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'Io scelgo il Pianeta': a Bari dal 26 novembre al 5 dicembre il festival della sostenibilità ambientale


BARI - È stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, “Io scelgo il Pianeta”, il primo festival dedicato al tema della sostenibilità ambientale, in programma dal 26 novembre al 5 dicembre all’interno dei teatri Kursaal Santalucia e Margherita e in altri luoghi della città.

Ideata e organizzata da Cime, la rassegna gode del sostegno della Regione Puglia e del Comune di Bari, della partecipazione dell’Università degli Studi di Bari - Corso di Laurea in Scienze Ambientali e dell’esclusiva collaborazione di National Geographic Italia e Rai Documentari.

L’evento affronterà i temi della salvaguardia dell’ambiente spaziando dagli incontri tematici alle esposizioni, dalle performance artistiche alle attività di sensibilizzazione e coinvolgimento del territorio, sotto la direzione scientifica di Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia e delle riviste mensili di settore Le Scienze e Mind. Saranno dieci giorni dedicati al pianeta, con sedici incontri di approfondimento in compagnia di ospiti illustri, come docenti, divulgatori scientifici, giornalisti e fotografi, la proiezione di sei documentari e quattro mostre: “Archeoplastica”, “Poster for Tomorrow: A Planet for tomorrow”, “Il pianeta di Greta” e l’esclusiva mostra internazionale “Planet or Plastic?” prodotta da National Geographic.

“Crediamo che la presenza di questo prestigioso festival a Bari - ha dichiarato l’assessora alle Politiche educative e giovanili Paola Romano - rappresenti un’occasione unica per condividere una riflessione qualificata che ci riguarda tutti: Io scelgo il pianeta mette al centro dell’attenzione, infatti, il tema della sostenibilità ambientale declinandolo in una serie di attività partecipate che coinvolgeranno in particolare i nostri giovani.

D’altronde, secondo il sondaggio condotto dall’ONU e dall’Università di Oxford su 700mila giovani che vivono nei Paesi del G20, sono proprio le ragazze e i ragazzi italiani, insieme a quelli del Regno Unito, ad aver espresso le maggiori preoccupazioni riguardo il cambiamento climatico in atto, segnalando la necessità di agire per contrastarne gli effetti nefasti a tutela dell’ambiente e della vita sul pianeta.

Spetta ora alle istituzioni, a tutti i livelli di governo, intercettare questo sentimento, sempre più diffuso, e stringere un’alleanza con le nuove generazioni per mettere in campo azioni incisive, tanto a livello locale quanto globale, con l’obiettivo unico di salvaguardare il pianeta e con esso il nostro stesso futuro.

In occasione del festival, abbiamo previsto la possibilità di trasporto gratuiti per le prime 60 classi delle scuole che parteciperanno agli eventi in programma, e la gratuità per gli alunni provenienti dalle famiglie più fragili. Partecipare, mai come in questo caso, è fondamentale per accrescere consapevolezza e motivazione necessarie per affrontare temi cruciali come questi”.

“Per fortuna la sostenibilità ambientale è ormai diventato un tema di interesse collettivo - ha proseguito l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli -. E sempre più persone nel mondo avvertono l’esigenza di intervenire per ridurre il consumo delle risorse del pianeta. Scegliamo il pianeta Terra perché il tempo a nostra disposizione è scaduto, e per questo è necessario mettere in campo due ordini di risposte. Una collettiva, affidata alle istituzioni: nei prossimi giorni pianteremo alle porte della città 1.000 alberi grazie a un progetto in collaborazione con una grande azienda italiana, che andranno ad assorbire nel corso della loro vita 700 chili di anidride carbonica ciascuno. Un progetto in linea con quanto l’amministrazione comunale sta portando avanti con la realizzazione di nuovi parchi e spazi verdi, da quelli più grandi come il parco nella ex Rossani, nell’ex Gasometro o quello che sorgerà sull’area della ex Fibronit, a quelli più piccoli che riguardano interventi puntuali in più luoghi cittadini, e con la riqualificazione di aree strategiche come il progetto Costa sud.

L’altra legata alle scelte individuali di ognuno, necessarie per ridurre l’impatto ambientale: mi riferisco alla produzione di rifiuti e all’opportunità di effettuare un corretto recupero delle diverse frazioni o alla cura e al rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Solo attraverso azioni collettive mirate e comportamenti individuali consapevoli riusciremo a preservare la Terra e a consegnarla alle nuove generazioni.

Da questo punto di vista, l’organizzazione di questo festival appare strategica per consolidare una nuova cultura ambientale e una diversa consapevolezza su un tema di fondamentale importanza”.

“È indispensabile innanzitutto immaginare una collettività umana per poter combattere il cambiamento climatico, che riguarda anche i fenomeni migratori e le scelte consapevoli delle comunità - ha concluso l’assessora alle Culture e Turismo Ines Pierucci -. Scegliere il pianeta non significa soltanto tutelarlo dall’inquinamento ma anche immaginarne il futuro attraverso i temi culturali che il cambiamento in atto pone, senza trascurare il dato geografico relativo agli spostamenti di massa.

Pochi sanno, ad esempio, che la maggior parte degli immigrati dal Bangladesh proviene dal medesimo piccolissimo distretto di Madaripur, una zona particolarmente colpita dalle alluvioni nel delta del Gange, che da occasionali si sono fatte sempre più frequenti, fino a diventare permanenti. Parliamo in questo caso di “profughi ecologici” che sono stati costretti a lasciare il proprio Paese e scegliere altri luoghi in cui vivere. Qundi alle guerre e alla miseria si aggiungono i disastri ambientali tra le cause dello spostamento di intere popolazioni, dimostrando quanto il cambiamento climatico causato dall’inquinamento sia entrato a tutti gli effetti a far parte della vita e delle scelte quotidiane degli esseri umani, e quanto tutto questo ci riguardi da vicino e debba condizionare le nostre scelte.

Per questo accogliamo con grande interesse il festival che introduce la mostra "Planet or plastic?" che inaugureremo tra qualche giorno nel teatro Margherita”.

Gli incontri e le proiezioni del festival sono gratuiti, previa prenotazione sul sito www.ioscelgoilpianeta.it e fino ad esaurimento dei posti disponibili.

L’accesso sarà consentito solo con mascherina e green pass.

Per info e contatti: press@ioscelgoilpianeta.it, www.ioscelgoilpianeta.it.

Scuolabus: dal 2022 la Regione finanzierà solo l’acquisto di automezzi a zero emissioni


BARI - La Puglia sceglie di puntare al trasporto scolastico sostenibile e di contribuire alla riduzione delle emissioni inquinanti. Dal 2022 la Regione finanzierà solo l’acquisto di scuolabus con alimentazione elettrica. Lo ha deciso la Giunta regionale su proposta di Sebastiano Leo, assessore alla Formazione, Lavoro, Diritto allo studio, Scuola e Università.

L’atto, approvato nell’ultima seduta del 15 novembre, stabilisce un duplice obiettivo. Il primo è l’incremento dell’entità del contributo per automezzi elettrici, specificatamente richiesto dai Comuni nella loro programmazione annuale ai sensi della L.R. 31/2009. Ciò in vista del prossimo scorrimento della graduatoria per acquisto scuolabus, approvata lo scorso 28 luglio con Delibera n. 1275 nell’ambito del Piano regionale per il Diritto allo studio 2021. Tenendo conto dei fondi richiesti dai Comuni nel 2021, detto incremento può far elevare fino ad un massimo di 86mila euro il contributo complessivo per automezzo.

Il secondo, più significativo, consiste nella decisione di voltare “radicalmente” pagina in materia di contributi per acquisto scuolabus. Dall’anno 2022, infatti, saranno finanziati solo automezzi elettrici.

Nella Delibera approvata nella Giunta del 15 novembre, fra l’altro vengono evidenziati i processi attualmente avviati a livello nazionale ed internazionale verso la transizione ecologica. Si tratta di processi “che pongono al centro degli obiettivi strategici generali l’innovazione finalizzata alla promozione della sostenibilità ambientale e dello sviluppo sostenibile per fronteggiare i cambiamenti climatici e le emergenze ambientali”. E per tali motivi “la Regione Puglia ritiene dover contribuire a combattere le fonti che maggiormente incidono sull’inquinamento atmosferico, tra cui quelle del trasporto, attraverso scelte di propria competenza che puntano ad una mobilità cittadina sempre più ad emissioni zero”.

“A mio parere - dice l’assessore Leo - abbiamo messo in campo una scelta che darà frutti considerevoli, non solo dal punto di vista ambientale e della tutela della salute dei bambini, ma anche per l’intrinseco messaggio che l’iniziativa lancia per la promozione di comportamenti virtuosi. Bisogna limitare al massimo l’uso di veicoli inquinanti e orientarsi, sempre più, verso l’utilizzo di automezzi che rispettano l’ambiente. Proprio intorno alle scuole, peraltro, a causa dell’alto traffico soprattutto in orari di uscita ed entrata, si registrano valori qualitativi dell’aria di frequente non ottimali. Per tale ragione bisognerebbe limitare il più possibile l’uso di mezzi propri, optando per il servizio trasposto pubblico casa-scuola. Da anni cerchiamo di dare un sostegno ai Comuni per l’acquisto di automezzi, oggi abbiamo voluto fare un ulteriore salto di qualità incentivando i Comuni a dotarsi di scuolabus a zero emissioni”.

Al via le Giornate Fai per le scuole

(credits: L.Guastamacchia)

BARI - Modellate sulle Giornate FAI di Primavera e di Autunno, il più diffuso e partecipato evento nazionale dedicato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano alla promozione del patrimonio di natura e storia dell’Italia, tornano nella settimana dal 22 al 27 novembre le Giornate FAI riservate alle scuole, giunte alla decima edizione.

Le Delegazioni di volontari FAI organizzeranno in tutte le regioni visite speciali riservate alle classi “Amiche FAI” e gestite interamente dagli Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati dai volontari FAI che operano in un dialogo continuo con i docenti. Indossati i panni di narratori d’eccezione, gli Apprendisti Ciceroni accompagneranno le classi in visita alla scoperta di luoghi dal valore storico, artistico, naturalistico e comunque identitari, ovvero significativi per loro e per le loro comunità.

Chiese e palazzi, sedi delle istituzioni, riserve naturali, parchi e giardini storici, quartieri cittadini e molti altri luoghi saranno aperti e raccontati agli studenti dagli studenti, in un progetto di educazione tra pari di grande soddisfazione per tutti; un’esperienza formativa unica e originale, che è anche l’occasione per i ragazzi di valorizzare il proprio territorio, mettendosi al servizio della loro comunità.

L’evento è riservato alle Classi Amiche FAI che, sottoscrivendo l’iscrizione, condividono gli obiettivi della Fondazione e contribuiscono alla sua missione di tutela e valorizzazione del patrimonio di natura e storia del nostro Paese.

AGN ENERGIA, per il sesto anno consecutivo, è sponsor principale dell’evento del FAI dedicato alle scuole. Il grande interesse nei confronti di iniziative che coinvolgono la scuola, insieme all’attenzione e al rispetto per l’ambiente, hanno portato AGN ENERGIA a sostenere anche quest’anno il progetto dalla forte valenza didattica, sociale e culturale, attraverso un’iniziativa di sensibilizzazione e informazione sulle condizioni dei nostri mari e oceani, che si concretizzerà nella realizzazione di un’opera di street art scelta direttamente dagli studenti.

In occasione dell’evento verrà infatti lanciata una nuova edizione del contest online #LATUAIDEAGREEN: dal 4 novembre 2021 al 31 gennaio 2022 gli studenti potranno scegliere l’opera di street art che ritengono più significativa per riflettere sul tema della salvaguardia dell’ecosistema marino, in linea con gli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 definiti dall’ONU – Organizzazione delle Nazioni Unite. L’intervento si propone anche come strumento di riqualificazione urbana, unendo mezzi di espressione artistica, giovani delle scuole e territorio.

I ragazzi avranno inoltre la possibilità di vincere un premio del valore di 500€ e far dedicare alla loro scuola il contributo che AGN ENERGIA destinerà alla manutenzione annuale della Baia di Ieranto a Massa Lubrense (NA), Bene del FAI dal 1987. Meravigliosa insenatura all’estremità della penisola sorrentina, davanti ai faraglioni di Capri, la Baia di Ieranto si inserisce in uno scenario naturale e paesaggistico unico - tra il verde argenteo degli olivi e il blu cristallino del mare - che per la sua incantevole bellezza ha ispirato miti e leggende.

Biodiversità, mare incontaminato, tradizione e sapienza agricola, insediamenti difensivi e sistemi produttivi di tipo industriale si integrano armoniosamente creando un equilibrio perfetto tra opera dell’uomo e opera della natura. Le peculiarità dell’ecosistema marino e l’elevato valore paesaggistico hanno reso la Baia di Ieranto Sito di Interesse Comunitario incluso all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella.

Il contest #LATUAIDEAGREEN e l’iniziativa a sostegno della manutenzione e tutela ambientale e paesaggistica della Baia di Ieranto sono volti a sensibilizzare i giovani alla sostenibilità ambientale e completano l’esperienza di cittadinanza attiva vissuta dagli studenti in occasione di Giornate FAI per le scuole.

La decima edizione delle Giornate FAI per le scuole si svolge con il Patrocinio della Commissione europea, del Ministero della Cultura, di Regione Puglia, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane.

Si ringraziano, inoltre, Regione Campania, Regione Lazio, Provincia Autonoma di Trento e Fondazione CARICAL per i contributi concessi.

RAI è Main Media Partner dell’iniziativa. Le Giornate FAI per le scuole sono attuate, inoltre, in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Dirigenti e delle Alte Professionalità della Scuola.
Per informazioni sui beni aperti e per le prenotazioni delle visite consultare il sito internet www.giornatefaiperlescuole.it

 

(credits: G.Tramutola)

Cop26, accordo raggiunto sul clima. Greta: "E' stato bla, bla, bla"

(Epa)

GLASGOW -. Raggiunto alla Cop26 di Glasgow l'intesa sul clima. Il documento finale è stato approvato. Con questo, i paesi firmatari dell'Accordo di Parigi (cioè tutti i quasi 200 paesi del mondo) si impegnano a tenere il riscaldamento globale sotto 1 grado e mezzo dai livelli pre-industriali. Un passo avanti rispetto al target principale dei 2 gradi dell'Accordo di Parigi.

Il documento finale fissa l'obiettivo minimo di decarbonizzazione dei paesi al 2030: un taglio del 45% delle emissioni di CO2 rispetto al 2010. E prevede poi di arrivare a zero emissioni nette intorno alla metà del secolo. Il documento chiede agli stati di aggiornare i loro impegni di decarbonizzazione (Ndc) entro il 2022.

Il premier britannico Boris Johnson saluta l'accordo all'unanimità fra 197 Stati come "un grande passo in avanti" in grado di di tenere in vita l'obiettivo di limitare il surriscaldamento terrestre entro il tetto di 1,5 gradi in più dell'era pre industriale. Johnson ammette che resta ancora "un enorme lavoro da fare nei prossimi anni", ma nota come si tratti del primo accordo a sancire un impegno verso "la riduzione" del carbone. E rende omaggio "all'incredibile" sforzo del suo ministro Alok Sharma, presidente della CoP26.

"La storia è stata fatta qui a Glasgow", ha detto Sharma, con la voce rotta dal magone, alla plenaria a Glasgow. In precedenza, Sharma aveva trattenuto le lacrime quando aveva detto, accettando l'emendamento sul carbone di Cina e India, "capisco la delusione, ma è vitale proteggere questo pacchetto".

"Glasgow è un programma che ci indica cosa dobbiamo fare. Credeteci o meno ma è la prima volta che si nomina il carbone. Siamo più vicini che mai a evitare il caos climatico": questo è "l'inizio di qualcosa. Abbiamo sempre saputo che Glasgow non non era il traguardo", ha sostenuto l'inviato americano per il clima, John Kerry.

Secondo Greta Thunberg la Cop26 è stato un "bla,bla,bla". "Il vero lavoro continua fuori da queste stanze. E non ci arrenderemo mai, mai", ha scritto l'attivista su Twitter.

Coldiretti: col bonus verde 300mila nuovi alberi in Italia

(pixabay)
ROMA - Oltre 300mila nuovi alberi, quasi 8 milioni di metri quadrati aggiuntivi di parchi e giardini, 16mila nuovi terrazzi e balconi fioriti nei prossimi tre anni grazie alla proroga del bonus verde prevista dalla manovra di bilancio che pone l’Italia all’avanguardia nella lotta allo smog e ai cambiamenti climatici. E’ quanto spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’evidenziare gli effetti del provvedimento ottenuto con il pressing dell’organizzazione degli imprenditori agricoli grazie all’impegno del Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli presente agli Stati Generali dei florovivaisti italiani “Coltiviamo bellezza per produrre salute”, in occasione della conferenza Onu Cop26 di Glasgow.

Il bonus – ricorda la Coldiretti – prevede una detrazione ai fini Irpef nella misura del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private e condominiali di edifici esistenti, di unità immobiliari, pertinenze o recinzioni (giardini, terrazze), per la realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili. Solo nel 2019 in Italia sono stati investiti grazie al Bonus verde 104 milioni di euro secondo i dati dell’Agenzia delle entrate. Si tratta quindi di uno strumento molto utile per l’ambiente – sottolinea Coldiretti – ma la detrazione dovrebbe essere pari almeno al 50% alzando a 10.000 euro l’importo massimo di spesa per abitazione. Inoltre – aggiunge Coldiretti – per i lavori detraibili all’interno del Bonus Verde sarebbe auspicabile una IVA agevolata del 10%

Anche perché il Bonus verde è una misura che favorisce la qualità della vita nelle città considerato che – evidenzia la Coldiretti – una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili mentre un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno. Senza dimenticare – sottolinea Coldiretti – gli effetti di mitigazione sui microclimi metropolitani visto che differenza di temperatura estiva delle aree urbane rispetto a quelle rurali raggiunge spesso valori superiori a 2°C nelle città più grandi, secondo uno studio Ispra.

Per contrastare i cambiamenti climatici occorre anche garantire la sostenibilità economica del frutteto italiano dove negli ultimi venti anni è sparita quasi una pianta su quattro (23%), fra mele, pere, pesche, arance, albicocche e altri frutti con un gravissimo danno produttivo ed ambientale per il ruolo che svolgono nella mitigazione del clima anche ripulendo l’aria dall’anidride carbonica e dalle sostanze inquinanti come le polveri PM10. Recenti studi hanno sottolineato il ruolo positivo della frutticoltura nella tutela dell’ambiente – conclude Coldiretti – proprio per la capacità di catturare Co2, ruolo che potrebbe ulteriormente crescere con l’adozione di tecniche colturali finalizzate non solo alla produzione di frutta ma anche alla lotta all’inquinamento e al cambiamento climatico.

Installazione pale eoliche al largo di Otranto, il 'no' delle Pro Loco pugliesi

BARI - “Ci opporremo in ogni sede per far sentire la nostra voce avversa, la nettà contrarietà delle Pro Loco della Puglia a un progetto che sfregerebbe un territorio naturalistico, un patrimonio paesaggistico tra i più affascinanti e incontaminati della regione”. Queste le parole lapidarie del presidente Unpli Puglia, Rocco Lauciello, a commento del progetto che prevede l'installazione di novanta pale eoliche al largo di Otranto, versante Sud in direzione Castro da parte della multinazionale Falck Renewables che ha già annunciato il piano off shore “Kailia”, al largo di Brindisi, e che ne prepara un secondo, “Odra”, nello specchio d’acqua prospicente le marine di Porto Badisco, Santa Cesarea e Castro.

Le pale galleggianti dovrebbero avere un’altezza di circa 250 metri dal livello del mare e la società vorrebbe impiantarle in una fascia costiera larga 15 km che parte da 10 chilometri dalla linea di costa Porto Badisco-Castro fino ad arrivare ad una distanza complessiva di 25 chilometri.

“Non è possibile, in nome dei fini di lucro e del business, non tener conto della preziosa e introvabile autenticità dei posti interessati nel progetto”, evidenzia Lauciello, “ed è per questo che saremo presenti in tutte le iniziative, civile, democratiche, autorizzate, che vadano nella direzione opposta del progetto. Le nostre comunità, operose e dinamiche, le nostre associazioni lavorano in maniera indefessa per garantire tutela e salvaguardia soprattutto dei territori più fragili e incontaminati della nostra regione, mentre una multinazionale decida di intervenire laddove presìdi di promozione e valorizzazione proteggono e esercitano, nel puro volontariato, opera di servizio benefico per il territorio. L'Unpli Puglia, pertanto, si schiera, con i suoi dirigenti regionali, le delegazioni territoriali e i presidenti delle singole Pro Loco, contro un progetto scellerato e devastante per la terra che amiamo e che ogni giorno contribuiamo a sostenere e far crescere”.

Cop26, il testo della bozza finale: "Ridurre emissioni CO2 del 45% al 2030"


GLASGOW - Pubblicata dall'Unfccc la bozza del documento finale della Cop26. Il documento dovrà essere esaminato dai singoli governi per le loro osservazioni.

La bozza di documento finale della Cop26 "riconosce che limitare il riscaldamento globale a 1,5 C al 2100 richiede rapide, profonde e sostenute riduzioni delle emissioni globali di gas serra, compreso ridurre le emissioni globali di anidride carbonica del 45% al 2030 rispetto al livello del 2010 e a zero nette intorno alla metà del secolo".

La bozza di documento "riafferma l'obiettivo globale di lungo termine di tenere l'aumento della temperatura globale media ben sotto 2 gradi dai livelli pre-industriali, e di perseguire gli sforzi per limitare l'aumento di temperatura a 1,5 C dai livelli pre-industriali". Il documento "riconosce che l'impatto del cambiamernto climatico sarà molto più basso con un aumento della temperatura a 1,5 C, riconoscendo che questo richiede azioni significative ed efficaci da tutte le parti in questo decennio critico, sulla base della miglior conoscenza scientifica disponibile". La bozza "invita le parti a considerare ulteriori opportunità di ridurre le emissioni di gas serra che non sono anidride carbonica", "chiede alle parti di accelerare l'eliminazione del carbone e dei sussidi ai combustibili fossili" e "sottolinea l'importanza critica delle soluzioni basate sulla natura e degli approcci basati sugli ecosistemi, compreso proteggere e ripristinare le foreste, nel ridurre le emissioni e proteggere la biodiversità".

La bozza inoltre "accoglie favorevolmente gli impegni accresciuti presi dai paesi sviluppati" per il fondo di aiuti ai paesi meno sviluppati previsto dall'Accordo di Parigi, impegni che hanno l'obiettivo "di arrivare al più tardi nel 2023 al target dei 100 miliardi di dollari all'anno". Il documento "sottolinea la necessità di un aumento del sostegno delle parti ai paesi in via di sviluppo, oltre l'obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all'anno". Quindi "nota con rammarico" che neppure il target dei 100 miliardi all'anno dal 2020 "è stato ancora raggiunto".

Riconosciuto "l'importante ruolo dei soggetti non statali, compresa la società civile, i popoli indigeni, i giovani e altri soggetti, nel contribuire ai progressi verso l'obiettivo della Convenzione (dell'Onu per i cambiamenti climatici, l'Unfccc, n.d.r.) e gli obiettivi dell'Accordo di Parigi".

Fare il massimo per "agguantare" il target sul surriscaldamento terrestre non oltre il tetto di 1,5 gradi più dell'era pre-industriale. E' l'appello di Boris Johnson, che torna oggi a Glasgow alla Cop26 a presidenza britannica. I negoziatori "sono agli ultimi metri, i più duri", per cercare di "trasformare le promesse in azione sul cambiamento climatico... ma vi è ancora molto da fare", ha ammesso il premier: in gioco c'è più del destino "di qualunque singolo Paese", occorre "unirsi per il pianeta". "Abbiamo bisogno di eliminare tutti gli ostacoli se vogliamo mantenere l'obiettivo di agguantare gli 1,5 gradi", il suo ultimo sprone.

Obama: "Ora il mondo è pieno di Grete, convincere gli ostili"

GLASGOW - "Il tempo sta scadendo: abbiamo fatto significativi progressi dall'accordo di Parigi ma dobbiamo fare di più", sia "collettivamente che individualmente": così Barack Obama ha aperto il suo intervento alla CoP26 di Glasgow. "E' un decennio decisivo per evitare il disastro climatico", ha ammonito l'ex presidente, ricordando che "i cambiamenti climatici sono sempre più evidenti" e sostenendo che la lotta alla crisi climatica dovrebbe trascendere la normale geopolitica. A suo avviso, la riduzione dell'uso del metano è "la singola soluzione più veloce ed efficace". Il cambiamento climatico è una fonte di "vera ansia e vero pericolo" per i giovani, è una questione "personale": così l'ex presidente Usa Barack Obama nel suo intervento alla Cop26, sostenendo che la crescente partecipazione dei giovani alle elezioni e alla politica costringe i leader e i partiti a non ignorare il problema del climate change.

I giovani, ha continuato l'ex presidente, possono anche spingere le aziende ad agire su questo fronte. "Due anni fa Greta Thunberg ha ispirato migliaia di giovani" per la lotta al cambiamento climatico, "ora il mondo è pieno di Grete". Lo ha detto Barack Obama intervenendo alla Cop26 a Glasgow. L'ex presidente americano ha però ammonito che se "le proteste sono necessarie", per costruire le coalizioni necessarie "dobbiamo persuadere quelli che non sono d'accordo o che sono indifferenti". "Voglio che rimaniate arrabbiati, ma canalizzate questa rabbia, spingete sempre di più, questa è una maratona non uno sprint", ha proseguito Obama. "Le proteste sono necessarie, le campagne con gli hashtag possono far crescere la coscienza, ma per costruire coalizioni più ampie", ha spiegato, bisogna raggiungere anche chi "non è ancora convinto. E per persuadere queste persone - ha aggiunto - non si può più solo urlare o twittare contro, o creare problemi bloccando il traffico, dobbiamo ascoltare le obiezioni e la riluttanze della gente comune, comprendere la loro realtà e lavorare con loro in modo che azioni serie sul clima non abbiamo un impatto negativo su di loro".

'"Quando avevo 13 anni, nel 2009, avevi promesso 100 miliardi di dollari per finanziare la lotta al cambiamento climatico. Gli Stati Uniti hanno tradito le loro promesse, questo costerà perdite di vite umane in Africa". Lo scrive l'attivista Vanessa Nakate su Twitter postando un video di 12 anni fa in cui l'allora presidente Barack Obama interveniva alla Cop15 assicurando politiche per combattere il cambiamento climatico. "Il paese più ricco della Terra non contribuisce abbastanza ai fondi salvavita", prosegue l'attivista attaccando: "Tu vuoi incontrare i giovani della COP26. Noi vogliamo i fatti". L'attivista sedicenne Alexandria Villasenor ha denunciato su Twitter che i giovani sono stati lasciati fuori dalla sala conferenze della Cop26 durante l'intervento dell'ex presidente Barack Obama. "Oggi Obama è a Glasgow e pare che abbia un messaggio per i giovani. Ma i giovani non sono entrati nella stanza. Non ci sono i biglietti per noi. Se ne potevano prendere due a delegazione o Ong e se li sono presi tutti gli adulti", scrive la giovane ambientalista. "Non c'è nemmeno il collegamento video. Immagino che lo guarderemo più tardi su YouTube", conclude, anche se l'intervento di Obama è stato trasmesso in diretta dalla maggior parte dei siti e delle tv internazionali.

'Abbracciamo Taranto': pulizia a ritmo di musica nel Parco archeologico

TARANTO - Una grande iniziativa per promuovere l’importanza della pulizia e dell’integrità della città. Un’azione che parte da cittadini, enti e associazioni, insieme per una giornata dedicata alla sensibilizzazione ambientale e al corretto conferimento dei rifiuti. È tutto pronto per AbbracciAmo Taranto – insieme per la città, che si terrà domenica 7 novembre nel Parco archeologico delle mura greche dalle ore 9:00 alle 12:00. L’idea e l’organizzazione sono a cura della Mediterraneo Village di Taranto e Kyma Ambiente fornirà il supporto per le operazioni di pulizia dell’intera area. L’evento conta della preziosa collaborazione del Comune di Taranto, delle associazioni SiAmo Taranto, Retake Taranto, ente di promozione sportiva OPES Italia, le aziende Decathlon e Centrale del latte Puglia, gli istituti scolastici Cabrini e Volta, San Nunzio Sulprizio e le parrocchie della Vicaria orientale I, l’agenzia Graphilandia e la scuola di grafica e fumetto Grafite.

Nel programma, il raduno dei partecipanti alle 8:30 nel piazzale antistante l’istituto A. Volta. Si comincerà con un momento di preghiera da parte di don Giuseppe Carrieri, parroco della San Nunzio Sulprizio. A seguire la Centrale del Latte Puglia offrirà un bicchiere di latte fresco prima di iniziare le attività. Verranno formati i gruppi di lavoro e con il materiale fornito da Kyma Ambiente si provvederà alla pulizia dell’area del parco Archeologico.

Durante le operazioni verrà diffusa una selezione musicale per accompagnare in maniera del tutto particolare i volontari che si cimenteranno con guanti, rastrelli e sacchetti. Oltre alla pulizia, i partecipanti provvederanno a ridipingere le panchine che si trovano nella zona.

Saranno presenti all’iniziativa il presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli e per il comune di Taranto l’assessore all’ambiente Paolo Castronovi e Fabrizio Manzulli dello staff del sindaco Rinaldo Melucci.

«Siamo molto contenti di partecipare a questo grande evento e di fornire tutto il supporto alle operazioni» commenta il presidente di Kyma Ambiente Giampiero Mancarelli. «Occasioni come queste ci consentono di aumentare ancora di più la coscienza civica sul rispetto del nostro ambiente e, così come da obiettivo primario dell’amministrazione Melucci, far capire alla gente quanto sia importante conferire rifiuti in modo corretto». L’evento nasce da un’idea della Mediterraneo Village di Taranto, con il direttore sportivo Massimo Donadei che si dice entusiasta per l’organizzazione: «Abbiamo messo insieme tante realtà locali in quello che vogliamo sia un grande abbraccio finalizzato al rispetto e alla tutela della nostra città. Il nostro invito è stato accolto con un vero spirito di partecipazione e ringraziamo Kyma Ambiente per l’indispensabile supporto fornito».

Cop26, Draghi: "Negoziato molto complicato per le differenze tra i Paesi"

(credits: Governo.it)
GLASGOW - A Glasgow per la conferenza sul clima, il premier italiano ribadisce che nella lotta ai cambiamenti climatici "un singolo Paese non può risolvere il problema", ma sono necessarie iniziative collettive.

"Le emissioni inquinanti sono tornate già oltre i livelli pre-Covid", afferma Draghi.

"L'iniziativa della Cop26 è molto molto importante - ha detto il premier Mario Draghi in un punto stampa a margine della Cop26 -, traccia il percorso che dovremo intraprendere tutti insieme per dare risposta al problema che non possiamo risolvere da soli. Un singolo Paese non può rispondere a questi problemi e questa forse è la più importante iniziativa collettiva diretta a questo fine". "Prima si ignorava completamente il problema, ora c'è crescente consapevolezza" sul clima. "Quello che rende molto complicato il negoziato è che i Paesi hanno condizioni di partenza diverse tra loro", ha aggiunto Draghi.

"Nel G20 ci sono stati spostamenti delle posizioni precedentemente assunti" da Russia a Cina" verso "maggiore vicinanza al tema" clima. "Sul piano degli obiettivi, delle ambizioni, non ci sono molte differenze. Sulla velocità con cui affrontare le sfide ancora ci sono divergenze. Che sia stato per la prima volta accettato da tutti che i gradi necessari siano un grado e mezzo e non due è molto importante. Questo impegna questi Paesi ad azioni coerenti di fronte all'opinione pubblica. Non so come evolverà qui il negoziato, ma l'impressione è che ci sia disponibilità a parlare e fare passi avanti".

(credits: Governo.it)
Poi ancora: "Con la ripresa delle attività economiche, le emissioni sono tornate già oltre i livelli pre-Covid". "Da questo Cop26 mi aspetto che costruisca sui risultati del G20 e vada più in là".

"Ci sono comportamenti poco coerenti e questo indebolisce la posizione dei Paesi molto virtuosi. Non credo si ottenga molto sul clima indicando i Paesi colpevoli e i Paesi innocenti, perché i colpevoli sono moltissimi e gli innocenti sono pochissimi", ha aggiunto Draghi n punto stampa a margine della Cop26, rispondendo a una domanda sull'India. "Non è che facendo pressione su Paesi" come l'India "che si ottengono risultati: occorre la pressione dell'opinione pubblica e degli attivisti del clima che non smettiamo mai di ringraziare. E poi l'India al G20 ha molto aiutato" ad esempio sull'obiettivo di metà secolo: "con la diplomazia dello scontro non si arriva a niente: deve essere basata sulla vicinanza nel perseguimento di un obiettivo comune, non sullo scontro. Le difficoltà geopolitiche non aiutano, bisogna essere capaci di superarle".

"Ci sono comportamenti poco coerenti e questo indebolisce la posizione dei Paesi molto virtuosi", ha spiegato il premier rispondendo a una domanda sulla Russia.

"Il G20 è l'ultimo passo di un anno di lavoro in cui si sono ottenuti pienamente risultati straordinari come quello inseguito per anni e anni" sulla Global minimum tax. "Anche il collegamento tra finanza e salute, si crea una task force dentro l'organizzazione mondiale della sanità. Ci sono stati molti risultati". C'è una quantificazione di quanto la Global tax può portare all'Italia? "Non lo so, se c'è non lo so. Io non la conosco, il ministro Franco certamente la conoscerebbe".

G20: sparisce 'deadline' 2050 su intesa emissioni

(credits: Governo.it)
ROMA - Il G20 di Roma si è concluso con l'impegno a mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi, il riconoscimento che è scientificamente dimostrata la necessità di intervenire, ma dalla bozza finale del summit scompare la deadline del 2050 per un mondo a zero emissioni sostituita da un più generico "entro o attorno" metà secolo.

Un risultato comunque considerato come "un successo" dal premier italiano Mario Draghi, che "getta le basi per una ripresa più equa", ricordando che negli accordi di Parigi non c'era alcun tipo di scadenza, né vaga né precisa. "Non è stato facile raggiungere questo accordo, è stato un successo", ha detto Draghi nella conferenza stampa conclusiva del summit, ringraziando gli sherpa e chi ha partecipato all'organizzazione di un G20 "straordinario".
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G20, Draghi: "E' stato un successo"

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ROMA - Si chiude con un accordo il G20 di Roma. Entusiasta dell'esito del summit il premier Mario Draghi. "Non è stato facile raggiungere questo accordo, è stato un successo", ha detto Draghi nella conferenza stampa conclusiva del G20, ringraziando gli sherpa e chi ha partecipato all'organizzazione di un G20 "straordinario".

"Questo vertice mi rende fiducioso per la capacità che il G20 sembra aver ritrovato di affrontare le sfide epocali esistenziali, dal covid al clima". "Abbiamo gettato le basi per una ripresa più equa".

"Sul clima per la prima volta i Paesi G20 si sono impegnati a mantenere a portata di mano l'obiettivo di contenere il surriscaldamento sotto i 1,5 gradi - ha spiegato Draghi - con azioni immediate e impegni a medio termine. Anche sul carbone i finanziamenti pubblici non andranno oltre la fine di quest'anno". "Il senso di urgenza c'è ed è stato condiviso da tutti e si vede nel fatto che l'obiettivo dell'1,5 gradi è stato riconosciuto come scientificamente valido. C'è stato anche un impegno a non intraprendere politiche di emissioni che vadano contro il trend che tutti si sono impegnati ad osservare fino al 2030. Si può pensare che questo impegno venga mantenuto. Dopo Parigi le emissioni sono aumentate, soprattutto dopo il Covid. C'è una certa preoccupazione e occorre ora dimostrare credibilità attuando le promesse fatte". Lo dice il premier Mario Draghi nella conferenza stampa conclusiva del G20.

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"Abbiamo gettato le basi per una ripresa più equa e trovato i nuovi modi per sostenere i Paesi nel mondo, 609 miliardi sulla base dei diritti speciali di prelievo sono dedicati per la prima volta ai Paesi più vulnerabili".

"In cosa siamo riusciti? E' un summit di successo nel senso di mantenere vivi i nostri sogni, impegnarci a ulteriori provvedimenti, stanziamenti di denaro, ulteriori promesse di riduzione. Negli ultimi mesi sembrava che i Paesi emergenti non avessero nessuna intenzione di prendere altri impegni", ha spiegato Draghi nella conferenza stampa conclusiva del G20. "Il successo finale viene formulato poi sulla base di quello che facciamo e non di quello che diciamo. Impegno collettivo a essere più concreti e seri", ha aggiunto.

G20: non c'è ancora intesa sul clima, si tratta ad oltranza

(A.Solaro /Afp)
ROMA - E' continuato tutta la notte e non si sarebbe ancora concluso il negoziato degli sherpa del G20 sul documento finale del Summit. I leader sono alla ricerca di una difficile intesa sugli impegni da assumere per il clima, primo tra tutti la deadline del 2050 per le emissioni zero, che alcuni Paesi, tra cui i colossi Cina e India, si rifiuterebbero di sottoscrivere.

Le venti maggiori potenze mondiali sono anche al lavoro per un accordo al rialzo almeno sul fronte dei fondi destinati ai Paesi in via di sviluppo. Ad oggi è previsto un impegno da 100 miliardi ancora da completare ma si punterebbe ad ampliare la cifra e indicare una scadenza ravvicinata per chiudere l'erogazione. Gli sherpa sono tuttora riuniti nella sala dei negoziati alla Nuvola di Fuksas dove sono rimasti al lavoro l'intera notte, con una breve pausa mattutina.

Carnimeo: "Proteggere l’ambiente significa proteggere la nostra salute"


BARI - L’Associazione Mogli dei Medici Italiani (AMMI), sezione di Bari, ha riaperto la propria attività “in presenza” con un affollato incontro tenuto, martedì 26 ottobre, presso il Circolo della Vela, dal titolo “L’ambiente è un bene prezioso da salvaguardare – Proteggere l’ambiente significa proteggere la nostra salute”. Relatore, il prof. Nicolò Carnimeo, professore associato di Diritti della navigazione, università di Bari.

“La nostra Associazione – ha premesso la presidente dott. Marcella Quaranta– ha svolto, negli ultimi tempi, attività con modalità da remoto. Oggi riusciamo, finalmente, a riprendere il nostro programma quale auspicio di ulteriori incontri “liberi”. L’associazione, negli anni, ha aperto i propri ranghi anche ad altre figure sanitarie”.

“Il prof. Carnimeo ha focalizzato il proprio intervento soprattutto sul mare che rappresenta elemento naturale per la nostra città, un elemento i cui benefici rappresentano una marcia in più per la nostra Regione.

Quest’acqua dalla quale l’uomo-primo è emerso, quest’acqua che protegge e salvaguarda il concepito durante la crescita endouterina, con una composizione che – largo modo – si rifà a quella del mare, quest’acqua che innesca processi benefici per la salute nel suo complesso. I nostri sensi – ha sottolineato Carnimeo – beneficiano delle potenzialità della distesa marina e psiche e corpo ne registrano benefici inestimabili che vanno tutelati. Ma proprio la nostra condotta dissacrante rende a rischio questa naturale convivenza. Il rischio di una frattura incolmabile è minacciosamente dietro l’angolo. Occorrono misure di prevenzione del danno, di terapia dei mali già arrecati sia alla massa liquida che ai suoi naturali abitanti. Una vivace, fattiva discussione ha concluso l’evento.

La Via della Felicità di Foggia torna alla Città del Cinema


FOGGIA - Anche questo week-end, più di una decina di volontari foggiani, tra cui anche un reddito di cittadinanza, hanno raccolto più di venti sacchi di rifiuti abbandonati alla Città del Cinema di Foggia.

Tra il “bottino” molta plastica monouso, cartacce, scatoloni e mozziconi. L’aspetto più difficile riguarda quei rifiuti che, ormai presenti da troppo tempo, si sono uniti con il suolo e il terreno, cosa che complica anche la raccolta.

Ma lo spirito e la forza di volontà dei volontari de La Via della Felicità, sono quei valori che non gli ha impedito di ridare un aspetto migliore alla Città del Cinema.


Marina, responsabile dell’iniziativa, ha regalato ai volontari e ai passanti, una copia omaggio della guida al buon senso La Via della Felicità, scritta dall’umanitario L. Ron Hubbard, che suggerisce anche di Aiutare ad Aver Cura del Pianeta, “[…] dopotutto è il posto in cui viviamo”.

Il gruppo di cittadini non si ferma qui e vuole lanciare un appello a tutti i foggiani: “Se tutti ci prendiamo cura del nostro ambiente, la nostra città prenderà sicuramente un altro aspetto.”

Le iniziative continueranno nella prossima settimana. Per informazioni chiama il numero 349.809.2540 (Marina) o scrivi a laviadellafelicitapuglia@gmail.com.

Coldiretti: allarme cinghiali con lo stop alla caccia

 


ROMA - La proposta diretta ad estendere il divieto di caccia nell’intero territorio dei comuni che sono stati lambiti dal fuoco anche su aree marginali e non boscate è provocatoria ed irresponsabile perché mette a rischio le produzioni agricole e la vita nelle campagne assediate dai cinghiali e dalla fauna selvatica senza alcun controllo. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in riferimento alla conversione del decreto legge in materia di incendi in corso di discussione al Senato.

E’ ormai da mesi – precisa il presidente Prandini – che Coldiretti sta tentando di portare all’attenzione del Parlamento l’impegno di trovare una soluzione adeguata al problema dei danni sopportati dalle imprese agricole senza ricevere attenzione, mentre aumenta il rischio di chiusura e di abbandono di attività anche da parte dei giovani, che svolgono un ruolo essenziale di custodi dell’ambiente contro i rischi del cambiamento climatico.

Di fronte all’emergenza senza precedenti che si è estesa dalle campagne alle città serve un impegno concreto e costruttivo in Parlamento senza pregiudizi ideologici per garantire la tenuta del sistema a agricolo e la sicurezza della popolazione. Infatti nell’anno dell’emergenza Covid – conclude la Coldiretti – si è verificato un incidente ogni 48 ore con 16 vittime e 215 feriti a causa dell’invasione di cinghiali e animali selvatici che non si fermano più davanti a nulla, abbattendo recinzioni, guadando fiumi e attraversando strade e autostrade mettendo a rischio la vita e la salute delle persone.

Nube di zolfo ad alta concentrazione sull’Europa: proviene dal vulcano della Palma


ROMA - Una gigantesca nuvola di zolfo si sposta dalla Palma all'Europa. La nube vulcanica attraversa l’Europa e nei prossimi giorni si sposterà nei Caraibi. Lo ha twittato Mark Parrington, Senior Scientist presso il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) dell'ECMWF. Nel post, Parrigton rivela una previsione a brevissimo termine di elevata affidabilità della nube di zolfo. La nube vulcanica sembra enorme e apparentemente la concentrazione di gas sulfurei è estremamente alta, anche in Europa. 

Dall'eruzione vulcanica sull'isola delle vacanze di La Palma (19 settembre 2021), ogni giorno sono state rilasciate nell'atmosfera migliaia di tonnellate di gas di zolfo (SO₂). Da allora, le emissioni sono state monitorate anche da Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea coordinato e gestito dalla Commissione Europea in collaborazione con l'European Space, con l'aiuto di satelliti dallo spazio. Una nube vulcanica della Palma si è già spostata a Spitsbergen, un'isola della Norvegia. I gas di zolfo, così come l'anidride solforosa SO₂, sono invisibili. Le nuvole di gas possono essere osservate via satellite con i cosiddetti spettrometri o radiometri. L'anidride solforosa è un gas velenoso. Può irritare le mucose. Causa problemi agli occhi e alla respirazione. Ma la nuvola di zolfo della Palma non è un pericolo per le persone. 

"Gli effetti del SO₂ rilasciato da Cumbre Vieja sul clima di superficie e sulla qualità dell'aria saranno probabilmente molto lievii", ha affermato Mark Parrington, scienziato senior presso il servizio di monitoraggio dell'atmosfera di Copernicus dell'ECMWF, in un comunicato stampa di settembre. E inoltre: "La maggior parte dell'SO2 emessa è molto più alta nell'atmosfera, specialmente se sei più lontano dalla fonte, e potrebbe essere visibile solo come una leggera foschia nel cielo." Tuttavia, l'anidride solforosa SO₂ può danneggiare le piante. Le piogge acide sono mortali per la vegetazione. Fa appassire erba e pascoli, inquina le fonti d'acqua. Quanto è pericolosa la nube vulcanica? Anche i servizi meteorologici europei non vedono motivo di preoccupazione. Infatti, nell'atmosfera, ad esempio, sono state misurate concentrazioni piuttosto elevate di anidride solforosa. Nelle stazioni di misurazione vicino al suolo, tuttavia, non c'è "quasi nulla". 

Nell'atmosfera ci sarà una "pulizia chimica", in caso di precipitazioni la pioggia potrebbe essere "un po' più acida" del solito, si dice. In considerazione del fenomeno temporaneo, tuttavia, ciò non comporta un aumento del rischio per l'ambiente. "20 o 30 anni fa avevamo ancora questi valori di pH su base regolare". Le segnalazioni di nubi velenose dopo l'eruzione vulcanica alla Palma, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si sono susseguite facendo surriscaldare i telefoni degli uffici metereologici da parte di persone preoccupate in Europa. Non c'è un solo segno che indichi che la fine dell'eruzione alla Palma è vicina.

‘Ndrangheta: da traffico rifiuti business da 20 mld

ROMA - Il traffico illecito dei rifiuti è diventata una delle principali attività delle organizzazioni criminali per un valore che sfiora i 20 miliardi e un impatto devastante sull’ambiente e sulla vita delle persone e delle imprese. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’inchiesta Malapigna, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, che coinvolge 29 persone accusate anche di disastro ambientale fra cui i vertici del clan Piromalli della ‘ndrangheta. 

Si conferma dunque che le attività nei comparti dell’ambiente a dell’agroalimentare sono diventate con la crisi – osserva Coldiretti – settori privilegiati di investimento per le organizzazioni criminali che, dal traffico e lo smaltimento dei rifiuti fino al controllo delle attività di distribuzione del cibo, controllano ormai vaste aree distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, resa peraltro più vulnerabile dalla pandemia.

Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione le agromafie impongono l’utilizzo di specifiche ditte di trasporti, o la vendita di determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della mancanza di liquidità, arrivano a rilevare direttamente grazie – conclude la Coldiretti – alle disponibilità di capitali.

Legambiente Turismo Italia assegna l’Oscar dell’ecosostenibilità all’Amp Porto Cesareo


RIMINI - Assegnato all’Area Marina Protetta Porto Cesareo l’Oscar dell’Ecoturismo 2021. L’importante premio di “Legambiente Turismo”, riconosciuto per l’attività svolta dalle migliori esperienze di turismo sostenibile e responsabile realizzate in Italia ed a tutte le realtà che si sono impegnate per raggiungere traguardi significativi in tema di inclusività ed accessibilità, è andato tra le altre eccellenze della penisola, alla Riserva Marina Nazionale Porto Cesareo, realtà affermata e consolidata nell’ambito europeo e mondiale all’interno del bacino del Mar Meditterraneo.

A ritirare l’importante riconoscimento, lo scorso giovedì 14 ottobre all’interno del Ttg di Rimini - Fiera internazionale del turismo, è stato il consigliere di amministrazione del Consorzio di Gestione di Amp Porto Cesareo, Pasquale Coppola. Il premio è stato consegnato al termine della tavola rotonda “Oscar dell’Ecoturismo. La ripartenza del comparto in tre parole: sostenibilità, accessibilità e fiducia» nello stand BeActive, dedicato all’outdoor, al turismo slow, naturalistico e sostenibile, all’interno della Fiera Ttg – Travel Experience.

“Legambiente Italia ha scelto la nostra Amp, unitamente ad altre, enti, istituzioni ed associazioni che operano sul territorio in campo ambientale, perche ogni anno, sin dalla sua istituzione – afferma proprio Pasquale Coppola – è esempio concreto delle migliori esperienze di turismo sostenibile e responsabile realizzate in Italia, frutto di impegno concreto ed assiduo utile a raggiungere traguardi significativi in tema di inclusività ed accessibilità. Un risultato. l’ennesimo raggiunto dalla Riserva nazionale cesarina -conclude Coppola – che ci rende orgogliosi di questa esperienza territoriale originale ed unica”. Soddisfatto e felice del risultato conseguito si è detto il direttore di Amp Porto Cesareo Paolo D’Ambrosio che ha motivato la motivazione della scelta. “La nostra riserva è stata premiata per la collaborazione e la progettazione dell’applicazione Blue Discovery, che fornisce informazioni e servizi al turista che è in visita nell’Amp. Questa applicazione tecnologica - spiega D’Ambrosio - costituisce uno strumento innovativo di controllo e gestione del flusso turistico ed è indirizzata ad ogni tipo di turismo -conclude il direttore - dalle visite a terra alla nautica da diporto, dalle immersioni alla pesca sportiva”.

Bari, conclusa con successo l’iniziativa “Le giornate insieme a te per l’ambiente” di Mc Donald's


BARI – Oltre 150 volontari e 58 sacchi, pari a 200kg, di rifiuti raccolti: questi i numeri dell’iniziativa di McDonald’s “Le giornate insieme a te per l’ambiente”, patrocinata dal Comune di Bari, che si è svolta ieri nel capoluogo pugliese. Una giornata dedicata alla lotta contro gli effetti del littering, ossia l’abbandono dei rifiuti, che ha interessato le aree del lungomare cittadino.

I dipendenti McDonald’s, insieme alle loro famiglie e i cittadini, hanno dedicato il loro tempo per riqualificare le aree cittadine, grazie al patrocinio del Comune di Bari, del Municipio 1 e della Città Metropolitana, alla collaborazione di Amiu Puglia e alla partecipazione dell'ASD Tigri Rugby Bari.

Quella di Bari è una delle 100 tappe nazionali coinvolte nel progetto, per il quale i ristoranti McDonald’s si fanno promotori del coinvolgimento di associazioni e cittadini, unendo le forze per un unico obiettivo: contribuire alla pulizia di parchi, strade, spiagge e piazze, a seconda delle esigenze specifiche di ogni Comune.

“Le giornate insieme a te per l’ambiente” si inseriscono in un percorso virtuoso verso la transizione ecologica che McDonald’s ha intrapreso ormai da diversi anni a partire dai suoi ristoranti in termini di Packaging e Waste & Recycling. Ne sono un esempio l’eliminazione della plastica monouso in favore di materiali più sostenibili, l’installazione di contenitori per la raccolta differenziata nelle sale e nei dehors, la collaborazione con Comieco per lo sviluppo di un nuovo sistema per garantire la riciclabilità del packaging in carta e la campagna di sensibilizzazione sulle corrette modalità di raccolta dei rifiuti rivolta ai consumatori nei ristoranti.

Inoltre, attraverso questa iniziativa, McDonald’s rinnova la propria vicinanza ai territori in cui opera con i suoi oltre 610 ristoranti e l’impegno dei 140 licenziatari, imprenditori fortemente radicati nelle comunità locali.

 

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