Sanità, La Ghezza (M5S): «Dal Governo meno risorse e il conto lo pagano cittadini e Regioni»


BARI - «Il Governo continua a raccontare che sulla sanità le risorse aumentano, ma i numeri dicono altro». È quanto dichiara la capogruppo del M5S Maria La Ghezza, commentando i dati contenuti nel rapporto Gimbe sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale.

«Non basta aumentare nominalmente il Fondo sanitario nazionale – sottolinea La Ghezza – se, rapportando quelle risorse alla ricchezza del Paese e all’inflazione, il finanziamento del Servizio sanitario nazionale perde progressivamente peso. Il rapporto Gimbe mette in evidenza un taglio invisibile dal 2023 al 2026 pari a 18,8 miliardi di euro».

Secondo La Ghezza, la situazione potrebbe diventare ancora più critica nei prossimi anni. «Per il triennio 2027-2029 – afferma – la forbice tra spesa sanitaria prevista e risorse disponibili potrebbe raggiungere complessivamente 32,3 miliardi di euro».

Un altro nodo riguarda i criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, che, secondo la capogruppo pentastellata, «non sono allineati ai bisogni di salute». Preoccupazioni anche sul fronte del personale: «Se la quota della spesa sanitaria destinata al personale fosse rimasta quella del 2012, tra il 2012 e il 2025 sarebbero stati investiti 36,8 miliardi di euro in più», evidenzia.

Nel suo intervento La Ghezza richiama anche i dati relativi ai Livelli essenziali di assistenza (LEA). «La Puglia nel 2024 supera la soglia di 69 punti in tutte e tre le macro-aree dei LEA, con 85 nella prevenzione, 76 nell’area distrettuale e 81 nell’area ospedaliera. Non vuol dire che non ci siano problemi, ma che si lavora con serietà per risolverli».

Per La Ghezza, il rapporto Gimbe indica anche le priorità sulle quali intervenire: «Serve una strategia organica che metta insieme finanziamento pubblico adeguato, personale, sanità territoriale, riduzione dei divari regionali, prevenzione, ricerca e digitalizzazione, oltre a una seria revisione del rapporto pubblico-privato e della sanità integrativa».

«Il punto politico è uno solo: quale Servizio sanitario nazionale vuole lasciare questo Governo alle future generazioni? – conclude La Ghezza – Non si può scaricare tutto sulle Regioni, non dotandole delle risorse adeguate».