Bari, la spesa è d'oro: nei supermercati si spende il 7,6 % in più rispetto all'anno scorso

Le famiglie baresi spendono in un supermercato il 7,6 per cento in più rispetto allo scorso anno. Sono aumentati il pane (1,3 per cento nell´ultimo mese), la frutta (0,6), le acque minerali e le bevande (0,8), il latte, i formaggi e le uova (0,7).A fare la stima è il Comune di Bari nella tradizionale rilevazione dei prezzi mensili: l´inflazione è in linea con quella italiana, in città sale come nel resto del paese del 3,3 per cento in un anno. A crescere però molto di più rispetto alla media sono gli alimentari, aumento che non è giustificato dall´incremento delle materie prime: come Coldiretti sottolineava ieri, il costo del pane cresce nonostante i cereali calino del circa 30 per cento.Il sospetto della speculazione da parte di produttori e commercianti è venuto anche alla Procura di Bari che ormai due mesi fa ha aperto un´inchiesta (dopo un esposto dell´associazione di consumatori) sull´aumento indiscriminato dei prezzi: i militari della Guardia di Finanza, su disposizione del sostituto procuratore Francesca Pirrelli, hanno acquisito per esempio tutti i listini dei supermercati per poter fare una comparazione nel corso dei mesi. L´obiettivo è capire chi e a che momento della catena della vendita alza i prezzi.Le rilevazioni comunali dicono che non crescono soltanto gli alimentari. In un anno sono aumentate del 4,6 per cento i costi per la casa: l´affitto, quindi, ma anche l´acqua, l´energia e il combustibile. Basti pensare che il gasolio per il riscaldamento a Bari nell´ultimo mese è salito del 13 per cento. Su anche i trasporti: il 5,4 per cento in un anno. Con picchi proprio nel mese di marzo: la benzina sale dell´1,8, il gasolio per auto del 4,4, mentre gli aerei addirittura del 15 per cento. Costano di meno le comunicazioni (grazie alla diffusione di Internet e telefonini e alla concorrenza spietata tra le varie compagnia) ma anche i servizi sanitari e le spese per la salute, a partire proprio dai medicinali. Costa di più anche divertirsi: le vacanze salgono del 3,3 per cento in un mese e del 3,6 nel corso di un anno. Si spende invece praticamente lo stesso per vestirsi sia rispetto a febbraio a marzo del 2007.
Le rilevazioni fatte dall´assessorato alla Statistica del Comune e coordinato dall´assessore Rinella, sono però considerate persino troppo buone dalle associazioni dei consumatori: per quanto riguarda gli alimentari, per esempio, dicono che in dodici mesi il pane aumenta dell´11 per cento, la pasta di semola di grano duro del 21, la carne del 5, la mozzarella del 15 e le uova dell´11.Questi dati sono però in controtendenza con una ricerca di Unioncamere pubblicata nei mesi scorsi: diceva che a Bari la spesa costa meno che nel resto dell´Italia, il 14 per cento in meno per la precisione. «Dati falsi quelli di Unioncamere - spiegano però da Federconsumatori - Gli aumenti sono da tempo sotto gli occhi di tutti: quello che manca, però, sono le risposte da parte delle istituzioni. Non si fa nulla per calmierare». «Ma da quando sono stati liberalizzati i prezzi - risponde il comandante dei vigili urbani, Stefano Donati - noi non possiamo più intervenire».
(01 aprile 2008)