BESTIAME: 100MILA CAPI NEI MACELLI CLANDESTINI
Il furto degli animali negli allevamenti e' un fenomeno in crescita tanto che si stima che quasi centomila animali sono stati fatti sparire dalla malavita nelle campagne in un anno per essere destinati alla macellazione clandestina. E' quanto afferma la Coldiretti nell'esprimere apprezzamento per l'operazione dei carabinieri dei Nas che ha sgominato una organizzazione capeggiata da personaggi di spicco della malavita pugliese e campana specializzati in furti di bestiame che veniva macellato e poi venduto nel sud Italia.
Le numerose denunce degli allevatori hanno evidenziato - sottolinea la Coldiretti - un ritorno dell'abigeato, ovvero la sottrazione di bestiame alle aziende agricole, che era un reato molto diffuso nel passato ed e' presente nel diritto penale italiano come aggravante del furto. Ad essere colpiti sono mucche, cavalli, maiali ma anche pecore e agnelli, sopratutto in vicinanza delle festivita' pasquali. Gli animali rubati - precisa la Coldiretti - alimentano il fenomeno della macellazione clandestina particolarmente pericoloso anche per la salute dei cittadini perche' privo delle necessarie garanzie sanitarie che devono necessariamente accompagnare il bestiame.
L'importante operazione dei carabinieri evidenzia - continua la Coldiretti - quanto pesanti siano i fenomeni malavitosi che si sviluppano a danno delle campagne che sviluppano, secondo il rapporto della direzione nazionale antimafia (Dna), un giro di affari di 7,5 miliardi di euro, tra furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, del cosiddetto pizzo anche sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o di guardiania alle aziende agricole, danneggiamento delle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe nei confronti dell'Unione europea e caporalato.
Le numerose denunce degli allevatori hanno evidenziato - sottolinea la Coldiretti - un ritorno dell'abigeato, ovvero la sottrazione di bestiame alle aziende agricole, che era un reato molto diffuso nel passato ed e' presente nel diritto penale italiano come aggravante del furto. Ad essere colpiti sono mucche, cavalli, maiali ma anche pecore e agnelli, sopratutto in vicinanza delle festivita' pasquali. Gli animali rubati - precisa la Coldiretti - alimentano il fenomeno della macellazione clandestina particolarmente pericoloso anche per la salute dei cittadini perche' privo delle necessarie garanzie sanitarie che devono necessariamente accompagnare il bestiame.
L'importante operazione dei carabinieri evidenzia - continua la Coldiretti - quanto pesanti siano i fenomeni malavitosi che si sviluppano a danno delle campagne che sviluppano, secondo il rapporto della direzione nazionale antimafia (Dna), un giro di affari di 7,5 miliardi di euro, tra furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, del cosiddetto pizzo anche sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o di guardiania alle aziende agricole, danneggiamento delle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe nei confronti dell'Unione europea e caporalato.
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CRONACA