Manifestazioni a Bari, Leccese: «La violenza non può essere giustificata, ma il disagio sociale non può essere ignorato»
Il sindaco commenta il corteo pacifico in città e rilancia la richiesta al Governo di aprire un tavolo di confronto sulle difficoltà economiche e sociali dei territori.
«Oggi a Bari si è manifestato pacificamente e questo ci fa tirare un sospiro di sollievo». Il sindaco di Bari, Vito Leccese, interviene sulle manifestazioni che si sono svolte questo pomeriggio in città, sottolineando l’importanza dello svolgimento pacifico della protesta e la necessità di affrontare le cause del disagio sociale.
Secondo il primo cittadino, l’attività preventiva delle forze dell’ordine ha consentito di evitare la presenza di persone che nei giorni scorsi, attraverso i social, avrebbero incitato all’uso della violenza. Leccese invita, tuttavia, a non fermarsi alla gestione dell’ordine pubblico, ma a comprendere le ragioni del dissenso.
«Tra coloro che scendono in piazza ci sono tanti giovani e giovanissimi che guardano al futuro con crescente preoccupazione», afferma il sindaco, richiamando le disuguaglianze sociali, le difficoltà nell’accesso a bisogni fondamentali come la casa e la precarietà delle prospettive di vita, spesso in contrasto con modelli di ricchezza e benessere percepiti come irraggiungibili.
Il sindaco richiama anche gli episodi di violenza e disordini verificatisi in altre città, sottolineando la necessità di distinguere le condotte violente dalle motivazioni che spingono le persone a protestare.
«La violenza non può mai essere giustificata, ma il disagio che attraversa una parte della nostra società non può essere ignorato», dichiara Leccese.
Da qui il rilancio della richiesta, già avanzata dai sindaci al Governo, di aprire un tavolo di confronto che parta dalle esigenze concrete dei territori, dove le difficoltà economiche e sociali si manifestano quotidianamente e le istituzioni sono chiamate a dare risposte ai cittadini.
«Non possiamo limitarci a prevenire le conseguenze del disagio senza provare ad affrontarne le cause», conclude il primo cittadino, auspicando una maggiore disponibilità all’ascolto e al dialogo.
«Non è una questione di destra o di sinistra. È una questione di responsabilità istituzionale che riguarda il futuro dell’intero Paese».
