Presentata stamane a Lecce la seconda edizione di 'Digeat Festival', su protezione dati, archivi digitali, intelligenza artificiale e regole del futuro: in programma dal 5 all'8 novembre prossimi a Lecce e Gallipoli


Digitalaw presenta Digeat Festival – II edizione: dal 5 all'8 novembre tra Lecce e Gallipoli "Io, Umano. Giorni di un futuro passato”. Quattro giornate, oltre 200 ospiti su protezione dati, archivi digitali, intelligenza artificiale e regole del futuro, tra formazione professionalizzante e panel divulgativi, fino al convegno istituzionale di chiusura con il processo ai sistemi di intelligenza artificiale. “A Lecce ascolterete dalla voce dei protagonisti dell'innovazione digitale racconti che pochi vogliono farvi sentire” dice Andrea Lisi, ideatore del festival.

“Io, Umano. Giorni di un futuro passato”: tecnologie a misura d’uomo o uomo a misura di macchina? È la domanda al centro della seconda edizione di DIGEAT Festival, la manifestazione internazionale promossa da Digitalaw che mette a confronto esperti, istituzioni e professionisti sui temi della protezione dei dati, degli archivi digitali, dell’intelligenza artificiale e delle regole del futuro. Dal 5 all’8 novembre 2026, tra Lecce e Gallipoli, oltre 200 esperti nazionali e internazionali, tra cui rappresentanti delle autorità e delle istituzioni italiane ed europee legate al mondo digitale, si confronteranno in quattro giornate di formazione professionalizzante, approfondimenti e panel divulgativi. A chiudere il festival sarà un convegno istituzionale con una simulazione del processo ai sistemi di intelligenza artificiale.

Programma

DIGEAT Festival si rivolge a imprese e imprenditori, manager, responsabili HR, pubbliche amministrazioni, professionisti attenti al digitale (avvocati, ingegneri, notai, consulenti IT, archivisti, commercialisti, medici, architetti ecc.), neolaureati, studenti e, più in generale, a chiunque sia interessato a comprendere criticamente le trasformazioni digitali in corso.
Il programma è così suddiviso:
- 5 novembre – Giornata dedicata alla formazione professionalizzante, con laboratori specialistici su protezione dei dati e digitalizzazione documentale rapportati all’intelligenza artificiale, seguiti dalla conferenza istituzionale di apertura. Sede: Ex Convitto Palmieri, Lecce.
- 6 e 7 novembre – Le due giornate centrali prevedono, nelle mattine, otto sessioni di approfondimento dedicate a quattro settori – eHealth, PA, eBusiness, utility – che completano i temi trattati nei laboratori del giorno precedente. Nei pomeriggi si svolgeranno panel divulgativi aperti al pubblico, distribuiti tra Ex Convitto Palmieri, Palazzo Turrisi e Museo Castromediano, a Lecce.
- 8 novembre – Convegno istituzionale di chiusura, per la prima volta non a Lecce ma al Teatro Tito Schipa di Gallipoli. Momento centrale della giornata sarà il processo ai sistemi di intelligenza artificiale, una simulazione dibattimentale in cui i relatori metteranno sul banco degli imputati la tecnologia, per interrogarsi con rigore e ironia sul futuro del rapporto uomo-macchina.

Gli ospiti

Tra gli ospiti dell’edizione 2026: Luigi Montuori, segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali; Agostino Ghiglia, componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali; Paolo De Rosa, policy officer presso la Commissione Europea, CTO per il Digital Identity Framework; Stefano Marzocchi, DPO dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN); Laura Aria, componente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).
Saranno presenti anche i componenti del nuovo Comitato scientifico del festival, presieduto dal prof. Donato A. Limone, già professore ordinario di Informatica giuridica: Maria Antonietta Aiello, rettrice dell’Università del Salento; Raffaele Barberio, presidente di Barberio & Partners; Enzo Chilelli, docente universitario; Massimo Di Virgilio, presidente FIDAInform; Luigi Gambardella, promotore della trasformazione delle politiche digitali in ambito internazionale e presidente di ChinaEU; Giuseppe Gigli, fondatore e primo direttore dell’Istituto di Nanotecnologia del CNR, presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Distretto High Tech (DHITECH) e docente di Fisica presso l’Università del Salento; Selene Giupponi, ingegnere e membro del Comitato scientifico Hermes CSE; Andrea Lisi, avvocato e direttore del progetto DIGEAT; Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano; Gianni Penzo Doria, docente di Archivistica e Diplomatica digitale all’Università di Udine; Nicola Perullo, rettore e presidente dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN); Giuseppe Pirlo, docente all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro; Michele Ruta, docente al Politecnico di Bari; Patrizia Sormani, presidente ANORC Mercato.

Il comitato scientifico di Digeat Festival

Novità della seconda edizione, il Comitato scientifico orienta il festival e ne sostiene la qualità culturale e scientifica. Riunisce accademici, professionisti ed esperti di diritto, tecnologia, sanità, pubblica amministrazione, etica e comunicazione, con l’obiettivo di mettere in dialogo competenze e prospettive diverse sulla trasformazione digitale e sul suo impatto sulle persone.
Il Comitato contribuisce alla definizione dei filoni tematici, alla selezione dei relatori e all’equilibrio tra rigore scientifico e accessibilità dei contenuti, accompagnando il lavoro del festival già nella fase di preparazione.

Il tema: "Io, Umano. Giorni di un futuro passato"

In un tempo in cui le macchine si trasformano da semplici strumenti a burattinai invisibili capaci di orientare scelte e decisioni, prende forma la seconda edizione di DIGEAT Festival.
Se gli algoritmi manovrano le nostre intelligenze, influenzando e plasmando le nostre capacità umane, il festival vuole provare a cambiare prospettiva, proponendo un rovesciamento del rapporto uomo-macchina che riporta al centro una domanda fondamentale: stiamo progettando tecnologie a misura d’uomo o stiamo lentamente adattando l’uomo alle logiche delle macchine? DIGEAT vuole inserirsi in questa tensione, creando uno spazio di approfondimento, divulgazione e confronto in cui la tecnologia viene compresa e messa in discussione. E in un tempo dominato dalle tecnologie generative, la sfida più grande potrebbe essere proprio quella di tornare a mettere l’uomo al centro, prima della macchina, davanti all’algoritmo.
DIGEAT Festival vuole stimolare nuove riflessioni anche quest’anno, perché dopo “il risveglio della ragione” è arrivato il momento di agire e di comprendere davvero che in un mondo in cui tutto sembra automatizzato, la vera innovazione sarà tornare a essere consapevolmente umani, al fine di garantire ordine e controllo sui processi di digitalizzazione che ci riguardano.

L'innovazione parte dai cittadini, dai professionisti, dagli enti locali

“Stiamo vivendo da tempo una trasformazione digitale imposta dall’alto, caratterizzata da scelte rigide, spesso burocratiche e controverse, sia a livello europeo che nazionale. Governare l’innovazione digitale in questo modo significa inevitabilmente farsi schiacciare dai ‘Sultani del Web’ e continuare a favorirli.
Vi proporremo a Lecce una visione sulle Regole del Futuro che sia meditata, ‘slow’, quindi semplicemente differente.
Ascolterete dalla voce dei protagonisti dell’innovazione digitale racconti che pochi vogliono farvi sentire.
Sarà quest’anno un appuntamento unico e imperdibile qui a Lecce.
Partendo dal Sud si può guardare lontano e anche oltre confine. Lì dove, ad esempio, strumenti di Chat Control non possono essere consentiti in una visione etica e democratica di società e la sovranità digitale è un diritto indispensabile da preservare”. (Andrea Lisi, avvocato, ideatore del festival e direttore del progetto editoriale DIGEAT, tra le voci più autorevoli nel campo del diritto applicato all’informatica).

Digeat tra gusto, estetica e Salento

Nei giorni di DIGEAT Festival, il Convitto Palmieri di Lecce ospiterà quest’anno anche un angolo dedicato al cibo: lo Spazio Gusto DIGEAT, dove condividere momenti di networking tra i protagonisti del festival, accompagnati dalla degustazione dei sapori del territorio salentino.
Gli appuntamenti, previsti il 5, 6 e 7 novembre a pranzo e a cena nel chiostro cinquecentesco del Convitto, sono a cura di BeCool – L’estetica del Gusto, in collaborazione con il Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino (DAJS). Protagonisti in tavola saranno i Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) pugliesi, espressione di saperi e lavorazioni tramandati nel tempo, un patrimonio di sapori e biodiversità.
Solo l’8 novembre lo Spazio Gusto DIGEAT si sposterà a Gallipoli, nelle sale di Marechiaro, per il pranzo conclusivo.

Teatro, suoni e visioni: il lato artistico di Digeat

Al calare della sera, DIGEAT Festival propone due momenti artistici nello Spazio ANABASI, nato nell’ambito del festival e ospitato al Museo della Stampa dell’Ex Convitto Palmieri. Un’altra occasione per riflettere sul presente, sul tempo e sul rapporto tra l’uomo, la tecnologia e ciò che lo circonda. Ingresso libero.
- 5 novembre – ore 21:30 – La spada e l’incanto – Sulle orme di San Francesco d’Assisi
Spettacolo teatrale di Ura Teatro e Art&Lab Lu Mbroia, di e con Massimo Donno e Fabrizio Saccomanno.
Ura Teatro porta in scena “La spada e l’incanto”, una rivisitazione in chiave contemporanea de “Il Cantico delle Creature”, ispirata alle orme di Francesco d’Assisi. In un tempo che sembra aver smarrito il legame con la natura e la forza rivoluzionaria della poesia, lo spettacolo riporta in vita il messaggio di San Francesco, rendendolo vicino e universale. Attraverso il racconto e la musica dal vivo, dà voce a un Francesco che è insieme uomo e mito, santo e ribelle, poeta e rivoluzionario. Il viaggio attraversa i temi del Cantico (natura, comunità, solitudine, guerra, perdono e destino) e si fa omaggio e riscoperta, riflessione e incanto. È un invito a guardare il mondo con occhi nuovi e a riscoprire la bellezza e la responsabilità del nostro essere nel creato.
- 6 novembre – ore 21:30 – Déjà vu
Concerto per flauti e live electronics di Giorgia Santoro.
Il déjà vu è quel fenomeno psichico che ci dà la sensazione di aver già visto un’immagine o già vissuto una situazione che si sta presentando per la prima volta. Il progetto musicale prende le mosse da qui: è un viaggio in una dimensione in cui sogno e realtà, ricordo e immaginazione si incontrano fino a confondersi, e gli strumenti ne ripercorrono il linguaggio psico-emotivo. Al centro c’è l’improvvisazione, filo conduttore dell’intero progetto, da cui riaffiorano antichi canti dal fascino ipnotico che si intrecciano a suoni contemporanei. È come se la musica raccontasse l’incontro inconsapevole di epoche lontane, accomunate dal linguaggio dei suoni.

Il Festival nel progetto autoriale di Marcello Moscara

Anche quest’anno a caratterizzare visivamente il festival è il progetto autoriale del fotografo narrativo Marcello Moscara, che firma l’immagine guida di questa edizione: un uomo che osserva e manipola un cubo, metafora della complessità della tecnologia contemporanea.

Digeat e Digitalaw

DIGEAT Festival è un progetto di Digitalaw Srl realizzato in collaborazione scientifica con lo Studio Legale Lisi (Lecce) e ANORC – Associazione Nazionale Operatori e Responsabili della Custodia di contenuti digitali.
Digitalaw è il progetto culturale nato dall’esperienza ultraventennale dell’avvocato Andrea Lisi ed è attiva da oltre dieci anni nella consulenza e formazione sul diritto applicato all’informatica. Il festival è espressione concreta del più ampio progetto editoriale DIGEAT, che comprende anche la rivista trimestrale DIGEAT e la piattaforma multimediale DIGEAT TV.

Il percorso formativo del festival è componibile, con pacchetti che vanno dal singolo laboratorio al percorso completo, in base a interessi e tempo a disposizione. Acquisto online su www.digeatfestival.it.

Info: 0832 256065 – segreteria@digeatfestival.it