Bari è la città meno cara per gli alimentari

Bari una delle città meno care d’Italia. Almeno nel 2006. A rivelarlo è l’Istat, che oggi ha reso noti i dati riguardanti i primi risultati di un progetto di calcolo dei differenziali dei prezzi al consumo tra i comuni italiani capoluogo di regione. L’indagine è stata condotta con la partecipazione di Unioncamere e dell’istituoto Guglielo Tagliacarne. Bari, insieme a Napoli, è la città meno cara per quel che riguarda i prodotti alimentari. La stessa cosa non possono dire, invece, Bologna, Genova, Trieste e Bolzano, che nel 2006 registrano livelli dei prezzi più elevati rispetto alla media nazionale per alimentari, abbigliamento e calzature, arredamento e articoli per la casa. Ad essere le meno care su tutte e tre le voci sono Napoli, L'Aquila, Campobasso e Palermo.
Restringendo il campo d’osservazione sui beni alimentari, Bari e Napoli presentano i prezzi più bassi del Paese, a differenza di Milano, Bolzano e Venezia che presentano livelli di prezzo superiori al 5% della media nazionale. Gli indici dei prezzi al consumo che vengono calcolati mensilmente dall’Istat, e fra l’altro utilizzati per l’analisi economica dell’inflazione, fanno riferimento alla dinamica dei prezzi nel corso del tempo e rientrano nella tipologia degli indici temporali. Accanto a questi esiste un’altra tipologia di numeri, definiti indici spaziali, altrimenti noti come indici di Parità del Potere d’Acquisto(PPA), che misurano le differenze tra il livello medio dei prezzi di un paniere standard di prodotti, in una determinata zona, e quello medio calcolato per il complesso delle zone.
In assoluto per i prodotti dell’abbigliamento e calzature, le due città con i livelli dei prezzi più elevati sono Reggio Calabria e Venezia, mentre quelle con i livelli più bassi sono Aosta e Napoli. Per l’arredamento e gli articoli per la casa, invece, le due città più care sono Milano e Roma, le due meno care Campobasso e Napoli.