Quattro sax fuori orbita: l’Artvark Quartet ridisegna la geografia del suono a Bari
L’ensemble olandese presenta “Four Fathers”, il nuovo album che apre il jazz alle suggestioni elettroniche. Appuntamento venerdì 23 ottobre al Teatro Forma per la rassegna Soundscapes
BARI – Quattro sassofoni, nessun leggio e nessuna sezione ritmica. Soprattutto, nessuna intenzione di restare entro i confini di un genere. L’Artvark Saxophone Quartet fa della libertà una precisa scelta estetica, trasformando il concerto in un’esperienza immersiva in cui il suono si muove, respira e si reinventa.Venerdì 23 ottobre, alle ore 21, l’ensemble olandese sarà protagonista al Teatro Forma di Bari nell’ambito della rassegna “Soundscapes”, ideata da Pietro Laera per l’associazione APS Nel Gioco del Jazz, presieduta da Donato Romito. Sul palco Rolf Delfos e Bart Wirtz ai sassofoni contralti, Mete Erker al tenore e Peter Broekhuizen al baritono.
Da oltre vent’anni l’Artvark Quartet esplora le possibilità espressive di una formazione apparentemente tradizionale, ma capace di superarne radicalmente le convenzioni. Nella musica del quartetto il jazz dialoga con il minimalismo, la composizione contemporanea e il sound design, dando vita a paesaggi sonori dalla forte impronta cinematografica.
Senza basso né batteria, i quattro sassofoni assumono ruoli continuamente mutevoli: il tenore e il baritono costruiscono pulsazioni, trame ritmiche e linee di basso, mentre gli strumenti più acuti disegnano melodie che si intrecciano in un flusso sonoro imprevedibile.
Il concerto barese sarà anche l’occasione per ascoltare dal vivo “Four Fathers”, album pubblicato l’11 settembre per Dox Records e secondo capitolo della trilogia avviata nel 2021 con “Mother of Thousand”. Il nuovo disco segna una tappa significativa nella ricerca del quartetto: per la prima volta, la sua riconoscibile dimensione acustica si apre a interventi elettronici discreti, stratificazioni di studio e suggestioni ambientali.
Ne emerge un lavoro intimo e potente, che affronta temi come la paternità, la cura e la vulnerabilità contemporanea attraverso una scrittura capace di alternare densità e rarefazione, energia e delicatezza.
Sul palco, la musica dell’Artvark Quartet non si limita a essere ascoltata, ma diventa presenza fisica, movimento e relazione con lo spazio. Forti anche dell’esperienza maturata nelle esibizioni di strada nel nord della Francia, i musicisti suonano interamente a memoria e si muovono liberamente, facendo del gesto scenico una componente essenziale della performance.
La curiosità del gruppo lo ha portato ben oltre i confini del jazz, attraverso collaborazioni con la cantante lirica Claron McFadden, la vocalist Ntjam Rosie, il percussionista senegalese Doudou N’Diaye Rose e il batterista Peter Erskine, fino agli incontri con la danza contemporanea della compagnia De Stilte. Percorsi differenti, accomunati dalla volontà di mettere in dialogo linguaggi e sensibilità.
Con “Four Fathers”, l’Artvark conferma così la propria vocazione alla ricerca: una musica senza gerarchie prestabilite, in cui quattro voci strumentali diventano un organismo unico e in continua trasformazione.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 338.9031130. I biglietti sono disponibili in prevendita online su Liveticket.it.
I video dell’ensemble sono disponibili ai seguenti link:
https://www.youtube.com/watch?v=JRAwwNsi5yU&t=1s&start_radio=1
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