".

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