TUMORI: DEPRESSIONE, GIORNATE DI STUDIO A BARI
Bari, 2 mag. - Si sopravvive sempre piu’ spesso e piu’ a lungo al cancro. Ma sopravvivere alla malattia non sempre porta alla conquista della felicita’: anzi, una significativa percentuale di persone uscite dal tunnel del cancro entrano purtroppo in quello della depressione. Di questo, che sempre piu’ si prospetta come un vero e proprio problema sociale ancor prima che sanitario, parleranno il 6 e 7 maggio a Bari (Sheraton Nicolaus Hotel) gli esperti italiani e stranieri ospiti della Giornata di Studio “Survivor: Person, not Patient anymore” organizzata dall’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II”: dall’incontro, aperto al pubblico, usciranno importanti indicazioni per costruire le linee guida di un nuovo piano riabilitativo, rivolto specificamente a quanti sono sopravvissuti al cancro. L’iniziativa si tiene di Bari per una precisa ragione: da Bari e piu’ precisamente dall’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” e’ partita, infatti, un’innovativa indagine genetica dedicata all’insorgenza della depressione maggiore nei lungo-sopravviventi al cancro (con particolare attenzione alla correlazione tra questa patologia e il gene 5HTT): il coordinamento scientifico di tale ricerca, affidato al direttore del Dipartimento Area Critica Vittorio Mattioli, vede lo sforzo congiunto di esperti di Oncologia, Psico-oncologia, Biologia molecolare e Bioetica. La maggior sopravvivenza al cancro, attribuita all’accresciuta disponibilita’ di terapie efficaci ed alla diffusione dei programmi di screening, si accompagna ad uno scenario sociale e sanitario complesso e polimorfo, gia’ noto negli Usa, ma semi-sconosciuto in Italia ed in Europa.(
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