Taranto, restaurate le due tele di Giovanni Molinari nella Cappella del Santissimo Sacramento
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| ph_Marco Antimaggio |
TARANTO - Le due grandi tele seicentesche di Giovanni Molinari, “La caduta della manna” e “La moltiplicazione dei pani e dei pesci”, sono tornate nella Cappella del Santissimo Sacramento della Basilica Cattedrale San Cataldo di Taranto dopo un importante intervento di restauro.
Il recupero della Cappella del Santissimo Sacramento è stato sostenuto da Italcave ed è stato illustrato nel corso di un partecipato incontro svoltosi in Arcivescovado.
Ad aprire l’incontro è stato Monsignor Emanuele Ferro, parroco della Cattedrale e della Città vecchia, che ha sottolineato il valore della Cappella come luogo di preghiera, silenzio e arte. «Oggi ritorna alla bellezza la Cappella del Santissimo Sacramento, un luogo di preghiera, di silenzio e di arte della Cattedrale, probabilmente meno conosciuto, ma che per il suo valore sacramentale è anche più importante del cappellone di San Cataldo», ha spiegato.
«In questa cappella c’è il tesoro della Chiesa, ovvero la Santissima Eucarestia, e quindi merita tutto il rispetto e la cura, preservando e consegnando ai posteri i capolavori che ne raccontano la grandezza e l’importanza».
Le due opere di Molinari rappresentano, secondo Monsignor Ferro, il mistero del nutrimento offerto da Dio all’uomo: dalla manna che cade dal cielo alla moltiplicazione dei pani e dei pesci compiuta da Gesù.
Per Italcave è intervenuto l’amministratore unico Giovanni De Marzo, ricordando il percorso che ha accompagnato il recupero della Cappella. «Oggi si completa il recupero della Cappella del Santissimo Sacramento, un percorso che Italcave ha voluto accompagnare dapprima con il risanamento strutturale, poi con il restauro della “Caduta della Manna” e, da ultimo, con quello della “Moltiplicazione dei pani e dei pesci”».
De Marzo ha sottolineato il valore simbolico delle due tele, legato al dono del nutrimento e alla condivisione. «Un nutrimento che non è soltanto per il corpo, ma anche, e forse soprattutto, per lo spirito. Un nutrimento che, quando viene condiviso, non si consuma ma si moltiplica. In fondo, è ciò che accade anche con la cultura».
L’intervento, ha aggiunto, non è stato pensato soltanto per conservare le opere, ma per renderle nuovamente fruibili e tramandarle alle generazioni future. Italcave ha inoltre sostenuto la realizzazione di un piccolo volume che raccoglierà la storia della Cappella, delle sue opere e del lavoro di restauro.
È poi intervenuto Don Francesco Simone, direttore dell’Ufficio dei Beni culturali dell’Arcidiocesi, che ha ricordato come le due tele siano legate alla Cappella fin dalla loro realizzazione.
«Le due grandi tele che stiamo per ammirare nella loro ritrovata lucentezza, non sono ospiti passeggeri della Cattedrale. Esse abitano la Cappella del Santissimo Sacramento fin dal momento stesso della loro creazione», ha spiegato. I dipinti, ha aggiunto, furono pensati per dialogare con l’architettura sacra e con la dimensione di preghiera dei fedeli.
La restauratrice conservatrice di beni culturali Maria Gaetana Di Capua, che ha curato l’intervento, ha illustrato le condizioni in cui versavano le due opere, entrambe dipinti a olio su tela.
«Per entrambi i dipinti ad olio su tela, in pessimo stato di conservazione, è stato necessario mettere in atto numerose attività quali il consolidamento della pellicola pittorica, la rimozione delle numerose toppe e delle ridipinture eseguite nel secolo scorso, la pulitura e l'integrazione pittorica delle lacune».
Il restauro ha consentito, secondo la restauratrice, non solo di salvaguardare la materia, ma anche di recuperare la leggibilità della stesura pittorica caratteristica di Giovanni Molinari, pittore veneziano vissuto tra il 1633 e il 1688.
A concludere l’incontro è stato l’Arcivescovo Metropolita di Taranto, Monsignor Ciro Miniero, che ha evidenziato il ruolo dell’arte nella tradizione della Chiesa.
«Lungo i secoli la Chiesa ha sempre promosso, attraverso le immagini, attraverso le rappresentazioni sacre, attraverso l’arte in genere, l’espressione di quelli che sono i sentimenti del cuore e della fede, dei quali troviamo una magnifica rappresentazione proprio nelle opere che abbiamo in Cattedrale».
«I due quadri di Giovanni Molinari, in particolare, richiamano il cammino che Dio ha compiuto con il Suo popolo attraverso quei segni che poi noi riconosciamo come Segni eucaristici che ci portano a Cristo e al mistero della Eucarestia», ha aggiunto.
Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno visitato la Cappella del Santissimo Sacramento della Cattedrale di Taranto, dove hanno potuto ammirare nuovamente, dopo il restauro, “La caduta della manna” e “La moltiplicazione dei pani e dei pesci” di Giovanni Molinari.
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