Dalle ceneri della Fibronit sorgerà un parco
L'assessore all'Ecologia della Regione Puglia, Losappio, ha presentato lo studio di fattibilità già approvato per la trasformazione dell'area dell'ex Fibronit, sito industriale «completamente bonificato»BARI - La messa in sicurezza «definitiva dell’ex Fibronit e la riqualificazione a parco urbano nasce dalla collaborazione tra Regione Puglia e Comune di Bari per chiudere una pagina trovata aperta». Lo ha detto l’assessore all’Ecologia della Regione Puglia, Michele Losappio, oggi a Bari, in occasione della presentazione dello studio di fattibilità per il riuso del sito ex Fibronit da parte dell’ associazione temporanea d’impresa Tedesi-Adamo-Selicati, vincitrice della gara europea bandita dal Comune di Bari. «Una delle prime iniziative della giunta regionale – ha detto Losappio – fu proprio una delibera del novembre 2005 con cui si trasformava in definitiva la sola messa in sicurezza dell’area; a questo fece seguito un Protocollo siglato tra il presidente Nichi Vendola e il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che dava al progetto la copertura finanziaria di 10 milioni di euro e prevedeva una Cabina di regia per seguire le fasi dei lavori. La scelta di assegnare al Comune di Bari l’iter – ha proseguito Losappio – è politica e rientra nella concezione del sistema delle autonomie; stiamo attivando lo stesso procedimento per altre aree, dall’ex Gaslini a Torre Quetta all’ex gasometro, alla Cava di Maso all’ex Bosch per la quale il 4 marzo ci sarà la conferenza di servizi: nei tempi necessari la città sarà piena di cantieri che la rimodelleranno sulla salute dei cittadini». «La Fibronit – ha sottolineato Emiliano – è la storia della liberazione della città dall’amianto ma anche della libertà delle persone da un qualche postulato del potere. Scrivendola, si è creata la fiducia nelle istituzioni, nei tecnici, nell’amministrazione che è certa di aver fatto tutto per un atto di giustizia a cui intende improntare i suoi atti futuri. Se c'è un altro posto in Europa dove si è fatta una variante da area edificabile a verde, come per la Fibronit, vogliamo saperlo e gemellarci». Nella Fibronit attualmente, a detta dei tecnici, non è più presente materiale contenente amianto a diretto contatto con l'ambiente esterno, date le 900 tonnellate asportate e smaltite in apposite discariche. «L'intervento di messa in sicurezza definitiva e la trasformazione a verde - ha spiegato Francesco Selicato – tende inoltre a seppellire definitivamente, sia orizzontalmente che verticalmente e con tutte le garanzie, i materiali ancora inquinati presenti in profondità, attraverso tombature atte ad evitare qualunque contatto con la falda acquifera e scorrimenti laterali per l’acqua piovana; le macerie dei muri, sgretolate, saranno usate per creare strati di regolarizzazione e ci sarà una copertura di impermeabilizzazione superficiale finale. Inoltre poiché un buon 60-70per cento dei 10 ettari di estensione dell’area è ancora tanto contaminato da non essere calpestabile ha concluso il progettista, si è cercato di rimodellare morfologicamente il tutto mutando gli impedimenti dati dalle criticità in opportunità. Quindi diversi livelli, cascate, muretti, zone a varia fruizione per dare al luogo un nuovo significato di collegamento tra tre quartieri includendo la ferrovia attuale e con l’auspicio, una volta che ne fossero interrati i binari, di significare la campagna che entra in città». Il progetto presentato oggi, secondo l’assessore all’ambiente del Comune di Bari, Maria Maugeri, ha già ottenuto l'approvazione del Tavolo tecnico e dell’Osservatorio nonché della Giunta comunale come informativa; inviato al Ministero ed alla Conferenza di servizi nazionale è in attesa di risposte per poi tornare in Giunta: da quel momento si potranno bandire le gare ed aprire i cantieri.25/2/2008
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CRONACA