Sanità, Lacarra (Pd): «Dal governo briciole. Meloni taglia le risorse alle Regioni e poi le accusa di alzare le tasse»
BARI – «Ancora una volta il governo Meloni si prepara a lasciare la sanità pubblica a secco. I 2,4 miliardi aggiuntivi previsti nel Documento programmatico di bilancio sono lontanissimi dai 6,8 miliardi che le Regioni chiedono per il 2027. Lo stesso ministro Schillaci aveva indicato una cifra simile. E a denunciare lo scandalo non è soltanto l’opposizione: persino l’assessore lombardo Bertolaso, esponente del centrodestra, parla apertamente di “preoccupazione”».
È quanto dichiara Marco Lacarra, deputato del Partito democratico, intervenendo sulle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale.
«I numeri sono impietosi. Secondo la Corte dei conti, nel 2025 i sistemi sanitari regionali hanno chiuso con 2,3 miliardi di disavanzo, 800 milioni in più dell’anno precedente. Sono soldi che le Regioni devono trovare da sole per non tagliare i servizi. Intanto il Fondo sanitario cresce solo in valore nominale, ma perde peso rispetto al Pil, e l’inflazione si mangia il resto», prosegue il parlamentare.
Lacarra punta quindi il dito contro quella che definisce un’incoerenza nell’azione dell’esecutivo: «È questa l’ipocrisia della premier: prima nega alle Regioni le risorse necessarie, poi punta il dito contro chi è costretto ad aumentare le tasse per garantire prestazioni, pronto soccorso e personale».
«Chi governa smetta di scaricare le proprie responsabilità sui territori – conclude Lacarra –. In legge di bilancio servono risorse vere per il Servizio sanitario nazionale. La propaganda non aiuterà a curare gli italiani».
